giovedì, Dicembre 9

Conte ter, Matteo d’Arabia permettendo I problemi non sono mai i contenuti, ma le tattiche, gli accordi, gli agguati, ecc. Così, tra un senatore della Repubblica lobbista dell’Arabia Saudita, gente che si diletta a ‘ricucire’, stellini in confusione, Conte è lì, a sbattersi in giro come un criceto alla ricerca di qualche voto qua e là per tirare avanti

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Come sempre o quasi in questi casi, le parole ricorrenti sono ‘bunker’ e ‘salvezza nazionale’, ‘intesa’ come ‘governo di …’, oppure governo di ‘salute pubblica’, di ‘unità nazionale’, di ‘fine legislatura’.
Lo dico subito, così sgomberiamo il terreno e non se ne parla più, purtroppo.
Uno si aspetta, a leggere i giornali, a seguire le sterminate trasmissioni di chiacchiere televisive autoreferenziali, che si dica: il Paese ha un debito pubblico cresciuto a dismisura, una disoccupazione clamorosa, un crollo della produzione e degli investimenti mostruosi, un piano di rinascita tutto da scrivere -o da riscrivere-, una epidemia che ci ammazza cinquecento persone al giorno, parliamone, vediamo di risolvere questi problemi, diciamoci che prospettive abbiamo. E invece no: bunker’, ‘salvezza nazionale’, ecc.

Matteo Salvini da Floris è stato allucinante: aveva un mazzetto di fogli in mano, dove, diceva, c’era il suo piano di rinascita (striminzito, a dire il vero, il mazzetto, intendo) e a ogni domanda diceva che si doveva andare a votare, ma alla domanda chiave: perché non partecipate ad un governo di unità nazionale, per fare valere quelle ‘idee’ risolutive, cambiava discorso o cominciava la solita tiritera sui migranti che sono la causa di tutti i mali.
E non è solo lui. Tutti così.
I problemi non sono mai i contenuti, ma le tattiche, gli accordi, gli agguati, ecc.

Ho detto fino alla nausea che giudico Giuseppe Conte pessimo come Presidente del Consiglio (e anche come uomo, anzi, prima di tutto come uomo) e lo ribadisco, ma mi fa un po’ (molto poca) pena a vederlo sbattersi in giro come un criceto alla ricerca di qualche voto qua e là per tirare avanti. Certo, poi mi fa subito ricredere, perché cerca di fare una sorta didiscorso del rein pochette, e si limita a Facebook e manco in video … pare che volesse fare un discorso alla Nazione in TV e sia stato fermato, pare, dico. In un quadro generale, che definire avvilente e deprimente, è una sottovalutazione.

Abbiamo appreso che il signor Matteo Renzi è tornato prima del previsto (del suo, previsto) dall’Arabia Saudita, dove non era andato a farsi raccontare storie da Sherazade, ma afare lobby’, attività dalla quale guadagna 80mila dollari l’anno. Un senatore della Repubblica italiana, con ‘ministre’ al Governo, aspirante ad averne altre, che fa il lobbista in Arabia Saudita, per questioni ovviamente legate al petrolio e alla sua commercializzazione anche in Italia si suppone. Una cosa semplicemente impensabile in qualunque Paese civile, perfino nella stessa Arabia Saudita, dove, tra l’altro, i diritti dell’uomo sono alquanto trascurati … ecco, per dire ‘le mie ministre’ non ci sono, lì … o forse sì!

Pensavo questo l’altro giorno, quando mi è capitata tra le mani una intervista a Frans Timmermans, il vicepresidente della Commissione europea, in tema di politiche europee per i prossimi dieci o venti anni (dieci o venti, avete letto bene) in materia agricola, dove si descrivevano i progetti a lungo termine nel settore, l’agricoltura da rendere di nuovo adeguata all’ambiente, ridurre le coltivazioni ad alta intensità produttiva, ridurre l’inquinamento, e via progettando e proponendo, descrivendo scenari politici ed economici di grande rilevanza, discutendo del reddito e della vita degli agricoltori, ecc.
E poi, leggo che il Governo è nel bunker, anzi, ci sta Conte nel bunker, che difende con le unghie il proprio posto, ma non ha idee che non siano quelle di raccattare qualche voto di presunti responsabili qua e là, e che, specialmente fa ben capire che senza di lui tutto si sfascia … ‘fa capire’ vale per dire ‘minaccia’.
D’altra parte anche i suoi più decisi sostenitori, cominciano a tentennare e a cercare di vedere se non vi siano altre alternative meno ostili a Renzi (in Arabia Saudita, verosimilmente attaccato come una cozza al telefono!) tipo Stefano Patuanelli o Roberto Fico: come dire ‘un nome un progetto’.

Poi c’è Goffredo Bettini, che trama su vari tavoli, con varie ipotesi di lavoro. Perché lui, Bettini, è amico di Renzi, ma anche ascoltato consigliere (in pratica è quello che decide, ci lascia capire) di Nicola Zingaretti e quindi lavora ad unaricucitura’ (cioè a una resa) con Renzi, per avere la maggioranza sufficiente a tenere in piedi il Governo per il resto della legislatura. È vero, direte voi, è una pura illusione, con Renzi non è possibile un accordo che duri più di una settimana, ma Bettini con l’aiuto di Andrea Marcucci e di Luca Lotti (quello che pare abbia ammaliato la Polverini) guarda caso grandi amici di Renzi, benché potentati del PD, spingono per la ricucitura in questione.
E non parliamo degli stellini, alcuni dei quali (dei tre o quattro che pensano intendo) vorrebbero Conte o morte, altri (abituati come sono a cambiare cavallo con una facilità che manco la famiglia D’Inzeo!) vorrebbero lasciare cadere Conte, mentre altri ancora sono tentati da un ritorno alle origini e quindi a riallearsi con Salvini.

Ma poi, certo, c’è Silvio Berlusconi, al quale se è vero che Salvini pare abbia promesso la Presidenza della Repubblica (sic!), attraverso Antonio Tajani è fermissimo alleato con la destra e accetta l’assurda pretesa di Salvini e Giorgia Meloni di andare tutti insieme a fare il pic-nic al Colle (per evitare che qualcuno dica cose diverse: è la fiducia reciproca che regna sovrana anche lì) e Berlusca accetta, ma, velenosamente, dice che ci va pure lui (anche se l’aria lassù è un po’ fresca!) e lascia filtrare che un Governo di salute pubblica o di salvezza o non so cosa, ad esempio unamaggioranza Ursula’, non gli dispiacerebbe, e così tiene tutti sul filo per altre 48 ore, lasciando tutte le porte aperte … e lo capisco: come fai a legarti mani e piedi a Melini?

Né da trascurare sono le forze ribollenti dell’UDC, acefalo di Lorenzo Cesa ma non di Bruno Tabacci e di Paola Binetti (con cilicio), che fanno discorsi di un equilibrismo che un trapezista del circo Togni avrebbe difficoltà ad imitare. Se ho ben capito, il loro è un discorso tutto ideale e di prospettive: accettano di partecipare ad un eventuale Conte ter, solo ora che Conte bis si è dimesso e quindi c’è da rifare tutto il Governo, che vuol dire venti ministri e non so quanti sottosegretari e viceministri e relativi ‘staff’. Se poi, invece di Conte ter ci fosse -anche questa si è sentita!- Casini uno, mica sarebbe male. Appunto è solo questione di ideali. E infatti ne parla con rispettosa attenzione ‘il Fatto’, notoriamente organo doroteo.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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