giovedì, Settembre 23

Corea del Nord: ecco il suo arsenale e la corsa al nucleare

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L’arsenale nucleare del regime nordcoreano è avvolto nel mistero così come il programma atomico che affonda le radici negli anni’50, in piena Guerra fredda. Solo nell’ultimo decennio i test missilistici hanno lasciato intravedere la potenza bellica di Pyongyang, su cui esistono ancora valutazioni divergenti.

I dettagli circa l’arsenale disponibile nelle mani di  Kim Jong Un (Kim III), ce lo ha raccontato Elvio Rotondo, Country analyst del think tank di geopolitica Il Nodo di Gordio, già in servizio presso l’Ambasciata d’Italia di Seoul e, in ambito multinazionale, presso il Multinational Cimic Group.

Tra quanto sicuramente è nelle mani del dittatore:  più di un milione di uomini in servizio e 6 milioni tra riservisti e paramilitari che rappresentano le forze armate del Paese. Incontestabile che il 60% dell’arsenale nordcoreano è obsoleto e risalente agli anni Sessanta, ma vi rientrano 5.000 tonnellate di armi chimiche. Al momento Pyongyang avrebbe circa 1.000 missili balistici di vario tipo, di cui la maggior parte a corto raggio ma in grado di raggiungere la Corea del Sud (Seul dista solo 50 chilometri dal confine).

L’arsenale missilistico in mano a Kim non è da sottovalutare. I cinque test nucleari condotti dal 2006 hanno confermato un crescente ammodernamento e un incremento della potenza missilistica di Pyongyang. Questi i missili a disposizione di Pyongyang di cui si è a conoscenza:

CORTO RAGGIO:
– Scud B, C ed ER. Hanno tutti una gittata di 800 km. I primi Scud si basavano su una tecnologia sovietica, mentre il primo tipo a essere sviluppato in Nord Corea e’ stato il Rodong-1, in grado colpire il Giappone. Si crede siano in grado di contenere testate nucleari in miniatura. Sono operativi dagli anni’80 e sono stati venduti all’Iran e alla Siria.
– KN-02: gittata 120 km. Progettati per attaccare aeroporti, ponti e posti di comando.
Missili a raggio medio e intermedio:
– Nodong: gittata 1.300 km. Puo’ colpire obiettivi ovunque in Corea del Sud e Giappone Musudan: gittata 3.500 km. Secondo gli esperti puo’ colpire anche le basi USA ad Okinawa e Guam.

INTERCONTINENTALI
– KN-14 e KN-08: gittate tra 10.000 e gli 11.500 km. Visto solo in parate pubbliche, si ritiene possano colpire gli Stati Uniti fino alla Florida.

Esistono poi una serie di punti dubbi e incertezzePyongyang e Washington sono concordi nel sostenere che il regime nordcoreano possieda missili in grado di raggiungere gli Stati Uniti. Nessun missile intercontinentale è mai stati testato e gli esperti sono scettici sulla loro reale esistenza.

Secondo fonti nordcoreane l’esplosione del test dello settembre 2016 è stata prodotta da una bomba a idrogeno, molto più potente dell’atomica. Anche su questo punto gli esperti sono divisi, ma la maggior parte propende per l’atomica.

Plutonio o uranio? Gli analisti si chiedono se il regime coreano abbia effettivamente utilizzato l’uranio, come sostiene, durante il test del 2013. Se così fosse, vorrebbe dire che la Corea del Nord ha fatto un balzo in avanti considerevole nel programma nucleare, permettendo al regime di dotarsi di una riserva nucleare.
Resta incerta la quantità di plutonio che la Corea del Nord potrebbe aver estratto dal combustibile esausto prodotto dal reattore di Yongbyon prima dello smantellamento disposto nel 2007 nell’ambito dei Colloqui a sei. Si ritiene che Pyongyang sia in grado di produrre abbastanza plutonio per costruire fino a otto armi atomiche rudimentali, considerando che ognuna di esse necessiti di 5 chilogrammi di plutonio.

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