sabato, Luglio 31

Conte sfila il Movimento 5 Stelle a Grillo? Ieri Conte ha posto le sue condizioni a Grillo ed ha rilanciato. Ora Grillo deve decidere se accettare quello che pare un ultimatum oppure no e riprendersi il partito

0

Il discorso di Giuseppe Conte è stato marmoreo, levigato, patinato, retorico ma non retoricista, insinuante ma sempre politicamente corretto, trasversale ma anche lineare insomma un vero capolavoro di quello che una volta si chiamava doroteismo e poi, specializzandosi, moroteismo.

Una gemma democristiana, una perla del dire ovattato ma graffiante, sorretto da una insospettata forza di verità che ha portato un avvocato e professore di diritto civile ai vertici del potere italiano.

Conte è stato indubbiamente abile, anzi abilissimo. Ha fatto dapprima fuori la diarchia Di Maio – Salvini nel primo governo giallo – verde, poi si è preso il potere solitario nel secondo governo giallo – rosso aiutato in questo indubbiamente dal Covid -19 e poi stava per fare fuori pure Matteo Renzi che –vistosi perduto- ha preferito farsi fuori da solo insieme a lui. Un ‘serial killer’ spietato, ma anche gentile.

Non c’è che dire che occorrerebbe una ‘fenomenologia di Conte’ per farne un manualetto del potere e forse si è sottovalutata anche la figura di Rocco Casalino che comunque è sempre l’ispiratore e il nume tutelare di una comunicazione che –a dispetto delle previsioni- si è sempre rivelata efficace.

Ieri Conte ha posto le sue condizioni a Grillo ed ha rilanciato. Lo ha fatto democristianamente con tante pacche sulla schiena e molta (apparente) dolcezza. Richieste di comando infiocchettate ed avvolte dai nastrini di seta della lusinga e del rispetto, ma non per questo meno dure e non certo corrive. Dietro c’è una strategia ben studiata.

Anche le risposte ai giornalisti presenti –che è sempre la parte più difficile perché difficilmente addomesticabile- sono state nette e quasi senza sbaffi. Ha detto, l’ex Premier, solo ed esclusivamente quello che voleva dire ed ha fatto un discorso di buon senso.

Ora la palla passa di nuovo a Grillo che in serata aveva fatto trapelare tramite agenzia che avrebbe risposto magari con un video nel suo blog. Invece niente. I giornalisti hanno aspettato inutilmente, ma la risposta non è giunta per una apposita strategia o semplicemente perché il fondatore c’ha ripensato e non ha voluto rispondere a caldo, temendo forse la sua naturale irruenza.

Ora Grillo deve decidere se accettare quello che pare un ultimatum oppure no e riprendersi il partito. Oggi verrà consegnato a Grillo e a Crimi il nuovo Statuto che ha dei ritocchi, ma non affronta il tema del doppio mandato, essenziale per quasi tutti i big grillini.

Difficile che Grillo dica di no, anche se tutto è possibile. Ma la decisione del comico genovese avrà necessariamente riflessi importanti sulla politica italiana. Infatti con Conte si avrebbe un Movimento spostato al centro, moderato, dialogante, insomma l’esatto contrario di quanto è stato fino a poco tempo fa.

Viceversa, se Grillo si tenesse tutto si avrebbe un ritorno alle origini che si dovrebbe comunque confrontare con il moderatismo europeista di Draghi.

La partita in gioco è alta. Si tratta infatti dell’enorme consenso del 2018 che sta però evaporando. E questo riapre, come abbiamo già scritto, la partita movimentista con alcuni soggetti come Italia dei Valori che il primo luglio presenterà il suo ritorno in Parlamento e sembra voglia partecipare alle amministrative di Roma mettendo ulteriormente in difficoltà Virginia Raggi.

Al partito del gabbiano fondato da Antonio Di Pietro, il magistrato simbolo di Mani Pulite che sembra darà il suo gradimento esternohanno aderito l’ex ministro della difesa Elisabetta Trenta, la collaboratrice di giustizia e deputata Piera Aiello e il senatore Elio Lannutti.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

Giornalista professionista e scrittore. Laureato in Fisica. E’ stato anche deputato della Repubblica.

End Comment -->