martedì, Luglio 27

Corea del Nord: tra il coma di Kim e la riorganizzazione del regime Nuovi rumors sulla precaria salute del dittatore, dopo una vertiginosa sequenza di riunioni ad alto livello a Pyongyang

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L’ultima volta che lo avevano dato per morto o ‘quasi morto’ risale allo scorso aprile. Riapparve dopo qualche settimana, non esattamente come se nulla fosse stato, e nel corso dei mesi le voci sulla sua salute precaria sono proseguite, mentre le apparizioni pubbliche dopo gli inizi di maggio sono state sempre più rare. Ora il leader della Nord Corea, Kim Jong Un, viene dato in coma. I rumors, anche questa volta, arrivano dalla Corea del Sud.

Secondo Chang Song-min, uno stretto collaboratore dell’ex Presidente sudcoreano Kim Dae-jung, il leader nordcoreano sarebbe in coma. «Ritengo sia in coma, ma la sua vita non è finita», afferma Chang Song-min, secondo quanto riportato da ‘The Korea Herald’ e dal ‘Mirror’. A Pyongyang, spiega, sarebbe in corso il passaggio di consegne. «Non è stata creata una struttura completa per la successione, quindi Kim Yo-jong», sorella di Kim Jong-un, «viene portata alla ribaltaperché il vuoto di potere non può durare a lungo».

L’ex consigliere del Presidente sudcoreano avanza questa ipotesi presentando come ‘prova’ il fatto che Kim avrebbe istituito un nuovo sistema di comando in cui condivide la sua autorità con alcuni dei suoi fidati consiglieri. Fatto comunicato dall’agenzia di spionaggio della Corea del Sud, senza, pare, fornire evidenze di tale ‘smembramento’ di potere. Per la National intelligence agency di Seul, la riforma non sarebbe legata ad alcun problema di salute del leader, ma Chang Song-min sostiene che «Nessun leader nordcoreano affiderebbe alcuna delle sue autorità a un’altra persona a meno che non sia troppo malato per governare o non sia stato rimosso con un colpo di Stato».

In effetti qualcosa in queste ultime settimane è accaduto a Pyongyang.
Il 19 agosto, la ‘KCNA’, agenzia di stampa ufficiale della Corea del Nord, ha annunciato l’Ottavo Congresso del WPK, ovvero il Partito dei Lavoratori della Corea, programmato per il prossimo gennaio 2021. La decisione, assunta dalla riunione plenaria del Comitato centrale del Partito, sarebbe stata presa, si legge nella nota KCNA’,sulla base della considerazione che «l’economia non è migliorata di fronte alle gravi situazioni interne ed esterne e alle molteplici sfide inaspettate, il conseguimento pianificato degli obiettivi per il miglioramento dell’economia nazionale è stato gravemente ritardato e il tenore di vita delle persone non è stato migliorato notevolmente». Una «ammissione senza precedenti» che «dimostra la gravità dell’attuale terribile situazione economica della Corea del Nord», affermano da Human Rights Watch. La ONG sintetizza così le ‘crisi’ alle quali presumibilmente fa riferimento la nota del Comitato centrale: Covid-19, economia a pezzi, piogge torrenziali delle ultime settimane. «La pandemia di Covid-19 ha portato il Paese totalitario a sigillare i suoi confini a gennaio, provocando enormi cali delle sue importazioni ed esportazioni con la Cina, che rappresenta quasi tutto il commercio estero del Paese. L’economia della Corea del Nord si era già ridotta in modo significativo dal 2016 dall’intensificarsi delle sanzioni. E nelle ultime settimane, i livelli storici di piogge torrenziali hanno causato danni diffusi in tutto il Paese e lasciato almeno 22 morti e 4 dispersi. Migliaia di case ed edifici pubblici sono stati allagati , quasi 100.000 acri di raccolti danneggiati e infrastrutture critiche distrutte, soprattutto nel cuore agricolo del Paese, che soffre di carenza alimentare cronica e razionamento anche in tempi normali».

La decisione di Kim di organizzare l’Ottavo Congresso del WPK, viene bollato come un ‘diversivo’, una ‘cerimonia decorativa’ politicamente vuota, ma dietro qualcosa sembra stia accadendo. A spiegarlo sono gli analisti di ‘38 North’.

