martedì, ottobre 23

Corea del Nord: testato il missile più potente e il 2018 potrebbe essere peggio Alle 3:17 ora locale di oggi, Pyongyang ha messo in campo il 15esimo lancio dall'inizio dell'anno, il più potente in assoluto

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Mercoledì 29 novembre, alle 3:17 ora locale (nella serata di ieri in Europa), a 75 giorni dall’ultimo precedente test, la Corea del Nord ha lanciato un missile balistico intercontinentale (Icbm), il 15esimo lanciato dall’inizio dell’anno.
Il lancio era stato previsto nelle ore precedenti.
L’arsenale del regime nordcoreano cresce: si tratta del missile più potente mai testato, in grado di colpire «tutto il mondo» non solo gli Stati Uniti. Lo ha riconosciuto il Ministro della Difesa Usa, il generale James Mattis. «Il missile balistico intercontinentale (Icbm) lanciato oggi dalla Corea del Nord ha raggiunto la più alta quota mai toccata in precedenza» e pertanto «rappresenta una minaccia praticamente per il mondo intero» ha chiarito Mattis. L’Icbm, caduto a soli 1.000 km di distanza dalla base di lancio ( a sud di Pyongyang) e a 250 km dalle coste occidentali giapponesi, nella provincia meridionale di Pyongan, ha seguito in 53 minuti di volo una traiettoria quasi completamente verticale che l’ha portato a superare i 5.000 km di quota all’apogeo, mentre normalmente il picco della parabola seguita dagli Icbm è in media di 1.200 km. Rettificando la traiettoria si tratta di un missile in grado di colpire ovunque.
La tecnica di lancio quasi verticale è un modo usato da Pyongyang per dimostrare di avere la capacità di colpire a enormi distanze, anche 14.000 km, ma senza farlo effettivamente perchè in questo caso si scatenerebbe una guerra. Kim Jong-un ha lanciato a Trump il più potente avvertimento di sempre: l’arsenale nordcoreano è in grado di sfidare il mondo.

Il test è insolito in quanto è stato condotto nel cuore della notte, secondo alcuni analisti una scelta determinata dalle preoccupazioni della Corea del Nord di evitare l’intercettazione da parte della difesa missilistica balistica degli Stati Uniti.

Il 4 luglio venne lanciato un Hwasong-14 che raggiunse l’apogeo a 2.500 km di quota, la metà di quella dell’Icbm di oggi, ed anche in quel caso cadde, dopo 37 minuti, solo a 930 km dal punto di lancio. In quel caso si parlò per la prima volta di un missile che poteva colpire quasi tutti gli Usa.
Il 28 luglio fu la volta di un secondo Hwasong-14 che arrivò ad una quota massima di 3.500 km.
L’8 agosto scorso, la Corea del Nord era arrivata a minacciare l’isola di Guam, ‘portaerei permanente‘ a stelle e strisce, guadagnandosi la minaccia di «fuoco e fiamme» da parte del Presidente americano Donald Trump. CSIS Aerospace Security Project e CSIS Missile Defense Project illustrano come le forze di difesa missilistiche statunitensi potrebbero rispondere se un attacco come questo dovesse aver luogo.

 

Ora la minaccia è per davvero globale, il mantra di Trump secondo il quale la Corea del Nord rappresenta una minaccia globale trova nel lancio di ieri una terribile conferma.
Trump ieri non ha sfoderato il suo armamentario verbale apocalittico e il suo Segretario di Stato, Rex Tillerson, ha, anzi, dichiarato che «l’opzione diplomatica per ora resta aperta» suggerendo di adottare nuove misure punitive, dalle ispezioni in mare dei mercantili sospettati di trasportare merci da e per Pyongyang fino al blocco del traffico marittimo da e verso la Corea del Nord.

Secondo gli analisti CSIS, dallo studio dei dati storici si può prevedere un aumento significativo dei test nel 2018, tra gennaio e febbraio. Previsione condivisa da gran parte degli analisti, in quanto da una parte appartiene alla storia dei test nordcoreani la sospensione a settembre -il lancio di ieri ha spezzato la tradizione- e la ripresa a febbraio, dall’altra perché dal 9 al 25 febbraio si terranno in Corea del Sud, a Pyeongchang, le Olimpiadi invernali. Per Kim potrebbe essere una grande occasione da non perdere per lanciare la sua sfida non solo all’America ma al mondo. Con i migliori atleti del mondo a un tiro di schioppo, per l’esattezza a 60 miglia, «Non ci sarebbe un momento migliore per la Corea del Nord per testare un temibile missile balistico intercontinentale, una grande bomba all’idrogeno, o persino provare a lanciare un attacco informatico», ha detto Harry Kazianis, esperto di sicurezza in Asia del Center for the National Interest.

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