venerdì, Gennaio 28

COP21, la firma all'ONU dell'accordo sul clima field_506ffbaa4a8d4

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Ma negli Usa è stato anche il giorno, oltre che della sparatoria in Ohio che ha portato almeno 7 vittime tra cui anche bambini (l’ennesima tragedia), delle polemiche tra Donald Trump e Ted Cruz su uno dei temi più caldi di questo ultimo periodo, ossia l’uso dei bagni pubblici da parte dei transgender. Il magnate newyorkese ha criticato apertamente la legge della North Carolina (contestata da molti, compresi diversi artisti) che obbliga a scegliere i bagni pubblici in base al sesso registrato alla nascita, discriminando così la comunità Lgbt. Per Trump ognuno deve usare il bagno che più si sente, contestando poi la creazione di toilette ‘non-gendered’. L’avversario gli è andato contro: «Sta cedendo alla correttezza politica. Gli uomini adulti, gli sconosciuti non dovrebbero stare soli in un bagno con le ragazzine. E’ una questione di buon senso».

Novità sul caso di Giulio Regeni, il ricercatore ucciso al Cairo. A premere ora sul governo egiziano anche gli Stati Uniti, che chiedono garanzie affinchè l’indagine «sia condotta in modo completo e trasparente e collabori con i funzionari italiani che sappiamo essere parte di questa indagine»,. A dirlo una nota del dipartimento di Stato citando il portavoce John Kirby, che non ha confermato le voci secondo cui Regeni sarebbe stato fermato dalla polizia egiziana e poi trasferito ai servizi di sicurezza lo stesso giorno del rapimento, ma ha voluto precisare come i dettagli finora emersi abbiano «sollevato interrogativi sulle circostanze del suo decesso che crediamo possano ricevere una risposta solo attraverso una inchiesta imparziale e completa».

Andando in Cina ecco che dopo l’apertura del presidente Xi Jinping verso un internet più libero arrivano i primi grattacapi. «Dovrebbe esserci più pazienza e più tolleranza per gli utenti di internet e se le intenzioni sono buone i funzionari devono accogliere le critiche e valutarle con attenzione. Lo Stato e il partito dovrebbero studiare con cura i rilievi che arrivano dal web, anche se sono formulati con toni aspri», aveva detto Xi. Ma gli stessi media controllati dal governo, presi in contropiede e avendo paura di non seguire alla lettera le disposizioni della autorità, si sono limitati a riportare la notizia in modo essenziale e senza commenti. E poco dopo tutti i commenti che gli utenti cercavano di postare come reazione ai punti salienti del discorso presidenziale sono stati bloccati. Una sorta di censura dopo l’appello alla non censura. E c’è chi già parla di un tentativo della base del Partito Comunista cinese di frenare la fuga in avanti di Xi Jinping, temendo di essere travolto da incontenibili contestazioni online, difficili poi da reprimere.

Forte denuncia di Amnesty International contro l’esercito nigeriano. Tra il 12 e il 14 dicembre scorso, dopo uno scontro tra i soldati nigeriani e i membri del Movimento Islamico della Nigeria a Zaria, nello stato di Kaduna, oltre 350 persone sono state uccise illegalmente dall’esercito. Alcune di loro addirittura sono state bruciate quando erano vive e soltanto ferite. Amnesty si basa su testimonianze e sull’analisi di immagini satellitari che hanno individuato una possibile fossa comune.

Spostandoci infine in Siria, è partito grazie al Comitato internazionale della Croce rossa (Cicr), in collaborazione con l’Onu, il più grande convoglio umanitario finora organizzato per le popolazioni civili del Paese. A confermarlo il portavoce, Pawel Krzysiek, precisando che 65 camion sono partiti per la città di Rastan, controllata da gruppi armati delle opposizioni e che si trova nella provincia di Homs. Si tratta di rifornimenti che serviranno a circa 120.000 civili residenti nel centro abitato e nei suoi dintorni, rimasti senza aiuti da oltre un anno.

 

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