domenica, Agosto 1

Corea del Nord, riattivato reattore a plutonio

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La Corea del Nord ha riattivato un reattore nucleare a plutonio per la produzione di armi nucleari, sostiene l’intelligence Usa; pronta reazione da parte di Seul e Tokyo. In Francia approvato il progetto di legge che modifica la Costituzione. Donald Trump e Bernie Sanders vincono le primarie nel New Hampshire. La Corte suprema Usa boccia il piano di Barack Obama circa la riduzione di emissioni di gas serra entro il 2030. Matteo Renzi incontra il Premier iracheno. Israele annuncia la costruzione di un nuovo muro al confine. Siria, sistema sanitario al collasso, afferma Medici senza frontiere. Svezia, arrestate 14 persone che pianificano attacchi a centri d’accoglienza. L’Iran pensa al riarmo.

 

Corea – Sale la tensione internazionale nei confronti della Corea del Nord dopo la notizia che il Governo dei Kim ha riacceso il reattore nucleare a plutonio nel sito di Yongbyon atto a fornire combustibile per nuove armi nucleari. Lo ha riferito il direttore dell’intelligence Usa, James Clapper, in audizione al Senato statunitense. «Abbiamo anche valutato che la Corea del Nord abbia mantenuto operativo il reattore abbastanza a lungo in modo da poter iniziare a recuperare il plutonio dal combustibile nel giro di settimane o mesi», ha aggiunto Clapper, sottolineando che Pyongyang si è anche impegnata nello sviluppo di un missile a lungo raggio dotato di armi nucleari al punto «da essere una minaccia diretta per gli Stati Uniti».

La Corea del Nord aveva spento il reattore al plutonio di Yongbyon – il principale sito nucleare del Paese asiatico – nel 2007 dopo una lunga serie di negoziati internazionali. L’iniziativa venne confermata dagli ispettori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica che osservarono la fase di spegnimento iniziale del reattore della potenza di 5 MW. In cambio della fine del programma atomico – iniziato solo l’anno prima – il Governo dei Kim ottenne 50mila tonnellate di petrolio dalla vicina Corea del Sud.
Nel 2013, a sorpresa, la ripresa degli esperimenti nucleari con una prima esplosione sotterranea alla quale, in questi ultimi anni, ne sono seguite altre due. Inoltre, solo pochi giorni fa, Pyongyang ha lanciato un razzo a lunga gittata che ha messo in orbita il satellite denominato Kwangmyongsong-4, il primo della storia coreana. La messa in orbita, avvenuta con successo, ha però provocato la reazione internazionale e la condanna delle Nazioni Unite poiché l’iniziativa nordcoreana ha violato le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Ieri gli Usa hanno assicurato che dispiegheranno nei tempi più brevi possibili il loro sistema antimissile Thaad in Corea del Sud, suscitando così le ire della Repubblica Popolare Cinese, e il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha espresso la sua solidarietà alla Corea del Sud e al Giappone (telefonando personalmente al Presidente della Repubblica coreana Park Geun-hye e al Premier giapponese Shinzo Abe) insistendo sulla necessità di una risposta internazionale “forte e compatta a fronte delle “provocazioni di Pyongyang. In particolare, Obama ha riferito al Presidente sudcoreano che gli Stati Uniti prenderanno «tutte le misure necessarie» ad assicurare la difesa della Corea del Sud e degli altri alleati dell’area.
In seguito alle tensioni dei giorni scorsi, la Corea del Sud ha deciso di sospendere completamente ogni attività nella zona industriale mista di Kaesong in reazione agli ultimi test nucleari e missilistici della Corea del Nord.

Il Ministero dell’Unificazione di Seul ha annunciato la chiusura dell’insediamento industriale (situazione in territorio nordcoreano, poco al di là del confine), l’ultimo simbolo pratico dei tentativi di riconciliazione intercoreani: «Le attività del complesso non devono poter essere utilizzate per finanziare lo sviluppo di armi di distruzione di massa in un momento in cui la comunità internazionale sta procedendo verso nuove sanzioni contro il Nord».
A Kaesong (aperta nel 2004) operano 124 imprese sudcoreane che danno lavoro a circa 54mila nordcoreani in attività ad alta intensità di lavoro. Su base annuale, fornisce al Nord circa 100 milioni di dollari l’anno solo in stipendi. Rappresenta quindi una fonte preziosa di valuta per un Paese sottoposto a penalizzazioni internazionali. Seul cercherà di compensare in parte le sue imprese per le perdite che subiranno. Già nell’aprile 2013 Kaesong era andato incontro a un fermo per circa quattro mesi, ma in quel caso su iniziativa del Nord, che protestava per le manovre militari congiunte tra le forze militari di Seul e Washington. Nell’accordo per la ripresa delle operazioni, le due parti avevano concordato di non effettuare più sospensioni in nessuna circostanza.

Anche il Giappone ha annunciato nuove sanzioni contro la Corea del Nord in segno di protesta dopo il recente lancio di un missile a lungo raggio da parte di Pyongyang che Tokyo interpreta come un test missilistico.
Oggi si è appreso che la Corea del Nord ha giustiziato il capo delle forze armate Ri Yong-gil, riconosciuto colpevole di corruzione: lo riferisce l’agenzia Yonhap, citando in forma anonima fonti vicine alle questioni intercoreane. Ri, al vertice della Korean People’s Army dal 2013, ha dovuto rispondere di pesanti addebiti tra cui “corruzione e ricerca di guadagno personale”. Secondo le fonti, giustiziato a febbraio, Ri sarebbe stato sostituito da Ri Myong-su, un ex Ministro della Sicurezza. Se confermata, la morte sarebbe l’ultima di una lunga serie di epurazioni volute da leader Kim Jong-un per rafforzare il potere.

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