venerdì, Settembre 17

Coordinamento e cooperazione per la Difesa 2015 field_506ffbaa4a8d4

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Il 2015 è ormai trascorso, mancano gli ultimi giorni che sono sempre quelli in cui si tirano le somme dei dodici mesi passati. Quest’anno per quanto riguarda il comparto Difesa ci sono stati appuntamenti molto importanti. La lotta allo Stato Islamico, il taglio al bilancio, gli scandali della corruzione hanno caratterizzato l’operosità degli apparati militari nazionali ed internazionali.

Le minacce sempre più globalizzate e la necessità di far fronte comune per sopperire alle mancanze militari presenti in ogni Paese hanno fatto sì che questo 2015 fosse incentrato soprattutto su due parole chiavecoordinamento e cooperazione. Sembrano due concetti inapplicabili al mondo militare, dove se non si pensa alla propria sopravvivenza si perde non solo la battaglia ma spesso anche la vita. Eppure moltissimi programmi di esercitazione e di addestramento sono stati coordinati ed eseguiti sotto la guida di più Nazioni messe insieme. Da padrone l’hanno fatta ovviamente gli americani, che hanno proposto e messo in pratica una delle più importanti esercitazioni per aviotruppe dalla fine della seconda guerra mondiale. L’Europa si è difesa egregiamente con la voglia di assumere quel ruolo di leader che i colleghi americani vorrebbero cedere così volentieri.

Il concetto di cooperazione non è di certo nuovo alla struttura militare: dopo la fine della seconda guerra mondiale è stato il mantra chiave per quasi tutte le operazioni militari dell’epoca moderna. Dopo l’Afghanistan e l’Iraq, che come l’11 settembre hanno rappresentato uno spartiacque rilevante per la politica militare, il fascino e l’efficienza della cooperazione era andato sempre più sbiadendo, lasciando posto a individualismi e polemiche. Basti ricordare i bombardamenti francesi in Libia che hanno fatto da schermo alla caduta del leader Gheddafi, azione totalmente unilaterale, caratterizzata dall’assenza di coordinamento politico e dall’assoluta mancanza di cooperazione militare.

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