sabato, ottobre 20

Corea del Nord minaccia di mandare a monte l’incontro con Kim-Trump Iran, Juncker: "Ue, serve approccio unitario". Siria, Opac: "Utilizzato gas cloro a Saraqeb"

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Gli Usa sperano ancora nel vertice fra Donald Trump e Kim Jong-Un e il presidente Usa è pronto a negoziati duri ma se l’incontro saltasse gli Stati Uniti continueranno la campagna di massima pressione sulla Corea del Nord: lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Sarah Sanders, dopo la notizia secondo la quale Pyongyang è pronta a dire no al dialogo se basato sulla richiesta unilaterale di rinunciare agli armamenti nucleari. La Corea del Nord cambia decisamente i toni finora concilianti e assicura, attraverso la ‘Kcna‘, che il Paese «non rinuncerà mai al nucleare in cambio di aiuti economici e interscambio con gli Usa».

«Penso che alla fine il buon senso prevarrà, che il summit ci sarà, e sarà un successo», ha detto il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres. La Cina invita a mantenere la calma e a mostrare buona volontà per «continuare e consolidare lo slancio attuale» di distensione sulla penisola coreana. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri Lu Kang invitando a evitare «provocazioni reciproche».

«Vorrei che stasera alla cena con i leader Ue a Sofia ci si metta d’accordo su un approccio comune, unanime, sulle nostre relazioni con gli Stati Uniti, riguardo l’accordo sul nucleare iraniano». Lo ha detto il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker in una conferenza col segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, col quale stamani ha discusso dell’accordo sul nucleare. «Gli strumenti» per mettere al riparo le aziende europee dalle sanzioni statunitensi «ci sono, sono limitati, ma li utilizzeremo in pieno», ha ribadito Juncker, mentre Guterres ha detto: «Per la prima volta in molte decadi, il regime di non proliferazione di armi nucleari e chimiche viene messo in questione. La guerra fredda è tornata, con una differenza, che oggi non ci sono i meccanismi che esistevano nella guerra fredda passata, di dialogo, contatto e controllo, per assicurarsi che le cose non andassero fuori controllo». E ha rivolto un appello affinché la Ue sia «sempre più unita, efficace, presente e che la sua voce sia sempre più sentita nelle relazioni internazionali, come pilastro centrale del multilateralismo». Intanto la Ue è pronta ad applicare lo statuto di blocco, che impedisce l’applicazione in Ue di sanzioni decise da Paesi terzi.

Rimanendo in  Europa, la Commissione Ue è pronta a trasformare dal 2021 il nuovo Fondo sociale europeo (Fse) in uno strumento per stimolare e sostenere le riforme strutturali richieste ai singoli Paesi e affidare principalmente ai governi e non più a regioni ed enti locali la gestione delle risorse comunitarie destinate alle politiche sociali e occupazionali. Mentre sulla questione migranti è intervenuta la cancelliera tedesca Angela Merkel, che ha detto: «Rafforzare Frontex sarà uno degli impegni del futuro, e il governo tedesco darà il suo contributo».

Mark Zuckerberg ha accettato l’invito rivoltogli dalla Conferenza dei presidenti del Parlamento europeo e forse già la prossima settimana sarà all’Eurocamera per chiarire le questioni legate all’uso dei dati personali degli utenti di Facebook. Lo ha reso noto il presidente del Pe, Antonio Tajani, esprimendo apprezzamento per il fatto che Zuckerberg «abbia deciso di presentarsi di persona».

Dalla Siria invece arriva la notizia che gas cloro è stato probabilmente usato in un attacco avvenuto a febbraio nella città di Saraqeb, nella provincia nord-occidentale di Idlib. Lo hanno affermato gli ispettori dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac), senza addossare la responsabilità ad alcuna delle parti in conflitto. Ad alzare la tensione il presidente russo Vladimir Putin, che ha annunciato che le navi della marina militare russa armate di missili da crociera Kalibr saranno stanziate in modo permanente nel Mediterraneo a causa della minaccia posta dai terroristi internazionali in Siria: «Quest’anno ci saranno 120 operazioni di navi e sottomarini della marina militare».

Chiudiamo con la Spagna, dove Re Felipe VI ha firmato il decreto di nomina del nuovo presidente della Catalogna Quim Torra, eletto lunedì dal Parlament di Barcellona. La nomina deve essere pubblicata oggi sulle gazzette ufficiali di Spagna e Catalogna, consentendo così l’effettiva assunzione dell’incarico da parte del leader catalano, che a breve deve annunciare la composizione del nuovo Govern.

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