mercoledì, Dicembre 1

Contro gli sprechi alimentari ora c’è la legge

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Obiettivo: recuperare 1 milione di tonnellate di cibo e donarle a chi ne ha bisogno attraverso il lavoro degli enti caritativi.
Ecco cosa prevede la legge     -che definisce i concetti di ‘spreco alimentare‘  -prodotti alimentari, agricoli e agro-alimentari, ancora commestibili, che vengono scartati dalla catena agroalimentare per ragioni commerciali, estetiche o perchè in prossimità della data di scadenza-    e di ‘eccedenze alimentari‘ -prodotti alimentari che, fermo restando il mantenimento dei requisiti di igiene e sicurezza, rimangono invenduti per varie cause.
Donare diventa più semplice grazie alle disposizioni di carattere tributario e finanziario della legge. Vengono previsti tagli degli adempimenti burocratici, e introdotte modalità e requisiti semplificati di comunicazioni telematiche all’amministrazione finanziaria. Le disposizioni si aggiungono a quelle già contenute nella legge di Stabilità 2016 che ha alzato la soglia di comunicazione della donazione da 5 a 15 mila euro.
Viene potenziato il ruolo del Tavolo indigenti del Mipaaf, che vedrà la partecipazione anche delle organizzazioni agricole insieme a enti caritativi, industria e grande distribuzione già rappresentate. Previsto un finanziamento di 2 milioni di euro per l’acquisto di alimenti da destinare agli indigenti. Il Mipaaf ha già avviato un’attivita’ virtuosa di recupero degli sprechi e donazione agli indigenti. Proprio da poche ore è attivo il bando Agea per l’acquisto di latte crudo da trasformare in UHT e donare ai più bisognosi. Si tratta della prima tranche da 2 milioni del piano complessivo di acquisti da 10 milioni di euro.
Istituzione di un Fondo presso il Ministero delle politiche agricole con dotazione di 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018, destinato al finanziamento di progetti innovativi -che possono prevedere il coinvolgimento di volontari del Servizio civile nazionale- finalizzati alla limitazione degli sprechi e all’impiego delle eccedenze, nonchè per promuovere la produzione di imballaggi riutilizzabili o facilmente riciclabili.
I Comuni hanno la facoltà di applicare un coefficiente di riduzione della tariffa sui rifiuti alle utenze non domestiche (TARI) relative ad attività produttive che producono e distribuiscono beni alimentari, in caso di donazione gratuita agli indigenti.
In caso di confisca di prodotti alimentari, l’autorità disporrà la cessione gratuita con priorità all’alimentazione dei più bisognosi o successivamente come mangime per animali
Il Ministero della Salute potrà emanare Linee guida per gli enti gestori di mense scolastiche, aziendali, ospedaliere, sociali e di comunità, al fine di prevenire e ridurre lo spreco connesso alla somministrazione degli alimenti.

Da sottolineare che la legge favorisce il recupero anche dei prodotti farmaceutici.

Dopo che anche il Parlamento francese ha approvato definitivamente, lo scorso 3 febbraio, una serie di misure contro lo spreco di cibo, l’iniziativa italiana, sostiene Coldiretti  -una delle associazioni di categoria dell’agricoltura da sempre particolarmente attiva contro lo spreco del cibo-, «è coerente gli obiettivi dell’Unione Europea dove, secondo il Commissario europeo alla Salute e alla sicurezza alimentare Vytenis Andriukaitis, lo spreco alimentare si stima ammonti a circa 100 milioni di tonnellate l’anno. Tutti i Paesi dell’Unione hanno sottoscritto l’impegno del nuovi target di sviluppo sostenibile dell’Onu, che prevede di dimezzare lo spreco alimentare per il 2030, in ogni passaggio della filiera, dal campo alla tavola».
Con questa legge l’Italia si afferma come «un Paese all’avanguardia in Europa e nel mondo», ha affermato Marco Lucchini, Direttore generale della Fondazione Banco Alimentare.

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