mercoledì, Luglio 28

Corea del Nord: la lunga marcia (arrivata a destinazione) verso la deterrenza nucleare 3 settembre 2017: la Corea del Nord è entrata nel Club delle potenze nucleari; ecco tutte le tappe del percorso

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Indipendentemente dalle evoluzioni delle prossime ore e settimane, la notte europea tra il 2 e il 3 settembre, la giornata del 3 settembre 2017 per il fuso orario della Corea, resterà negli annali della Corea del Nord e della corsa al nucleare mondiale.
Il 3 settembre 2017 la Corea del Nord è entrata nel Club delle potenze nucleari. Di questo ristretto club fanno parte: Russia con 7.000 testate, Usa con 6.800 testate, Francia con 300 testate, Cina con 260 testate, Gran Bretagna con 215 testate, Pakistan con 140 testate, India con 130 testate, Israele con 80 testate.

Lo ‘spettacolo nuclearedi Kim Jong-un inizia, in piena nottata europea -prima mattina nella penisola coreana-, con il dittatore che si fa fotografare accanto a quello che ha sostenuto essere una bomba all’idrogeno, molto più potente e letale della normale bomba atomica, come quelle sganciate il 6 ed il 9 agosto 1945 dagli Usa su Hiroshima e Nagasaki per far arrendere il Giappone e vincere la II Guerra Mondiale.
Alle 12.36 ora locale (le 5,36 ora italiana) i sismografi di tutto il mondo registrano una scossa di magnitudo 6,3 a 22 km dal sito dove vennero fatte esplodere le precedenti 5 atomiche, Punggye-ri. Sisma artificiale perché l’ipocentro è stato localizzato ad una profondità nulla, ossia di 0 km, mentre qualsiasi terremoto avviene ad almeno qualche chilometro nella crosta terrestre. Dopo poco un’altra scossa di 4,6 gradi della scala Richter. Non si tratta di un secondo test, ma del semplice crollo della caverna sotterranea creata dalla prima esplosione, stimata in 120 chilotoni (un chilotone è pari alla potenza generata dalla deflagrazione di 1.000 tonnellate di tritolo), ossia quasi 10 volte i 15 chilotoni di ‘Little Boy’, l’atomica di Hiroshima.

Convenzionalmente si definisce bomba all’idrogeno o termonucleare un ordigno di potenza superiore ai 50 chilotoni e che, in teoria non ha limiti: la più potente mai fatta esplodere fu la sovietica ‘Bomba Zar’ che il 30 ottobre 1961 -unica volta in cui fu fatta deflagrare- sviluppò una potenza inimmaginabile, ossia 50 megatoni (un megatone è pari ad un milione di tonnellate di tritolo), 3.125 volte la bomba di Hiroshima. Ma in media le bombe H montate sui missili o sganciate dai bombardieri strategici sono di 500 chilotoni.

Poche ore dopo la scossa, nella prima mattina europea, la televisione nordcoreana ha confermato che Pyongyang ha testato una bomba a idrogeno: il test è stato un «successo assoluto» e che tale bomba H può essere montata su un missile a lungo raggio, un missile intercontinentale Icbm, n grado di raggiungere (come gli Hwasong-14 lanciati il 4 ed il 28 luglio) gli Usa. La ‘Korean Central Television’ ha dichiarato: «Il test con la bomba a idrogeno è stato un successo perfetto».
Pyongyang aveva condotto in precedenza cinque test nucleari e uno termonucleare.
Quella testata dal regime di Kim Jong-un è stata effettivamente, gli esperti concordano, una bomba H all’idrogeno molto più potente delle precedenti. Si è trattato di un ordigno cinque volte più potente della bomba nucleare lanciata sulla città giapponese di Nagasaki nel 1945.
L’ultimo ostacolo che Pyongyang deve superare è lanciare un missile Icbm da un sottomarino.

A dare il via al programma nucleare di Pyongyang fu il padre dell’attuale leader, Kim Jong-il. La corsa del regime nordcoreano all’atomica è partita negli anni ’50 ma ha avuto un’escalation dal 2002.

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