martedì, Luglio 27

COP21: quarta giornata tra tensioni e passi avanti Trasporti e costruzioni ecosostenibili in primo piano

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La quarta giornata della Conferenza climatica di Parigi è iniziata questa mattina con un po’ di amaro in bocca per le defezioni di ieri, ma con la consapevolezza che i lavori devono procedere più velocemente per preparare una bozza di accordo entro sabato. I segnali per il momento non sono dei migliori; nei primi tre giorni di lavori, infatti, la bozza con la raccolta di tutte le proposte, che dovrebbe essere snellita proprio da questi negoziati preliminari, ha visto tagliare soltanto 5 pagine dalle 55 totali.

Il clima di entusiasmo che si era creato inizialmente intorno alla COP21 sembra essersi trasformato in pessimismo. In mattinata Corrado Clini, ex Ministro dell’ambiente, ha dichiarato che l’obiettivo europeo di approvare un accordo vincolante non farà altro che portare al fallimento, in quanto gli Stati Uniti e la Cina non accetterebbero mai una simile ingerenza sulle proprie politiche interne. Per contro, la soluzione proposta da Obama, che prevede di creare solo un sistema di monitoraggio che verifichi il rispetto degli impegni che i singoli Paesi hanno dichiarato spontaneamente di volersi prendere, sarebbe più facilmente accettabile da India e Cina, ma non risolverebbe del tutto il problema del surriscaldamento globale.

Nonostante le difficoltà, comunque, la Conferenza di Parigi ha continuato i suoi lavori secondo i programmi. La prima parte della giornata è stata dedicata al tema dei trasporti e Ségolène Royal, Ministro dell’Ecologia, Sviluppo Sostenibile e Energia francese, ha lanciato un appello per aprire un progetto mondiale per produrre automobili elettriche con un costo inferiore ai 7000 dollari, dichiarando che una rivoluzione verde dei trasporti è possibile. Per ottenere risultati ottimali, ricorda il Ministro Royal, bisognerà anche investire sul trasporto collettivo.

Il settore dei trasporti, in effetti, contribuisce massicciamente alle emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera; i mezzi elettrici potrebbero essere la soluzione: in base ad alcune proiezioni si è calcolato che procedendo su questa linea si potrebbero diminuire le emissioni di gas serra del 50% entro il 2050, motivo per cui è importante investire in tale campo. Con queste premesse durante i negoziati sono state avanzate diverse proposte e sessantacinque Paesi si sono impegnati per investire nel miglioramento dell’efficienza dei mezzi di trasporto. Alcune aziende del settore dei trasporti, insieme a Governi nazionali e varie associazioni, hanno adottato, invitando altre istituzioni a unirsi a loro, la ‘Paris Declaration on Electro-Mobility and Climate Change and Call to Action‘, dichiarazione che obbliga i firmatari a impegnarsi affinché entro il 2030 almeno il 20% dei veicoli stradali sia alimentato a energia elettrica. Sul tema è intervenuto anche Elon Musk, amministratore delegato dell’azienda di automobili elettriche Tesla, che ha evidenziato l’importanza dell’inserimento di una tassa sul carbone per agevolare la riduzione dell’utilizzo delle energie fossili.

In relazione al trasporto collettivo sono stati stanziati 5 miliardi e mezzo di euro per il progetto MobiliseYourCity, il cui scopo è quello di aiutare cento città e venti Stati emergenti a sviluppare un piano, e delle norme adeguate, per una mobilità urbana sostenibile. Tramite tale iniziativa si punta a una riduzione del 50-75% entro il 2050 delle emissioni dovute al trasporto urbano.

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