martedì, Giugno 22

COP21: ultimo giorno di negoziati, accordo non pervenuto Bisognerà aspettare domani per la firma dell’Accordo di Parigi, che dovrà superare il Protocollo di Kyoto

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Le ultime 24 ore della Conferenza di Parigi si sono aperte con l’annuncio del rinvio della firma dell’accordo. Il Ministro degli esteri francese e Presidente della COP21 Laurent Fabius ha infatti dichiarato che il testo definitivo per l’accordo sarà presentato sabato mattina per essere firmato nel pomeriggio; «Preferiamo darci il tempo di consultare i delegati durante l’intera giornata di venerdì, prima di presentare il testo finale in vista dell’adozione diretta in sessione plenaria» è stata la spiegazione data da alcune fonti vicine a Fabius.

Ieri sera il Ministro degli esteri francese aveva consegnato ai delegati una seconda bozza dell’accordo un po’ più semplificata rispetto alla precedente (da 29 a 27 pagine e con ancora circa cinquanta parentesi), ma in cui gli argomenti più spinosi ancora non avevano trovato soluzione. I temi che dividono le varie delegazioni nazionali restano gli stessi della prima versione: il livello di ambizione, indicato dal limite dei gradi (1,5 o 2 gradi); il tempo di revisione al rialzo dell’accordo, al momento fissato per il 2023 per poi avere una cadenza quinquennale; la differenziazione tra i Paesi industrializzati e quelli in via di sviluppo e i finanziamenti per gli Stati più poveri. Riguardo all’ambizione, l’ultima versione presentata da Fabius sembra cercare un compromesso proponendo un obbligo per tutti i Paesi di impegnarsi per mantenere l’aumento della temperatura sotto i 2 gradi centigradi, ma continuando ad aumentare lo sforzo con l’ambizione di farla restare sotto il grado e mezzo. Un tentativo di conciliazione che, però, rischia di svuotare di efficacia reale la norma stessa, in quanto la soglia di 1,5 gradi, mantenendo questo testo, non sarebbe vincolante.

Non sono mancate le critiche anche a questa seconda versione dell’accordo: Liz Gallagher, una delle leader dell’organizzazione no profit per lo sviluppo sostenibile E3G, ha ricordato che l’accordo così com’è al momento non è ancora soddisfacente, bisognerà essere più ambiziosi se si vorrà davvero fare qualcosa per evitare il surriscaldamento globale. In effetti, sarà indispensabile che l’accordo che verrà firmato sia il più possibile forte e vincolante, cosa che al momento non si è verificata poiché per sciogliere i nodi maggiori sembrerebbe che si stia puntando su dei compromessi al ribasso. Al momento gli unici provvedimenti certi sono rappresentati dagli impegni presi volontariamente dai vari Stati che però, in assenza di ulteriori normative, porterebbero ad un innalzamento delle temperature prossimo ai 3 gradi. Sembrerebbe, inoltre, che il riferimento ai diritti umani rischi di essere eliminato del tutto dal testo finale, il che renderebbe vano il monito dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti dell’uomo. Infine Katia Roux, responsabile di Action aid Francia, ha denunciato il fatto che alla COP21 siano presenti più multinazionali che spingono affinché gli accordi siano in linea con i loro interessi, che ONG interessate alla tutela dell’ambiente e dei diritti universali. Una reazione positiva è arrivata invece dall’Organizzazione Mondiale per i migranti, che si è detta soddisfatta per il fatto che già nella prima bozza siano state incluse delle previsioni specifiche a tutela dei migranti climatici.

Molte associazioni ambientaliste hanno espresso la volontà di manifestare a Parigi per chiedere più coraggio ai Paesi partecipanti alle negoziazioni, ma lo stato di emergenza, dichiarato dalla Francia in seguito agli attacchi terroristici del 17 novembre, ha impedito a molti attivisti per il clima di poter organizzare attività in questo senso. La critica mossa da alcune organizzazioni ambientaliste, però, è di star usando questa situazione di emergenza in modo strumentale, tagliando fuori dalle discussioni una buona parte della società civile. Nonostante i divieti, oggi alcuni attivisti di Greenpeace sono riusciti a salire sull’Arco di trionfo di Parigi e a colorare di giallo le strade circostanti al monumento al fine di richiamare ulteriormente l’attenzione sul tema delle risorse rinnovabili.

In occasione della giornata mondiale della montagna, alcuni eventi a margine dei negoziati sono stati dedicati a questo tema. Le discussioni principali hanno riguardato le proposte per aumentare la capacità di resistenza al cambiamento climatico dei paesaggi montani. In questo contesto è stata lanciata una campagna di sensibilizzazione per la salvaguardia dei leopardi delle nevi, una delle specie maggiormente minacciate dal cambiamento climatico in corso.

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