martedì, Ottobre 26

Corea del Sud: Hinjok … perché da soli è bello!

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Gli hinjok (i solitari) sono i giovani sudcoreani che si fanno portavoce di una nuova filosofia di vita. Una tendenza che è un atto di ribellione nei confronti di un sistema che tende a una socializzazione spinta dei coreani.  La generazione ‘hinjok’ è costituita da trentenni che non vogliono soccombere a questa politica che stigmatizza i single, che non ha rispetto per il tempo e per i valori altrui.

Per questo motivo hanno deciso di disobbedire alla politica attuata dal loro Presidente Moon Jae-in. Il Presidente, infatti, già lo scorso aprile, prima ancora di essere eletto, aveva lanciato un monito: «Mangiare da soli può provocare rischi per la salute perché l’honbap, ovvero il mangiare da soli, non è solo una questione di solitudine, ma conduce ad un regime alimentare sbilanciato che minaccia la salute dei giovani».

Per il Presidente, una soluzione potrebbe essere quella di aprire delle cucine comunitarie nelle aree in cui vivono maggiormente i single. In questo modo, si passerebbe ‘dall’honbap’  ‘all’hamkkebap’, ovvero il mangiare insieme.

Al grido di YOLO (acronimo che sta per ‘Si vive una volta sola’), gli hinjok hanno mutato le loro solite abitudini di vita e si stanno avvicinando, sempre più, a quelle del mondo occidentale dove sussiste ‘lo stare da soli è semplicemente un modo per distaccarsi dal tran tran quotidiano e rigenerarsi trascorrendo del tempo libero in solitudine.

Per favorire la nuova tendenza, i locali si sono adeguati alla tipologia di clientela che li frequenta. Gitteol, ad esempio, è un locale di Seul che si sta adattando a queste nuove abitudini rivoluzionarie. E’ stato aperto qualche mese fa da un proprietario che ha fiutato la novità e, vedendo molti ragazzi che praticavano ‘l’honsul’, ovvero il bere da soli, ha dedicato loro degli spazi dove accomodarsi e ordinare.

A Yuk Cheop Ban Sang, un ristorante di barbecue vicino all’università più prestigiosa di Seul, si può praticare ‘l’honbap’ , il mangiare da soli, ed anche il barbecue, attività comunitaria per eccellenza, diventa un’attività da single. All’interno i diners, seduti su una panca lunga, possono cuocere la loro carne su griglie di dimensioni più piccole ed avere a disposizione una ciabatta con prese di corrente per caricare i loro telefonini, indispensabili per connettersi con i loro social network preferiti.

In un’altra parte della città, invece, diversi ristoranti giapponesi che cucinano il ramen, uno dei loro piatti tipici, permette ai commensali di ordinare del cibo tramite una macchina e di sedersi in cabine strette con divisori dove, se si vuole, si può interagire con gli altri clienti o rimanere in disparte a gustarsi l’ordinazione.

Fra gli acquisti che questi ragazzi possono fare, non ci sono solo le ordinazioni al ristorante, e tramite una carta di credito denominata YOLO rilasciata dai vari istituti bancari, essi possono ordinare un caffè presso una caffetteria, acquistare generi alimentari nei vari supermercati, oppure possono pagarsi un biglietto al cinema per vedere un film in assoluta tranquillità.

Gli hinjok, però, sanno per certo che la loro filosofia di vita è nata anche per motivi puramente pragmatici, quali la scarsità di tempo e di denaro. Nella Corea del Sud, infatti, ci sono ancora molti lavoratori salariati in aziende produttrici che lavorano per più di 60 ore alla settimana e molti di loro non hanno diritto neanche alle vacanze; quindi non avrebbero tempo da dedicare ai colleghi e, dati gli stipendi bassi, neanche la forza economica di spendere continuamente quello che si è guadagnato.

Secondo gli studi condotti da KB Financial Group, una delle maggiori società finanziarie della Corea, essi vengono definiti « la nuova classe di consumatori formata da persone singole».

Procedendo con l’indagine relativa alle loro abitudini alimentari, è emerso che più di 1.100 job seekers, i cosiddetti cerca-lavoro, registrati tra i 25 e i 30 anni, saltano uno o più pasti al giorno, e molti hanno citato il problema economico come la causa principale del loro disagio. Se poi, a tutto questo si aggiunge il tasso di disoccupazione elevato, che coinvolge la fascia di giovani sopra citata, il problema si acuisce ed è necessario adottare una filosofia di vita più consona alle loro esigenze primarie.

Nonostante le preoccupazioni che li affliggono, essi non si perdono d’animo e vedono nella vita in solitaria un aspetto positivo per il cambiamento. Per questo motivo, i coreani non rinunciano al divertimento e svolgono attività ricreative economicamente modeste che rispettano il loro budget.

‘Le lezioni di un giorno’ sono laboratori che funzionano per poche ore. Queste lezioni sono attraenti, soprattutto a causa della loro accessibilità, sia in termini di tempo che denaro. Basta registrarsi a dei siti specifici solo per una sessione, che costa meno di cinque dollari (i prezzi variano in base all’attività prescelta). Ogni classe dura solitamente un paio d’ore, il che significa che è più facile per i sudcoreani occupati di adattarsi alla loro lezione dopo il lavoro o nei week-end. Molte lezioni di un giorno si basano sulla creazione di qualcosa, come pasticcini e birre francesi, ai profumi, alle composizioni floreali e ai ritratti pop-art. Le attività fisiche come il ballo e lo yoga sono anche comuni, ma vanno per la maggiore attività all’aria aperta come le escursioni notturne o il kayak notturno sul fiume.

YOLO è un rimedio calmante per i giovani coreani, che oggi prediligono la gratificazione personale. Ciò significa fare nuove esperienze, imparare qualcosa di nuovo; invece di risparmiare per una casa di famiglia che scorgono in un futuro lontano. Per questo motivo, i giovani che si sposano o mettono su famiglia sono diminuiti nel tempo.

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