giovedì, Dicembre 2

Corea del Nord: Cina e Usa pronte ad agire (pacificamente) Brexit: tra Ue e Gran Bretagna possibile accordo a 50 miliardi di euro. Ex Jugoslavia, morto suicida Slobodan Praljak

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Nelle Filippine l’esercito fa sapere che ieri quindici presunti ribelli comunisti sono morti in scontri a fuoco con i militari nella provincia di Batangas, circa 65 km a sud di Manila. Pochi giorni fa, il presidente Rodrigo Duterte aveva interrotto i colloqui di pace con i rappresentanti dei ribelli, che costituiscono l’ala militare del Partito comunista filippino e combattono dalla fine degli anni Sessanta.

In Bangladesh invece un sacerdote cattolico, padre Walter William Rosario, è scomparso dalla città di Bonpara mentre stava recandosi a visitare una chiesa in un villaggio vicino. Proprio domani in Bangladesh è prevista la visita di Papa Francesco.

Bitcoin ‘non appropriato’ all’Islam. A bocciare la cybervaluta secondo i principi musulmani è la Direzione per gli affari religiosi della Turchia (Diyanet), massima autorità islamica del Paese. La dichiarazione è giunta in risposta a un quesito sulla legittimità dell’acquisto di Bitcoin per scopi di investimento da parte dei fedeli musulmani.

Nel frattempo nel Paese nuova maxi-operazionecontro sospetti membri della presunta rete golpista di Fethullah Gulen, che si sarebbero infiltrati nell’esercito. La procura di Istanbul ha emesso 360 mandati d’arresto nei confronti di 333 militari, 216 dei quali tuttora in servizio, e 27 figure di vertice dell’organizzazione.

Passiamo in Arabia Saudita, dove l’ex capo della Guardia Nazionale, Miteb bin Abdullah, è stato rilasciato dopo più di tre settimane di carcere con l’accusa di corruzione. Insieme a lui,  in seguito all’inchiesta della commissione anti-corruzione presieduta dal principe ereditario saudita, Mohammed bin Salman, erano stati arrestati altri 10 principi, 4 ministri e altri ex ministri e uomini d’affari.

Chiudiamo con lo sciopero nazionale dei tassisti in Spagna, che ha praticamente paralizzato Madrid e Barcellona. La protesta è contro Uber e Cabify, di cui i tassisti denunciano la concorrenza sleale e chiedono al governo del premier Mariano Rajoy che faccia rispettare la proporzione di 1 a 30 prevista dalla legge sulle licenze fra i taxi e le Vtc (auto noleggiate con autista).

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