mercoledì, Maggio 12

COP21: al via i negoziati L’incontro sul clima entra nel vivo delle trattative

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La Conferenza di Parigi si è aperta ieri nel migliore dei modi: tra i 150 Capi di Stato presenti si è discusso della necessità di una volontà politica comune. Uno dei segni che più fa sperare è quello lanciato dai due Paesi che detengono le maggiori percentuali di inquinamento mondiale: Stati Uniti e Cina. Barack Obama e Xi Jinping, in seguito a un incontro bilaterale, hanno infatti dichiarato di volersi assumere le proprie responsabilità nella lotta al cambiamento climatico, riconoscendo gli errori del passato e non volendo più ripeterli. L’unica nota negativa sembrerebbe la reticenza dell’India a diminuire il consumo di carbone.

In contemporanea all’apertura della conferenza, alcuni tra i più grandi imprenditori al mondo, tra cui Bill Gates, Mark Zuckerberg, Jeff Bezos e altre personalità del mondo hi-tec, hanno deciso di creare la Breakthrough Energy Coalition, il cui scopo sarà quello di contrastare i cambiamenti climatici tramite ingenti investimenti nel campo della ricerca e dello sviluppo.

Nel frattempo, anche Hugh Grant, direttore esecutivo della multinazionale Monsanto, ha annunciato l’impegno della sua azienda a eliminare l’utilizzo di carbone per le proprie attività produttive entro il 2021, ricordando che il settore agricolo è tra quelli che più patisce gli effetti del cambiamento climatico, ma è anche tra quelli che più di tutti possono dare impulso all’inversione di rotta.

Le premesse sembrerebbero quindi ottime per giungere a dei risultati concreti. I negoziati veri e propri, però, sono cominciati soltanto oggi. In apertura di giornata sono stati presentati i progetti ambientali, per poi lasciare spazio ai negoziatori delle delegazioni nazionali il cui compito è quello di trovare un’intesa, snellendo una bozza di proposte contrapposte lunga 54 pagine. Soltanto alla fine dei negoziati arriveranno i Ministri dell’Ambiente che, la prossima settimana, saranno chiamati a firmare l’accordo che risulterà dai dibattiti di questi giorni.

Una delle prime novità della giornata è stata annunciata dal Presidente indiano Narendra Modi, il quale ha segnalato che 121 Paesi, tra cui la Francia, hanno scelto di impegnarsi affinché lo sfruttamento dell’energia solare possa diffondersi anche negli Stati più poveri. Il risultato di tale impegno si concretizzerà nella Solar Alliance che, per raggiungere il proprio obiettivo, investirà oltre 900 milioni di euro da qui al 2030. «La maggior parte dell’umanità ha la fortuna di essere bagnata dalla generosa luce del sole tutto l’anno, eppure molti sono privi di fonti di energia: vogliamo riportare il solare nelle nostre vite e nelle nostre case rendendo l’energia meno costosa, più affidabile e più facile da immettere in rete» ha detto Modi, sottolineando l’importanza degli aiuti da parte dei Paesi più ricchi per favorire lo sviluppo delle energie rinnovabili in quelli più poveri. Nonostante ciò, comunque, il Presidente indiano ha ribadito la sua posizione contraria alle limitazioni dell’utilizzo delle risorse convenzionali da parte degli Stati in via di sviluppo, pratica ritenuta da Modi fondamentale per la loro crescita economica.

Parallelamente ai negoziati, si susseguono le presentazioni di nuove iniziative in tema ambientale. Il presidente francese François Hollande, insieme al suo corrispettivo egiziano Abdelfatah Al-Sissi, ha avanzato proposte per rallentare la desertificazione in Africa; invece, il Perù, insieme ad altri dodici Stati, ha proposto la promozione del ruolo delle foreste come mezzo di contrasto al cambiamento climatico.

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