mercoledì, Agosto 4

COP21, la firma all'ONU dell'accordo sul clima field_506ffbaa4a8d4

0
1 2


Una firma storica quella messa a segno oggi a New York all’ONU. I leader mondiali di 171 Paesi hanno sottoscritto l’accordo sul clima raggiunto alla Cop21 di Parigi, che mira a limitare la temperatura media globale entro i 2 gradi centigradi rispetto ai livelli pre-industriali e, tra le altre cose, all’incremento dei finanziamenti per la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra. Un momento storico, sottolineato anche dal segretario generale dell’Onu Ban Ki Moon, che ha esortato tutti i Paesi a «muoversi rapidamente per unirsi all’accordo a livello nazionale in modo che possa diventare operativo il più presto possibile». Il tutto nell’Earth Day, giornata dedicata alla salvaguardia della Terra che si festeggia dal 1970. Ad intervenire anche il premier italiano Matteo Renzi«La vera sfida oggi è chiudere gli occhi per un secondo e immaginare, perché se chiudiamo gli occhi possiamo vedere i nostri figli e nipoti, ai quali dobbiamo consegnare un Pianeta non devastato dai mutamenti climatici in atto».

A parlare anche l’attore Leonardo Di Caprio: «Il mondo vi sta guardando. Voi siete l’ultima migliore speranza della Terra, noi vi chiediamo di proteggerla o tutti noi, tutte le creature viventi, saremo storia. Voi sarete applauditi dalle future generazioni o sarete condannati. Potremmo avere onore e disonore: solo noi possiamo salvare o perdere l’ultima speranza della Terra. Il nostro compito è questo: voi siete l’ultima migliore speranza della Terra». «Bisogna tradurre l’accordo di Parigi in azioni per fare fronte all’emergenza», ha detto invece il presidente francese Francois Hollande. Il capo dell’Eliseo ha annunciato anche che chiederà al Parlamento francese di approvare l’accordo prima dell’estate, e ha chiesto ai leader dell’Ue di ‘fare da esempio’. A parlare via Twitter e a lanciare un messaggio ai leader mondiali anche Papa Francesco: «Un vero approccio ecologico sa curare l’ambiente e la giustizia, ascoltando il grido della terra e il grido dei poveri». Per entrare in vigore nel 2020, l’accordo doveva essere ratificato, accettato o approvato da almeno 55 Paesi che rappresentano il 55 per cento delle emissioni mondiali di gas serra.

E’ cominciata la visita di Barack Obama a Londra con la moglie Michelle. E il presidente americano lancia subito un messaggio alla Gran Bretagna: ‘Niente Brexit‘. Il perché? Oltre ai vantaggi economici del legame di Londra con Bruxelles, c’è l’interesse degli Stati Uniti che guardano con apprensione al referendum britannico del prossimo 23 giugno. E immediata è stata la risposta del sindaco di Londra Boris Johnson, che definisce Obama «incoerente, inconsistente e assolutamente ipocrita», aggiungendo che «gli Stati Uniti chiedono alla Gran Bretagna di restare nell’Ue ma non cederebbero mai il controllo di così tanta parte della loro democrazia come ha fatto il Regno Unito con Bruxelles». Ma Johnson va oltre, citando un episodio (falso, visto che lo fece il suo predecessore Bush) secondo cui Obama avrebbe fatto rimuovere dallo Studio Ovale un busto di Winston Churchill. Per il sindaco di Londra «l’esempio dell’avversione ancestrale del presidente mezzo keniano per l’impero britannico, di cui Churchill fu uno dei più ferventi difensori». E il partito Labour di David Cameron ha tuonato contro Johnson, definendo le sue parole ‘offensive e razziste’. Domani intanto per Obama ultimo giorno nel Paese prima di partire per la Germania dove incontrerà Angela Merkel.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->