venerdì, Settembre 24

Convention democratica: problemi in vista field_506ffbaa4a8d4

0
1 2


Al via la convention democratica di Philadelphia, al termine della quale nomi di spicco quali Bill Clinton, Joe Biden e Barack Obama consacreranno la nomination di Hillary Clinton ed emaneranno una dichiarazione d’intenti contenente le linee guida che l’ex first lady seguirà nel caso in cui dovesse conquistare la presidenza. I sondaggi indicano che a novembre si assisterà a un testa a testa con Donald Trump, il quale ha avuto modo di recuperare lo svantaggio rispolverando una retorica fortemente imbevuta di realismo: si va dal ridimensionamento dell’esposizione globale Usa e dall’instaurazione di un rapporto di collaborazione con la Russia alle bordate contro Wall Street, che macina profitti a scapito del tessuto sociale nazionale, fino all’intenzione di manipolare il corso del dollaro per favorire le esportazioni, anche attraverso il ripudio dei trattati di libero scambio negoziati dall’amministrazione Obama, l’implementazione di politiche neo-protezioniste e il rilancio infrastrutturale delle degradate metropoli della rust belt che hanno maggiormente risentito del processo di deindustrializzazione varato a partire dagli anni ’80.

Alla convention di Philadelphia, Hillary Clinton cercherà di articolare gli obiettivi politici espressi quando erano ancora in corso le primarie; obiettivi diametralmente opposti a quelli di Trump. Secondo la Clinton, la conservazione della supremazia geopolitica Usa minacciata dalle sempre più consistente spinte multipolari implica l’adozione di un approccio maggiormente aggressivo nelle relazioni internazionali, il consolidamento del ruolo del dollaro nel commercio mondiale mediante accordi come il Ttip e il potenziamento del meccanismo dei petro-dollari. Ragion per cui l’ex first lady ha incassato l’endorsement degli ambienti neoconservatori, di Wall Street e dei contrattisti della difesa, i quali ambiscono a rinforzare il sistema della globalizzazione per estendere le frontiere del mercato globale.

Con una scala delle priorità nazionali tanto differente rispetto a quella elaborata da Trump, la Clinton è consapevole di dover ingraziarsi il favore dell’elettorato moderato e indeciso. La nomina di Tim Kaine come proprio vicepresidente è indubbiamente funzionale a questo scopo, trattandosi di un fervente cattolico con trascorsi come volontario presso una missione in Honduras che nel 2006 era riuscito a coronare la propria scalata al potere divenendo governatore della Virginia, Stato da sempre molto importante nel definire gli esiti della corsa alla Casa Bianca. Membro della commissione esteri del Senato e, in precedenza, delle forze armate, Kaine è un moderato capace di costruire ottimi rapporti sia con i repubblicani che con l’apparato finanziario Usa. Credenziali che ne fanno lo strumento perfetto per allontanare gli ambienti liberal e far invece breccia nella fetta di elettorato repubblicano che condivide con l’establishment del Grand Old Party l’ostilità nei confronti dell’incontrollabile Donald Trump.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->