venerdì, Aprile 16

Continuiamo a farci del male «Renzi non ha davvero vinto, Salvini non può crescere…». Analisi farlocche ed autoconsolatorie per non prendere atto che molto è cambiato

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«Matteo Renzi non ha poi davvero vinto, perché considerando l’astensione è stato votato solo da pochi elettori». «Matteo Salvini non potrà guidare il centrodestra, ché non ha possibilità di espansione». Così si cerca, pateticamente, di ‘raddrizzare’ l’esito elettorale, tra analisi zoppicanti e claim autoconsolatori. Quando non con strepitosi pezzi di giornalismo involontariamente autosarcastico, come il benemerito Alessandro Sallusti in Santanchè, Direttore pro (molto) tempore de ‘Il Giornale’ di famiglia, che lunedì ha inneggiato alla ‘tenuta del centrodestra’. Evento abbastanza reale in Emilia-Romagna, certo, ma con boom della ‘LegamadeinSalvini’ (tutt’altra cosa nel rapporto con il cavaliere dimezzato da quella di Umberto Bossi) e crollo quasi epocale di Forza Italia. Con ennesimo ridimensionamento di Silvio Berlusconi, quasi triste, solitario y final. Però mai giocarsi con lui la parola ‘finito’, tante volte l’ha smentita nei fatti.

Le 24 ore che hanno cambiato la legislatura’, titola invece ‘La Repubblica’, le riflessioni che nel suo ‘Il Punto’, efficacemente svolge Stefano Folli. «Si è capito il giorno dopo quanto il risultato dell’Emilia Romagna abbia cambiato lo scenario politico. L’agenda della vigilia, fatta di lente trattative intorno alle riforme in attesa che il patto del Nazareno offrisse il miracolo di qualche frutto concreto, è stravolta». Ma, a fronte di questo, coincidente con la riflessione che sull’appuntamento elettorale in questione andavamo facendo da tempo, ed all’immediata vigilia ed esito, si sente d’ogni dove lo stridio d’arrampicate sugli specchi. Dei giornali berlusconiani s’è detto, con ‘Libero’ ed ‘Il Foglio’ a costruire personali vie d’uscita. Più inclinato verso l’opposizione Maurizio Belpietro, sempre convinto dell’inciucione renzianberlusconiano Giuliano Ferrara.

Ma l’incapacità di comprendere, che viene da lontano, e non porta molto lontano, è tabe pure della sinistrasinistra (o quel che ne resta), che vede in ogni accadimento il preludio dell’ineluttabile fine di Renzi. Come si era serenamente soliti prevedere, a breve, a brevissimo, l’altrettanto ineluttabile fine del sistema capitalistico-imperialista. E si è visto… Il Presidente del Consiglio, invece, per ora continua a rafforzarsi. Magari senza riuscire a portare a casa quasi nulla. Magari ‘accendendo troppi fuochi’, come lo rimprovera il suo predecessore alla guida del Partito Democratico, Pierluigi Bersani. Magari sulle macerie. Ma sempre più imperando. Anche per mancanza di alternative, o meglio con alternative che tra loro troppo spesso si alternano. Fuori dal centro politico, almeno al momento, i Cinque Stelle. Dentro Salvini, che sembra tosto e destinato a durarvi e crescere. Così non fosse, a chi tocca?

«Continuiamo a farci del male», profferiva indignato Nanni Moretti. A Sinistra come a Destra sembrano continuare a volersi fare del male. E, purtroppo, lo fanno anche a noi.

 

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