mercoledì, Maggio 12

Corea del Nord, la pazienza sta per finire I talebani hanno rivendicato oggi l'attacco suicida di Kabul. Siria, evacuati miliziani dell'Isis

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Torna a farsi sentire a suon di missili la Corea del Nord. Nella notte un vettore a medio raggio è stato lanciato nel mar del Giappone e ha sorvolato il Paese nipponico, creando il panico. Il premier giapponese Shinzo Abe ha confermato che il missile lanciato dalla Corea del Nord ha sorvolato lo spazio aereo giapponese, all’altezza dell’isola di Hokkaido, ed è poi caduto in mare spezzandosi in tre parti. Abe ha dichiarato che farà il massimo sforzo per proteggere la popolazione del Giappone.

Secondo i servizi segreti sudcoreani, questo test sarebbe stato effettuato per valutare la capacità del missile di trasportare testate nucleari e farle resistere agli enormi livelli di calore provocati dal rientro nell’atmosfera. L’Hwasong-12 è apparso per la prima volta nella parata militare dello scorso 14 aprile a Pyongyang in occasione delle celebrazioni per l’anniversario della nascita del fondatore della Corea del Nord Kim Il-sung.

Non si è fatta attendere però la risposta della Corea del Sud, che dopo la nuova provocazione ha sganciato otto bombe vicino al confine con la Corea del Nord per lanciare un messaggio chiaro ai vicini.

«Azioni che minacciano e destabilizzano aumentano solo l’isolamento del regime nord coreano. Tutte le opzioni sono sul tavolo», ha detto il presidente americano Donald Trump, commentando il nuovo lancio da parte di Pyongyang. «Il mondo ha ricevuto l’ennesimo messaggio della Corea del Nord forte e chiaro: questo regime ha segnalato il suo disprezzo per i Paesi vicini, per tutti i membri delle Nazioni Unite e per gli standard minimi di comportamento accettabile a livello internazionale».

Il presidente degli Stati Uniti e il primo ministro giapponese Abe si sono detti d’accordo sul fatto che la Corea del Nord «pone una grave e crescente minaccia diretta agli Stati Uniti, alla Corea del Sud e al Giappone, ma anche agli altri paesi del mondo». «Il lancio del missile nord coreano sul territorio giapponese è un atto di un’estrema gravità e costituisce una seria minaccia per la sicurezza dell’intera regione», ha detto Abe, che ha spiegato che adesso non è il momento opportuno per il dialogo, ma non si può allentare in nessun modo la pressione sul regime di Pyongyang. Abe e Trump poi hanno concordato sull’importanza della Russia e della Cina nella questione diplomatica nordcoreana.

Pechino, ha criticato il lancio del missile balistico della Corea del Nord, ma invita le parti all’autocontrollo mettendo in guardia che l’inasprimento del pressing su Pyongyang «non risolverà fondamentalmente il problema». «La situazione resta altamente sensibile e tutti dovrebbero creare le condizioni per la ripresa del dialogo e i negoziati», ha detto Hua Chunying, portavoce del ministero degli Esteri.

«E’ chiaro a tutti che l’opzione delle sanzioni alla Corea del Nord si è ormai esaurita», ha invece detto il vice ministro degli Esteri russo Serghei Ryabkov. «Maggiori sanzioni non risolveranno il problema. Ora l’Onu deve passare una risoluzione che dica chiaramente no a soluzione militare e no a sanzioni unilaterali al di fuori di quelle approvate dal Consiglio di Sicurezza».

Il missile di Pyongyang è «una seria minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale», ha affermato l’Alto rappresentante Ue Federica Mogherini esprimendo sostegno al Giappone e appoggiando «le richieste per un incontro urgente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite». «L’unità della comunità internazionale in questa sfida è essenziale. L’Ue valuterà ulteriori risposte adeguate, in stretta consultazione con i partner chiave, ed in linea con le decisioni del Consiglio di sicurezza Onu», ha ribadito la Mogherini.

Di atto ‘irresponsabile’ parla il presidente francese Emmanuel Macron, secondo cui la Francia è per una politica intransigente nei confronti di Pyongyang e resta pronta ad assumere ogni iniziativa per placare la situazione.

L’Europa intanto continua a guardare alla Russia. «Vorrei riflettessimo su migliori relazioni con la Russia. Questo dipende dalla Russia e da noi. Ma non c’è sicurezza europea, per il secolo a venire, senza la Russia», ha ribadito il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker parlando alla conferenza degli ambasciatori. «Occorrerà, senza rinunciare ai nostri valori e ai nostri princìpi che si ritrovi con la Russia un dialogo più adeguato all’avvenire che ci sta davanti».

I talebani hanno rivendicato oggi l’attacco suicida contro una filiale della Kabul Bank nella capitale afghana. A confermarlo all’Ansa il portavoce dell’Emirato islamico dell’Afghanistan, Zabihullah Mujahid, che ha detto che l’attacco è stato realizzato alle 10 locali vicino al Dipartimento della Sanità, contro la sezione amministrativa della Kabul Bank «dove agenti e soldati erano impegnati a riscuotere il loro salario».

Chiudiamo con la Siria, dove centinaia di miliziani dell’Isis e loro familiari sono arrivati nell’est del Paese dopo essere stati evacuati da una regione a cavallo del confine tra Libano e Siria in base ad un accordo mediato dalle milizie sciite libanesi di Hezbollah. La scorsa settimana l’esercito libanese sul suo territorio e quello di Damasco e le milizie Hezbollah su quello siriano avevano lanciato un’offensiva contro lo Stato Islamico, prima di annunciare un cessate il fuoco domenica. In base all’accordo, i jihadisti hanno accettato l’evacuazione, restituendo al governo libanese i corpi di nove soldati rapiti nel 2014 e uccisi.

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