domenica, Settembre 19

Corea del Sud e Pakistan collaborano su industria militare field_506ffb1d3dbe2

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Non solo automobili e smartphone. La Corea del Sud, una delle ‘piccole tigri’ asiatiche, decide di scommettere sul settore della difesa, puntando sulla solidità e affidabilità della propria industria meccanica pesante e su quella aeronautica. Una scelta che mira, ancora una volta, ad aumentare il prestigio del ‘made in Seoul‘, attraverso le commissioni dall’estero e l’istituzione di joint venture con imprese straniere; oltre che ad accrescere ulteriormente il potere monopolistico dei chaebol, i grandi conglomerati industriali. Basti pensare che marchi come Hyundai Roten o Samsung Techwin, i cui nomi evocano per lo più il mercato dei motori e della tecnologia hi-tech, sono tra i principali produttori di armamenti e veicoli corazzati terrestri, come ad esempio il carro armato K2 Black Panther, l’ultimo arrivato di ‘casa Hyundai’.

Questa nuova intraprendente branca del mercato coreano ha recentemente incontrato l’interesse di Paesi come il Pakistan, che ha annunciato il proprio interesse nello stabilire con Seoul una reciproca cooperazione nel campo dell’industria della difesa, in occasione della visita di Rana Tanveer Hussain, Ministro dell’Industria per la Difesa pakistano, giunto in Corea del Sud lo scorso 17 agosto su invito di Kim Kwan-jin, Ministro della Difesa sudcoreano.

L’incontro era stato preceduto da un summit ufficiale tra Nawaz Sharif e Chung Hongwon, rispettivamente Primo Ministro del Pakistan e della Corea del Sud, con la presenza di Mamnoon Hussain, Presidente del Pakistan, svoltosi il 14-15 aprile a Islamabad. Si è trattato della prima visita ufficiale di un Primo Ministro coreano in Pakistan dall’istituzione delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi, nel 1983. Prima del summit, le due parti avevano firmato un memorandum d’intesa per incentivare il miglioramento del commercio bilaterale e degli investimenti; ventilando la possibilità di realizzare un vero e proprio accordo di libero scambio. Il Presidente Hussain si era augurato che le aziende coreane potessero essere in grado di entrare attivamente nel mercato pakistano, esprimendo grandi aspettative sulla possibilità di rafforzare la cooperazione economica con la Corea del Sud.

Il Ministro Tanveer ha visitato la DAPA (Defence Acquisition Program Administration), il SUSAN (l’hub dell’industria della difesa coreana), la KAI (Korean Aerospace Industry), fiore all’occhiello del settore aeronautico sudcoreano, la DSME (Daewoo Shipbuilding and Marine Engineering) e la Poongsan, a cui è stata affidata la fornitura di munizioni per i velivoli T-37 Tweet, addestratori di produzione statunitense.

Gli ottimi auspici sotto cui ha preso il via la collaborazione tra la Corea del Sud e il Pakistan, che ha un forte interesse nello sviluppo e nella modernizzazione della propria industria cantieristica navale, fa ragionevolmente presagire «l’esplorazione di future vie di collaborazione militare», come affermato dallo stesso Ministro Tanveer, il quale ha infine invitato il Ministro della Difesa sudcoreano a presenziare a sua volta all’edizione 2014 dell’IDEAS (International Defence Exhibition and Seminar), che si terrà agli inizi di dicembre presso l’Expo Center di Karachi.

L’industria della difesa pakistana è piuttosto efficiente nella realizzazione di prodotti di alta qualità, dalle munizioni per armi leggere fino ai carri armati e agli aerei, ma non è organizzata su base commerciale e dunque trarrebbe vantaggio dalla collaborazione con imprese sudcoreane come la Daewoo, la KAI e la Hyundai“, afferma Brian Cloughley, analista specializzato nell’area del subcontinente indiano e autore di saggi sulla storia delle forze armate in Pakistan.

