giovedì, Luglio 29

Conte VS Grillo, ma anche Di Maio VS Fico Statuto a parte, la partita reale è tutta personale e su due livelli. Quella tra Grillo e Conte è una battaglia per il potere assoluto sul partito o su quel che ne resterà dopo le elezioni, quella tra Di Maio e Fico è una battaglia per il potere relativo

0

La telenovela, la commedia degli orrori -Conte VS Grillo- continua, per quanto ieri grandi strilli non si siano sentiti. Piuttosto analisi e contro-analisi di ‘giornaloni’ e ‘giornalini’ e l’immancabile sondaggio. E’ di Swg: se si votasse oggi, il Movimento 5 Stelle perderebbe ulteriori 2 punti percentuali, assestandosi al 14,6%; se ci fosse la famosa scissione, se nascesse il nuovo partito di Giuseppe Conte, il M5S finirebbe al 7,1%, e il partito di Giuseppe Conte-pochette prenderebbe il 12,7%. Per quel che valgono i sondaggi, questo è. Gli stellini sono avvertiti, mentre trattano. E’ la trattativa, l’ennesima, scaturita negli ultimi giorni della scorsa settimana.
Facciamo un passo indietro, e non solo per ricostruire la cronaca.

Come era ovvio, Beppe Grillo, fatta la voce grossa e visto che Conte-pochette se ne va in week-end (questa gliela ha suggerita Casalino, odioso personaggio, ma in questo caso bravo), si mostra disponibile a trattare.
Conte, partendo per il week-end ‘spiazza’ Grillo, ma non solo, perchè prima di andarsene a spasso, avverte (di nuovo, bravo Casalino … ‘ste cose Conte non le pensa, statene certi) i parlamentari, peraltro già tutti a casa loro, che lui è ‘disponibilea far loro vedere il nuovo statuto, anzi, la spregevole ‘bozza’ mostrata da Grillo.
Uno si potrebbe domandare: ma non sarebbe stato più semplice e magari più lineare, mandargliela sta benedetta proposta di statuto e discuterla dopo che la abbiano letta? capita o meno che la abbiano. Non lo dico a caso, né per dire che gli stellini non sanno leggere: certo moltissima familiarità con la cultura non credo ne abbiano, ma il punto è che leggere le cose ‘avvocatesche’ di Conte non è cosa da tutti. Io, confesso, farei enorme fatica e certamente capirei male, Conte è quello che è, ormai lo sappiamo bene. Ma, stavo dicendo, se non sarebbe stato più semplice mandargliela via mail, quelli li sanno leggere di sicuro. Eh no!, ingenui che siete.
Forza ragazzi, fate un po’ di ginnastica mentale, forza coi neuroni! Non gliela manda intanto perché potrebbe suscitare già subito una, prevedibilissima, ondata di critiche e di rifiuti, così, ‘a pelle‘, da parte degli stellini privi di istruzioni adeguate. Ma specialmente perché sapeva benissimo che Grillo avrebbe proposto una tregua, una trattativa. E quindi non deve farla vedere per ora, perché altrimenti si vedrebbe tutto ciò che è cambiato a trattativa conclusa.
E quindi, lo statuto resta un oggetto misterioso e sono certo che stuoli di giornalisti, magari con l’aiuto di qualche Tom Ponzi, stanno cercando di sbirciarla, ma non la otterranno. È nell’interesse di entrambi. Di Grillo, che non vuole fare vedere se e cosa sia riuscito a cambiare (magari niente o quasi) e di Conte che, infatti, prima di partire per il week-end col cestino del pic-nic (a proposito: sempre con scorta?) dichiara stentoreo che comunque non accetterà modifiche sui punti di principio. Che, essendo, lo statuto un mistero, sono a loro volta un mistero.
Questo, signori miei, questo è il livello della nostra politica. A gente simile, noi abbiamo affidato il destino del nostro Paese.