L’annuncio del congresso di gennaio, giunge, spiegano da ‘38 North’, dopo «una vertiginosa sequenza di riunioni ad alto livello a Pyongyang: una sessione della Commissione militare centrale(CMC) seguita da un insolito, più piccolo incontro CMC a porte chiuse lo stesso giorno (18 luglio); una ‘riunione d’emergenza del Politburo’ (25 luglio); un’insolita riunione del Consiglio di politica esecutiva del Partito dei Lavoratori della Corea (WPK) (5 agosto); un’altra riunione del Politburo (Ufficio politico) (13 agosto); e un plenum del Comitato Centrale (CC) (19 agosto). Anche per Kim Jong Un, che ha già convocato molte più riunioni di partito di alto livello rispetto a suo padre durante i suoi 17 anni di governo, cinque in un mese sono tanti». Così, la domanda è: Perchè?quale la motivazione di Kim per questa raffica di riunioni di alto livello?

Una risposta è molto difficile e rischia di essere una azzardo. Per gli analisti del Stimson Center, Kim sembrerebbe intenzionato a «cambiamenti di personale su larga scala nella gerarchia del partito, in preparazione di significativi sviluppi politici entro la fine dell’anno». Ciò anche considerando che uscite e nuovi ingressi si sono registrati in particolare in alcuni dipartimenti del Comitato centrale.

Il 13 agosto, la Commissione Affari di Stato ha emesso un decreto in cui si annuncia che dopo «aver analizzato e valutato la capacità del governo per il lavoro di organizzazione economica», si decideva di sostituire l’attuale premier, Kim Jae Ryong, con Kim Tok Hun, riservando a Kim Jae Ryong l’incarico di vicepresidente del partito e capo di un dipartimento del Comitato centrale non specificato. Ciò dopo che il 5 agosto si era discusso della creazione di un nuovo dipartimento del partito. «Kim Jong Un sembra guardare verso iniziative di politica economica di vasta portatada annunciare al congresso del partito di gennaio, dove, ha detto Kim, sarebbe annunciato un nuovo ‘piano’ economico quinquennale».

Nella riunione del 13 agosto, poi, vi sono stati nuovi ingressi nel Presidium. Il nuovo premier Kim Tok Hun e Ri Pyong Chol, sono entrati entrambi membri del Presidium, ampliando tale corpo da tre a cinque membri. Ingressi che sembrerebbero funzionali a conciliare i programmi nucleari e missilistici e il prossimo piano economico quinquennale.
E ancora, il 13 agosto Pak Myong Sun è stata eletta nell’ufficio politico del Comitato centrale del Partito dei lavoratori della Corea e direttore di un dipartimento del partito. Pak è una delle due sole donne dell’Ufficio politico, l’altra è la sorella di Kim Jong Un, Kim Yo Jong, che è anche un membro supplente. Inoltre, tra i circa 20 dipartimenti e uffici del partito, Pak è attualmente l’unica donna a dirigere un dipartimento del partito.

38 Northnon è così sicuro che Kim Jong Un abbia delegato autorità alla sorella Kim Yo Jong, afferma piuttosto che «il suo status rimane poco chiaro. Non è stata vista agli ultimi due incontri del partito, per esempio. Questa è la prima volta che perde le riunioni del Politburo dopo essere stata eletta come membro supplente dell’Ufficio politico ad aprile». Altresì, «la campagna di due settimane contro la Corea del Sud che ha condotto a giugno è stata sospesa da Kim Jong Un, il che solleva interrogativi su quanta parte dell’autorità di Kim Jong Un sia stata effettivamente delegata» a Kim Yo Jong. Più che autorità decisionale, secondo gli analisti del Stimson Center, sarebbe stata investita di una forma diautorità da gatekeeper su alcune questioni.

A dieci giorni da questi cambi al vertice del partito di governo, movimenti tutt’altro che secondari, i rumors di un Kim in coma suscitano perplessità. Qualcosa a Pyongyang sta accadendo, il ‘cosa’, come sempre quando si tratta di Corea del Nord, è molto difficile dirlo. Kim molto probabilmente ha importanti problemi di salute, ma la gravità della situazione non è per nulla chiara. I movimenti di fine luglio e prime settimane di agosto possono preludere ad un cambio al vertice, ma in quale direzione è presto per dirlo.

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