domenica, Luglio 25

Corleone: la mafia voleva uccidere Alfano

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La mafia corleonese voleva uccidere il ministro dell’Interno Angelino Alfano perché, come emerge dalle intercettazioni dell’operazione ‘Grande Passo 3’, avrebbe tradito il «voto degli amici» e gli interessi di Cosa Nostra sull’alleggerimento del 41bis. La notizia emerge dopo il blitz (questa volta autentico) dei carabinieri che ha decapitato il mandamento mafioso insediato nel territorio di Totò Riina e Bernardo Provenzano. Imbarazzate e imbarazzanti le reazioni politiche, soprattutto dei colleghi di partito di Ncd, capaci di rigirare talmente bene la frittata sulle Agenzie da far apparire Angelino come il nuovo Boris Giuliano. Unica voce fuori dal coro quella del M5S.

Mentre le teste di cuoio francesi conducono operazioni speciali anti terrorismo in tutto il territorio transalpino, le ‘teste d’uovo’ del governo italiano architettano un blitz di ben altra portata per ottenere una facile e rapida vittoria in Senato sulla legge di Stabilità attraverso l’ennesimo voto di fiducia. Il maxiemendamento della maggioranza sulla Finanziaria, arrivato sui banchi di Palazzo Madama nella serata di ieri, è passato già oggi con 164 sì, 116 no e 2 astenuti. I ‘quagliarielliani’ scendono ufficialmente dal carro renziano. Intanto, alla Camera è iniziata la discussione generale sulle riforme costituzionali contenute nel ddl Boschi.

Il blog di Beppe Grillo pubblica un post a firma M5S Camera e lancia l’hashtag #RenziRispondi per chiedere conto al presidente del Consiglio Matteo Renzi sull’episodio dell’addestramento in Yemen da parte dei militari italiani di centinaia di uomini che sarebbero poi andati a combattere nelle file dell’Isis. ‘Matteo’, presente all’inaugurazione del pronto soccorso dell’ospedale Santo Spirito a Roma, decide però di rispondere a modo suo sull’emergenza terrorismo ribadendo che «non ci lasceremo prendere dalla psicosi, dall’isterismo e dalla paura». Chi sa se gli italiani che hanno già abbandonato le piazze per fifa la pensano allo stesso modo.

Secondo i parlamentari Pd Khalid Chaouki e Luigi Manconi la manifestazione anti Isis -indetta per sabato prossimo 21 novembre in piazza Santi Apostoli a Roma dalle comunità musulmane italiane«è già un successo». Aderiranno all’iniziativa anche artisti e intellettuali di tutte le fedi come Moni Ovadia, Gad Lerner, Ermanno Olmi, Ascanio Celestini e Paolo Virzì. Hanno confermato la propria presenza anche il cattolicissimo Pierferdinando Casini e la leader Cgil Susanna Camusso. Il presidente del Senato Pietro Grasso invia una lettera. Sabato in piazza, nonostante la psicosi attentato, anche per la Fiom di Maurizio Landini per protestare contro il Jobs Act.

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