E quindi Grillo, rassicurato, cambia di nuovo il tavolo da gioco. Suvvia, gli stellini sono un partito democratico, dove ogni decisione è presa dalla ‘base’ per via elettronica, grazie alle piattaforme e quindi Grillo, democraticamente interpretando da par suo (è elevato, no? E allora che volete) la volontà inespressa, ma da lui distintamente percepita della base (così si risparmia corrente elettrica credo), ‘decideun ukase: nomina una commissione di Tizi (alcuni giornalisti li chiamano ‘saggi’, io, visti i nomi, sarei più prudente, anche per non sganasciarmi dalle risate) che dovrannomediarenon si capisce bene se tra lo statuto di Conte e la volontà di Grillo o se tra uno statuto nella mente di Grillo e quello nella mente di Conte. Ma insomma, devono mediare.
Balle: devono trovare un compromesso, un banale, basso compromesso. La mediazione è un’altra cosa, è una cosa ‘alta’ delicata, importante, di cultura, di pensiero. Ma qui c’è poco da mediare. Il punto è uno e semplicissimo: Grillo vuole poter comandare come fa adesso, Conte pure, come non ha mai fatto.
C’è poco da mediare. E infatti i Tizi (no, non li chiamerò saggi neanche sotto tortura) fanno subito sapere che non si risolve, come dice Grillo, in tre giorni, ma ce ne vorranno molti di più, settimane, certo, forse anche parecchie.

Eh sì, perché in realtà, non si tratta solo di mediare tra i due capibastone, ma ormai anche di riportare all’ovile o verso l’ovile i molti che hanno già detto che sono con l’uno o con l’altro (Luigi Di Maio incluso, attraverso un suo sottufficiale, Spadafora, mi pare) e anche, pare che ci sia anche lei tra i saggi (boh!), Virginia Raggi, a suo tempo battezzata da Conte sindaco di Roma, Gualtieri e altri permettendo.
I Tizi oltre i capibastone sono due: Luigi Di Maio e Roberto Fico.
Il primo, da molto tempo e in questi ultimi tempi sempre più freneticamente punta a ridiventare il capo del movimento. E sa benissimo di poterlo fare solo se si mettecon Grillo. A Conte ha dettato il compito mattutino per tutto il tempo del Governo con Salvini e una buona parte di quello col PD. Ma poi Conte ha preso confidenza col potere e si è convinto di essere un grande, e ormai vive nella convinzione di essere una sorta di uomo del destino, e quindi per Di Maio sarebbe molto più difficile ‘comandare’ per interposta persona. Con Grillo avrebbe molto più spazio.
Fico -che malissimo ha fatto essendo Presidente della Camera ad accettare un incarico di partito, ma qui ormai l’eleganza istituzionale è roba perduta e dimenticata- è più dalla parte di Conte, nella illusione che Conte sia più vicino allasinistra‘. Illusione perché abbiamo ben visto con quanta facilità Conte, uomo di principi fermi e chiari, cambia … principi. Ma comunque Fico è più rivolto verso la sinistra o qualcosa del genere: come ha detto al duo di ‘In Onda‘ qualche sera fa. Ma anche lì, sulla fermezza delle idee c’è poco da contare. Ma certo, con Conte e magari senza Di Maio, potrebbe puntare a qualcosa di importante, ma finché ha Di Maio davanti, non credo che possa sperare in gran che.

Stai dicendo, direte, che la partita reale è tutta personale? , esattamente, e su due livelli. Quella tra Grillo e Conte è una battaglia per il potere assoluto sul partito o su quel che ne resterà dopo le elezioni, quella tra Di Maio e Fico è una battaglia per il potere relativo.
Quella tra Conte e Grillo è una battaglia durissima, senza esclusione di colpi e che si potrà concludere, scissione a parte, solo con la morte di uno dei due. Magari su una morte a rate. Difficile dirlo, ma la mia impressione è che Grillo si stia rendendo conto che ormai è fuori, insensibilmente, dolcemente, lentamente, ma fuori. E quindi, diversamente da Davide Casaleggio, tenta di salvare almeno la faccia, per poi diventare un ‘notabile’ più o meno irrilevante, in una ennesima versione della DC guidata da Conte con Fico come vice.
Di Maio, in questo momento (e mi rendo ben conto che vado contro corrente rispetto alla gran parte della stampa italiana) non è forte come sembra e la sua posizione è fieramente attaccata dal suo ex amico Alessandro Di Battista.
Fico potrebbe rappresentare, interpretare, la mano sinistra di Conte, perché crede di essere di sinistra, Di Maio no. E quindi i due lotteranno forte per avere il sopravvento.
Ecco perché dico che, accanto al conflitto del livello ‘A’, dove Conte è, a mio parere, vincente sui tempi medi, c’è quello tra Fico e Di Maio.
La scissione vera e propria non ci sarà, ma ci sarà la nascita di un partito già diviso in due correnti, che -come nel PD- inizieranno una lotta suicida, inutile e lontana dalle esigenze della gente.
Potreste dire che finora non ho minimamente accennato alla politica vera, alle idee, agli obiettivi. Vero. Perché, ne trovate traccia da qualche parte in questa vicenda?

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

End Comment -->