mercoledì, novembre 14

Coree: Papa Francesco si vedrà con Moon, e Kim Jong-Un invita il Pontefice Venezuela, sospetti sul suicidio di un oppositore di Maduro. Israele-Palestina, Germania e Ue per Soluzione a due Stati

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«Il presidente Moon visiterà ufficialmente la Santa Sede nei giorni 17 e 18 ottobre». Così il portavoce del presidente sudcoreano, Kim Eui-kyum, ha confermato l’incontro con Papa Francesco in Vaticano. «Vuole riaffermare la benedizione e il supporto della Santa Sede per la pace e la stabilità della penisola coreana e discuterà come eventualmente possono collaborare meglio, soprattutto in occasione dell’incontro con Papa Francesco».

Il portavoce ha poi continuato: «Il sig. Kim ha incontrato sulla montagna di Paektu il presidente della Conferenza episcopale, l’arcivescovo Hee-Joong. Sua Eccellenza l’arcivescovo ha detto al Sig. Kim che la Corea del Nord e la Corea del Sud stanno andando verso la pace della Penisola. Io trasmetterò questa notizia alla Santa Sede. All’udire queste parole dell’arcivescovo, il Sig. Kim ha risposto: ‘Per favore faccia così’». Tanto che poi è stata confermata la volontà del presidente nordocoreano di invitare lo stesso Papa Francesco a Pyongyang.

Andiamo in Bulgaria, perché la procura di Sofia ha avviato una inchiesta su presunti abusi nell’utilizzo di fondi dell’UE, e ha bloccato un trasferimento bancario di circa 14 milioni di euro in base alla Legge per le misure contro il riciclaggio di denaro. Si tratta di un operazione bancaria da parte della compagnia edilizia bulgara ‘Gp Group‘. La denuncia contro la compagnia è partita a seguito di un servizio giornalistico del sito internet ‘Bivol‘ e su segnalazione del vicepremier Tomislav Doncev. Nella sua ultima trasmissione il mese scorso, la giornalista bulgara Viktoria Marinova, uccisa sabato nella città di Russe, aveva intervistato due giornalisti che seguivano questa inchiesta. Intanto un cittadino romeno con un passaporto della Moldova è stato arrestato nell’ambito delle indagini sull’omicidio della giornalista.

In Venezuela, il Procuratore generale della Repubblica Tarek William Saab ha annunciato che Fernando Alberto Albán, consigliere comunale di un municipio della capitale e dirigente del partito (oppositore) Primero Justicia (Pj), si è suicidato «mentre era detenuto nella sede dei servizi di intelligence venezuelani, Sebin». L’uomo era indagato nella causa riguardante il tentativo di attentato di agosto ai danni del presidente, Nicolás Maduro. Un arresto ‘senza un mandato del magistrato’ che era stato stato denunciato in un comunicato due giorni fa dal Pj. E l’opposizione non vuole credere all’ipotesi del suicidio.

In Brasile invece il candidato di sinistra alle elezioni presidenziali, Fernando Haddad, ha cominciato a prendere le distanze dall’ex presidente Luiz Inácio Lula da Silva, con il quale si riunirà prossimamente nel carcere nel sud del Paese, dove è attualmente detenuto. D’ora in poi il suo slogan sarà ‘Haddad è Haddad’, ha detto il neo eletto senatore del Partito dei Lavoratori Jaques Wagner, nominato nuovo membro del team della campagna elettorale del partito.

In Medio Oriente, la Germania e la UE sono a favore di una pace basata sulla Soluzione a due Stati. Lo ha confermato la cancelliera Angela Merkel in una telefonata al presidente palestinese Abu Mazen di cui dà notizia l’agenzia Wafa, secondo cui la Merkel ha sottolineato che la UE ha fornito «considerevole sostegno all’Unrwa in modo che possa continuare il suo mandato». Da parte sua, Abu Mazen ha ribadito alla cancelliera il suo impegno per negoziati basati sulla formula dei 2 stati con i confini del 1967.

Negli Usa, primo discorso per il nuovo giudice della corte suprema Bretta Kavanaugh: «Sarò un giudice imparziale, il miglior giudice che possa essere, un giocatore in una squadra di nove» ha detto, ringraziando il presidente Donald Trump per il suo ‘saldo’ e ‘risoluto’sostegno durante l’iter di conferma.

Maxi-operazione in Turchia contro sospetti militanti del Pkk curdo. Blitz simultanei in 8 diverse province la scorsa notte, che hanno portato all’arresto di almeno 90 sospetti. Lo fa sapere il ministero dell’Interno di Ankara, secondo cui i raid sono stati ordinati per evitare future azioni dell’organizzazione, considerata terroristica da Turchia, Usa e Ue. La gran parte degli arresti è stata compiuta nella ‘capitale’ curda Diyarbakir nel sud-est.

Chiudiamo con la notizia che arriva da Israele. Da una settimana una studentessa statunitense iscritta all’Università ebraica di Gerusalemme è bloccata all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv perché le autorità le vietano l’ingresso nel Paese. L’accusa è quella di essere un’attivista del movimento Bds di boicottaggio di Israele. La 26 anni, di origine palestinese, è ricorsa in appello ed attende adesso un prossimo dibattito in tribunale.

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