mercoledì, Dicembre 8

Controllo della mente: progetto M-K Ultra Dai nazisti alla CIA, tutti gli esperimenti per attuare il controllo della mente

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Come spesso succede negli Stati Uniti, i segreti di Stato finiscono per venire alla superficie grazie all’eccellente giornalismo investigativo praticato da importanti testate del Paese.
Nel 1974, in effetti, sarà il ‘New York Timesa rivelare che la CIA tra gli anni ‘50 e ‘60 aveva condotto attività illegali sul suolo americano, tra cui sperimentazioni su cittadini americani. Sulla scia delle informazioni fornite dal giornale e della comprensibile emozione che suscitarono nell’opinione pubblica, furono istituite due Commissioni d’inchiesta, una del Congresso (Commissione Church), l’altra del Presidente (Commissione Rockefeller).

Nell’estate del 1975 la Commissione Rockefeller rivelò al pubblico che effettivamente il Dipartimento della Difesa e la CIA avevano realizzato esperimenti su soggetti umani, con o senza il loro assenso, nel quadro di un programma teso a influenzare il comportamento di soggetti umani attraverso l’utilizzazione di psicotropi e altri mezzi (psicologici, chimici, fisici ed elettrici).
La Commissione rese anche noto che almeno una persona era morta a causa di questi esperimenti. Si trattava del dottor Frank Olson, biochimico militare, ricercatore nel settore delle armi biologiche. Era stato sottoposto a ‘trattamento’ con l’LSD e si era suicidato nel corso di una crisi di paranoia acuta, buttandosi da una finestra. Lo stesso Presidente Gerald Ford chiese ufficialmente scusa alla famiglia Olson e le accordò anche una consistente compensazione finanziaria. Va però precisato che il figlio del dottor Olson contestò la versione del suicidio, affermando con vigore che il padre era stato assassinato perché a conoscenza delle tecniche di interrogatorio (a volte mortali) utilizzate dalla CIA su dei prigionieri. Nel 1994 finalmente la salma di Olson fu riesumata e si scoprirono tracce di un colpo ricevuto alla testa ‘prima’ della caduta che lo avrebbe ucciso. Aveva allora ragione il figlio di Olson?

Insomma uno scenario talmente sconcertante che molti finirono per dubitare della sua veridicità, pensando che era stata esagerata di molto la portata degli esperimenti della CIA e che si era favoleggiato di fantascientifiche applicazioni del progetto solo per colpire l’odiata Agenzia e sminuirne il prestigio agli occhi del mondo. La CIA, si sosteneva, aveva solo cercato di contrastare le tecniche del lavaggio del cervello messe in opera dal nemico… Ma i difensori della Agenzia dovettero arrendersi di fronte a un altra significativa testimonianza che andava ad aggiungersi alle investigazioni delle Commissioni Church e Rockefeller e che pure si basava su precise testimonianze e documenti riservati della CIA.

Il senatore Edward Kennedy, davanti al Comitato Intelligence del Senato, dichiarò pubblicamente il 3 agosto 1977: «Il direttore aggiunto della CIA ha rivelato che più di 30 Università e Istituti avevano partecipato a un vasto progetto di test e sperimentazioni che comprendevano test di medicine su soggetti non volontari di tutte le categorie sociali, alte e basse, americani e stranieri. Molti di questi test consistevano nel somministrare LSD a individui ignari in diverse situazioni sociali. Almeno un decesso fu registrato: quello del dottor Olson fu dovuto a queste attività. L’Agenzia stessa ha riconosciuto che questi esperimenti non avevano valore scientifico. Gli agenti che dovevano seguire le reazioni nei soggetti trattati non erano osservatori scientifici competenti».

Si può, dunque, affermare che tutto sia stato chiarito sull’infernale progetto M-K Ultra e sui danni prodotti nelle persone che ne sono state vittime? C’è da dubitarne, visto che già nel 1972, il Direttore della CIA, Richard Helms, aveva ordinato la distruzione degli archivi relativi al satanico progetto, che peraltro risultò ufficialmente chiuso solo nel 1988!

Tuttavia la scoperta del programma M-K Ultra un risultato positivo lo ebbe: fece, cioè, emergere prepotentemente l’esigenza del controllo parlamentare sulle attività delle Agenzie di Intelligence, compresa la CIA, che fino a quel momento aveva agito indisturbata, considerata come Entità governativa autonoma facente capo solo al Presidente. Con l’occasione fu anche chiaramente riaffermato il principio secondo il quale la CIA non può svolgere attività all’interno del territorio nazionale, la cui sicurezza è affidata all’FBI, che, tra gli altri compiti, ha anche quello del controspionaggio interno.

Un argomento così misterioso, inquietante e sensibile non poteva non inspirare registi, autori e persino cantanti, sollecitandone immaginazione e fantasia, timori e sospetti.
I film ‘The Killing Room‘ (2009), con Timothy Hutton, ‘Control Factor‘ (2003), con Adam Baldwin e ‘The Manchurian Candidate‘ (sia nella versione originale dl 1962 con Frank Sinatra che nel remake del 2004 con Denzel Washington) fanno direttamente riferimento ad esperienze di manipolazione mentale, simili a quelle di M-K Ultra. In altre pellicole ci riscontrano poi attinenze indirette al piano M-K Ultra (‘Ipotesi di complotto‘, con Mel Gibson, la serie di ‘Jason Bourne‘ con Matt Damon o anche ‘Red‘ con Bruce Willis, dove si fa in particolare specifica allusione alle esperienze realizzate con l’LSD).
I romanzi ‘Je me souviens‘ di Martin Michaud e ‘Le Syndrome E‘ di Franck Thilliez contengono ampi riferimenti al progetto M-K Ultra.
Persino in cartoni animati di successo si parla di esperimenti per il controllo mentale (‘Lupin III‘ e ‘A woman called Mine Fujiko‘). Nei giochi video, inoltre, sono numerosissimi i riferimenti a progetti del tipo M-K Ultra.
Non potevano, infine, mancare gruppi hard-rock che hanno adottato il nome M-K Ultra, diventato persino il titolo della canzone ‘vedette’ del gruppo Balck Rebel Motorcycle Club.

Seppellito il programma M-K Ultra, la CIA ha, dunque, definitivamente rinunciato al miraggio del controllo mentale? Sembra proprio di no.
L’ingegnere Carl. W Sanders, pioniere dei microchip sottocutanei, inizialmente immaginati per soli scopi medici e scientifici, non si è stancato di mettere in guardia contro il possibile uso di questi minuscoli apparati, dotati di un circuito termo-elettrico e di una micro batteria al litio, ai fini di controllo comportamentale. In effetti la micro-struttura ha la facoltà di immagazzinare (e restituire) informazioni che potrebbero includere tutti i dati personali del individuo. La ‘restituzione’ di questi dati avverrebbe tramite uno speciale scanner che analizza ed elabora i dati contenuti nel chip. Secondo Sanders, una volta installato il microchip (poco più grande di un chicco di riso), il cambiamento delle sue frequenze potrebbe avere effetti diretti sul comportamento dell’individuo. Frequenze che potrebbero essere opportunamente ‘gestite’…Che straordinario strumento in mano all’Intelligence e ai militari! Da M-K Ultra ai microchip sottocutanei (RFID, radio-frequency identification): la ricerca del controllo mentale continua.

 

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