martedì, Settembre 28

COP21: negoziati agli sgoccioli, niente di definitivo Molte le iniziative nel penultimo giorno di negoziati, ma la bozza dell’accordo si fa ancora attendere

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Giunti al penultimo giorno della Conferenza sul clima di Parigi le varie delegazioni nazionali stanno lavorando a ritmi serrati per giungere ad un accordo chiaro e condiviso. Nonostante i progressi di ieri, il Ministro degli esteri francese e Presidente della COP21 Lauren Fabius si è detto non ancora soddisfatto e ha chiesto uno sforzo per arrivare alla consegna della bozza definitiva nel primo pomeriggio di oggi. A questo proposito ieri Fabius ha ridistribuito i lavori tra i gruppi, chiedendo loro di lavorare fino a tarda notte per riuscire a rispettare le tempistiche.

Questa mattina anche la società civile, tramite l’associazione Avaaz, ha voluto far sentire la sua voce e, in occasione dell’arrivo dei Ministri e dei negoziatori a La Bourget, ha diffuso tramite installazioni audio la petizione firmata da 3 milioni e 600 mila persone di tutto il mondo. La richiesta è quella di giungere a un accordo realista e globale, che porti alla completa conversione della società e dell’economia alle risorse rinnovabili entro il 2050.

Un primo passo avanti è stato fatto in mattinata grazie al contributo di Italia, Germania, Svezia e Vallonia, una regione del Belgio, che hanno stanziato ulteriore denaro per gli aiuti ai Paesi più poveri facendo giungere il Fondo dedicato a tale tema alla cifra di 75 milioni di dollari. Christiana Figueres, segretario esecutivo dell’UNFCCC (United Nation Framework Convention on Climate Change), ha evidenziato come questo annuncio faccia avvicinare sempre di più al risultato previsto di 80 milioni di dollari annuali. Per questo motivo ha esortato altri Stati a farsi avanti per sottoscrivere un ulteriore successo della Conferenza di Parigi. Sempre in tema di aiuti ai Paesi più poveri l’Italia ha anche annunciato che stanzierà 13 milioni di dollari per sostenere lo sviluppo delle energie rinnovabili e per le altre azioni inerenti il clima negli Stati Africani. Questi soldi saranno gestiti dalla Banca africana per lo sviluppo che ha già concordato con l’Italia di destinarne 8 milioni al Fondo per l’energia sostenibile per l’Africa (SEFA). Con questa scelta il nostro Paese si unisce a Danimarca, Regno Unito e Stati Uniti per sostenere il progetto che mira a elettrificare tutta l’Africa entro i prossimi 10 anni.

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