martedì, Ottobre 19

Corea: cos’è Panmunjom? Davvero è il villaggio della tregua? Al centro della zona demilitarizzata che divide le due Coree, in realtà l’area più pesantemente armata al mondo

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Negli anni, però, il ‘ villaggio della tregua’ è stato più volte messo a dura prova da episodi violenti che in alcuni casi sono stati sul punto di scatenare una vera e propria guerra. Nell’agosto del 1976, due ufficiali dell’esercito americano furono uccisi da soldati nordcoreani armati di ascia. Gli ufficiali degli Stati Uniti erano stati inviati per tagliare un albero di 12 metri che ostruiva la vista da un checkpoint. L’attacco ha spinto Washington a far volare bombardieri B-52 con capacità nucleare verso la DMZ per intimidire la Corea del Nord. Questo fu un episodio che cambiò il modo in cui ai soldati è permesso spostarsi all’interno dell’area, infatti, prima del 1976, i militari potevano liberamente attraversare la linea di demarcazione, oggi questo non è permesso.

Nel 1984, un cittadino sovietico, accompagnatore di una comitiva russa, ha provato ad attraversare il confine, generando una sparatoria che ha provocato 4 morti, tra cui 3 soldati di Pyongyang e uno della controparte.

Nel 1996, la Corea del Nord inviò centinaia di truppe armate a Panmunjom dopo aver dichiarato l’armistizio un ‘inutile pezzo di carta’. Negli ultimi 15 anni la Corea del Sud ha aumentato la sua sorveglianza ai massimi livelli e le truppe nordcoreane si sono ritirate. Un altro episodio è quello avvenuto nel 2015, quando una mina esplodendo ha mutilato due soldati sudcoreani ed ha spinto le due parti coreane sull’orlo di un conflitto armato. La Corea del Sud ha attribuito la responsabilità dell’esplosione alla Corea del Nord. L’ultimo episodio risale, infine, allo scorso Novembre 2017, quando un soldato disertore dell’esercito di Pyongyang ha tentato la fuga dalla dittatura oltrepassando il confine con la Corea del Sud. I soldati nordcoreani hanno iniziato a sparare contro il loro compagno e la Corea del Sud si è ritrovata invasa da armi a mano, inoltre, lo hanno inseguito oltre il confine, violando per ben due volte l’armistizio del 1953.

I presidenti degli Stati Uniti e altri alti funzionari, spesso si sono recati a Panmunjom e in altre zone della DMZ nei momenti di maggiore tensione per la penisola coreana. Hanno guardato attraverso il binocolo oltre confine e hanno promesso che avrebbero rafforzato l’alleanza militare degli Stati Uniti con la Corea del Sud. Nel 1993, il Presidente Bill Clinton visitò Panmunjom quando per la prima volta si parlò della crisi nucleare nordcoreana. Nel 2002, il Presidente George W. Bush visitò la DMZ poche settimane dopo aver etichettato la Corea del Nord come parte di un ‘asse del male’. Il Segretario di Stato americano Hillary Rodham Clinton e il Segretario alla Difesa Robert Gates hanno visitato Panmunjom nel luglio 2010, quattro mesi dopo che una nave da guerra sudcoreana venne affondata, provocando la morte di 46 marinai. Di quest’accaduto fu accusata la Corea del Nord, che però negò ogni responsabilità. Nel 2012, in vista di un lancio programmato di razzi a lunga gittata nordcoreani, il Presidente Barack Obama ha visitato un campo militare in prima linea a sud della DMZ. I funzionari militari della Corea del Nord e il comando delle Nazioni Unite, si incontravano a Panmunjom per controllare che fosse rispettato l’armistizio, ma egli ultimi anni è stato utilizzato principalmente per i colloqui tra le due Coree.

L’ultimo incontro di alto profilo a Panmunjom è stato nell’agosto 2015, quando i negoziatori per i Paesi rivali si sono incontrati discutendo per quasi 40 ore ed hanno raggiunto un accordo che gli ha permesso di uscire dallo stallo militare creatosi dopo l’esplosione di una mina. Dopo che la Corea del Nord ha condotto un quarto test nucleare nel gennaio 2016, gli animi si sono nuovamente surriscaldati.  Panmunjom è stato anche utilizzato per organizzare scambi civili e programmi umanitari. Nel ‘villaggio della tregua’ la pace è perennemente messa a dura prova, un ‘passo falso’ oltre il confine potrebbe accendere conflitti mai visti né affrontati dall’uomo.

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