Il problema di tale cooperazione non risiederebbe negli aspetti tecnici dello sviluppo e della produzione“, prosegue Cloughley, “ma nel lato politico, poiché il Pakistan e la Cina hanno una solida partnership nell’industria della difesa pakistana, nei progetti di costruzione di impianti nucleari e nelle infrastrutture del trasporto – strade, ferrovie e mezzi di trasporto via mare. Questi sono estremamente importanti per il Pakistan, e se la Repubblica Popolare Cinese non dovesse approvare l’idea di una collaborazione tra Corea del Sud e Pakistan, si potrebbero verificare problemi nella sua realizzazione. Non sarebbe per cattiva volontà: semplicemente un’indicazione di disapprovazione, da parte della Cina, sarebbe sufficiente a Islamabad per desistere“.

Sempre il Ministro Tanveer, nel corso della sua visita, aveva voluto evidenziare i progressi del proprio Paese nel settore dell’industria militare, portando come esempio lo sviluppo del velivolo da combattimento JF-17 (Joint Fighter-17), conosciuto anche come FC-1 (Fighter China-1), risultato di una produzione congiunta sino-pakistana.

Data la solida – e storica – partnership tra la Cina e il Pakistan nel settore dell’industria militare (un felice connubio che risale all’inizio degli anni Novanta), è quindi molto improbabile – secondo Cloughley, che la Corea del Sud possa in alcun modo diventare un concorrente diretto della Cina per quanto riguarda gli investimenti nel settore militare pakistano. L’opzione più plausibile vedrebbe il coinvolgimento della Corea del Sud in alcuni progetti, senza arrivare, almeno per il momento, a una vera e propria collaborazione su larga scala.

Sebbene il mercato dell’export militare sudcoreano non sia ancora equiparabile a quello automobilistico e a quello dell’elettronica in termini di competitività, il crescente interesse per le forniture militari sudcoreane, in particolare per quanto riguarda il settore aeronautico, è testimoniato dagli accordi commerciali recentemente intrapresi con Paesi come la Thailandia, che nel 2013 aveva siglato un accordo con la Daewoo Shipbuilding & Marine Engineering; o come l’Indonesia e le Filippine, entrambe interessate ai velivoli caccia T-50, prodotti dalla Korea Aerospace Industries. Un prodotto di punta, stando a quanto affermato da alcuni alti dirigenti della KAI, la cui reputazione potrebbe contribuire a incentivare l’espansione dell’export bellico sudcoreano oltre i confini del mercato del Sud-Est asiatico.

Secondo i dati riportati dallo Stockholm International Peace Research Institute, fino al 2012 la Corea del Sud ha rappresentato meno dell’1% delle esportazioni militari a livello globale, un settore in cui primeggiano tutt’ora gli Stati Uniti e l’Europa, seguiti a breve distanza dalla Cina. Gli investimenti della Corea del Sud nell’industria della difesa rispondono a più ampie necessità di natura politica, nel tentativo di tutelarsi dall’onnipresente minaccia nordcoreana e di presentarsi al mondo come una Nazione-partner ideale, militarmente non assertiva o minacciosa per la stabilità regionale, nondimeno dotata di una tecnologia militare innovativa e affidabile.

Tentativo che sembra aver riscosso un timido ma significativo successo, considerando che – come riportato da un articolo del ‘Financial Times’ – l’ammontare del valore delle esportazioni militari della Corea del Sud sembra aver superato di circa dieci volte il valore più alto attestato nel 2006, passando dai 250 milioni di dollari ai 2,6 miliardi nello scorso anno.

«Nel 1980, nessuno si aspettava che la Samsung o la LG potessero diventare così grandi», ha affermato Yang Wook, un ricercatore presso il Korea Difesa e Security Forum, riferendosi al ‘miracolo’ dell’industria dell’elettronica sudcoreana, «Adesso l’industria della difesa coreana è di fronte a una sfida del tutto analoga».

 

 

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