giovedì, Settembre 23

Corea del Nord, tutti contro lo scudo stellare degli Usa

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Russia e Cina, in una dichiarazione congiunta, si dicono ‘seriamente preoccupate’ per il test missilistico della Corea del Nord effettuato ieri e lo ritengono ‘inaccettabile’. Mosca e Pechino rilanciano l’iniziativa congiunta sul ‘doppio congelamento’, l’attività missilistica nucleare della Corea del Nord e le esercitazioni massicce degli Stati Uniti e della repubblica coreana, e chiedono a tutte le nazioni coinvolte di mostrare «moderazione e rinunciare alle provocazioni e alla retorica bellica».

A caldo il presidente Usa Donald Trump aveva premuto affinchè la Cina, tra i principali alleati di Pyongyang, premesse «con decisione sulla Corea del Nord e faccia finire questo nonsenso una volta per tutte».  La realtà è che sia la Cina che la Russia hanno paura di una escalation nella zona, ma nel mirino ci sono anche gli Stati Uniti. Infatti il presidente Vladimir Putin e il suo omologo Xi Jinping si sono detti preoccupati di quanto accaduto ma confermano la loro contrarietà al dispiegamento del sistema statunitense antimissili Thaad in Corea del Sud. Una decisione che lede seriamente gli interessi di sicurezza strategica dei due Paesi nella regione e che non contribuisce alla pace e alla stabilità nella Penisola. Russia e Cina dunque chiedono l’immediato stop al Thaad e «concordano sulla necessità di prendere misure per la tutela degli interessi comuni».

Il viceammiraglio James Syring, attuale capo della difesa antimissile, in commissione alla Camera ha detto che si deve presumere che Pyongyang abbia le capacità di colpire l’America del Nord con un missile intercontinentale armato di testate nucleari: «Dobbiamo presumere che oggi la Corea del Nord sia in grado di arrivare agli Stati Uniti con un ICBM che porti testate nucleari. E non direi che siamo in grado di affrontare comodamente tale minaccia».

Ma sono tanti gli scettici. Intanto il sistema di difesa missilistica interna fa acqua. 8 fallimenti su 18 test, nonostante Trump abbia rafforzato il programma. Secondo l’ultimo rapporto del Pentagono «l’affidabilità e la disponibilità per gli operativi (gli intercettori) sono basse». A pesare, secondo il rapporto, sono le «nuove modalità di guasto» che si scoprono di volta in volta e avverte di ulteriori probabili minacce che derivano dagli attacchi hacker al sistema o da ‘gap’ cruciali nella copertura radar.

L’intelligence, nonostante l’allarme dell’ammiraglio Syring, sostiene che il parere generale dei servizi d’informazione sia che la Corea del Nord non abbia armi nucleari in grado di colpire gli Usa, anche se Giappone e Corea del Sud rientrano nella portata dei loro missili balistici.

(video tratto dal canale Youtube del Telegraph)

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