lunedì, Settembre 20

Conte – Renzi: potere, soldi, e poi … telare La cosa da fare sul serio è riformare l’economia del nostro Paese, e farlo in fretta, subito e bene. Per tanto, Conte non vede l’ora di filarsela e Renzi pure ... qui tra un paio di mesi si balla!

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Solo per memento: ieri Donald Trump ha avuto la sua libbra di carne, la signora Lisa Montgomery, dopo averle, generosamente, dato l’illusione di un rinvio per una visita psichiatrica: le meraviglie del sistema della giustizia americano.

Al solito è Facebook che fa scuola: una cosa, lo dico chiaramente, disgustosa e inaccettabile. Facebook, ora, riporta in vita quello che a tutti gli effetti appare una sorta di zombie, che dorme nella sua cassa (o meglio casa, ricca e lussuosa) e ogni tanto si sveglia e ulula qualcosa, accolto con grida di entusiasmo da Giggino e da Marco Travaglio. Ieri, 13.1.2021, alle 12.34, ha strillato «Stiliamo insieme un patto tra tutti i partiti e lavoriamo per la ricerca di un obiettivo condiviso che altro non può essere che la ricerca del bene comune per il Paese. Lavoriamo uniti e cambiamo la nostra prospettiva di ricerca di quello che può essere utile al singolo individuo e raccogliamo l’esortazione che ci indirizza il Presidente Mattarella di diventare costruttori mettendo al primo posto il bene comune dell’Italia». Caspita! e chi è San Francesco? Solo che ha dimenticato di dire cosa e come. Copia Goffredo Bettini: guardiamo, vediamo, pensiamo. O propone la cosiddettaunità nazionale’, cioè la fine del nostro Paese, utile solo ad un partito come quello degli stellini (M5S) senza bussola, senza idee, senza cultura, senza etica, senza anima, ma amante del potere, magari in nome di Dibba … e di Trump, il grande amico di pochette? La fine del Paese, ripeto, perché un pasticcio da Meloni a Bersani è un incubo, e, lo dico sotto voce, sarebbe il preludio al colpo di Stato … buuum, l’ho detto!

Certo, si capisce, nella confusione pazzesca creata dall’abilissimo (a creare confusione, non a fare nulla di utile, sia chiaro) Matteo Renzi, cominciano molti ad avere paura. Che è esattamente l’obiettivo di Renzi, conscio del fatto che nella paura, nell’ansia, scappano molte cose di mano, si cerca di salvarsi in ogni modo e si perde il controllo delle cose. Mentre lui sta in prima pagina anche se al 3%…ma in Italia non si sa mai.

A parte Renzi, che sta giocando un gioco di prestigio in bilico su un burrone, forse solo Giuseppe Conte ha mantenuto un minimo di freddezza. Non perchè sia più bravo o piùsolido’, e non certo perché, come scriveva qualcuno ieri, sia un Andreotti di sinistra, ma solo perché lui non ha nulla da perdere e poi è un professore di Università e l’Università funziona così: non ha un partito alle spalle, ha solo i suoi interessi personali e comunque gli vada a finire, per lui va bene, distribuisce qualche prebenda in giro e lui sta lì. Male che vada si rimette a fare l’avvocato, come Angelino Alfano, e guadagnerà un sacco di soldi, con le ‘entrature’ che ha. Certo, ci sarebbe l’interesse dell’Italia e degli italiani, ma quello è l’ultimo dei suoi problemi, forse non solo per lui, ma tant’è.

Quello che mi fa ridere un po’ verde, non è il paragone con Andreotti (comunque, si metta l’animo in pace, ben altra cosa!) ma il fatto che lo si qualifichi di sinistra. Di sinistra che? Uno che governa allegramente con Matteo Salvini e Di Maio, spara addosso ai migranti, porta l’Italia ad indebitarsi anche le mutande, produce il reddito di cittadinanza e i navigator del Missipipì, produce quota 100, distrugge definitivamente ILVA e Alitalia e poi, come se nulla fosse, con la massima tranquillità, senza nemmeno cambiare la pochette, fa un altro governo con Zingaretti e Bersani e spara addosso a Salvini, diventa amico dei migranti (infido, ma si sa gli stellini li odiano), si preoccupa dell’ILVA, continua a distruggere Alitalia, fa gli ‘statigenerali’ e non partecipa agli ‘stati generali’, ecc. che c’entra uno così con la sinistra? Anzi, con l’umanità!

Uno buono per tutto. Anzi, a dire il vero, buono per niente. L’unico suo merito, riconosciuto da tutti, è che è un grande mediatore: cioè non ha idee o progetti suoi, prende un pezzo da qua e uno da là e si arrabatta. Appunto un mediocre Preside di Facoltà. E questo sarebbe un grande politico? No, è la stessa identica cosa di Renzi, ed è perciò che sono allo scontro duro e personale: a lui come a Renzi interessa solo il potere. E siccome Renzi gliene vuole togliere troppo, lo avversa. Questo è tutto. E lo minaccia, facendosi una passeggiata al Quirinale. Dalla quale esce tranquillo, buono, discorsivo: l’uomo per tutte le stagioni per tutte le maggioranze.

Sarà un caso, ma la motivazione più forte di chi non vuole la crisi è la pandemia, non ci sono altri problemi? E perché? L’ho scritto più volte, mi pare, ma Churchill fu messo al Governo in due giorni durante la guerra, sotto le bombe, e vinse la guerra.
Certo, se Churchill fosse Franceschini, o Bettini o … .non ridete su … Di Maio, capisco bene che uno ci pensa parecchio. E infatti l’unico motivo per cui nessuno pensa a buttare giù Conte è che uno chi ci mette là? E questa è la forza di Conte e la rabbia di Renzi.
Credo che sia il problema anche di Mattarella, a meno che non abbia in mente di lanciare un altro Governo Cottarelli, vero stavolta, certo che arrabbiato e di brutto si è! Parliamoci chiaro, sarebbe l’unica cosa buona, specie se Cottarelli trovasse dei ministri veri persone ‘alte’ fuori della politica: ma dove li trova? E poi, con queste forze politiche affonderebbe molto presto e allora si andrebbe al voto. E i tempi sono stretti: entro giugno Mattarella deve decidere. E quindi la mossa Cottarelli potrebbe essere anche solo l’estrema mossa, l’ultimo tentativo di indurre quella gente a stare insieme (ma perché poi?): per il terrore, che hanno tutti (e sbagliano) delle elezioni. Non a caso Renzi e le sue ministre (che si sono astenute ieri al Consiglio dei Ministri … perché non si parla del MES! ma non vedete che ci stanno a prendere in giro?) non fanno che ripetere che al voto non si andrà. Bene, e allora?

Si tratta di mestare nel torbido. Renzi e i suoi (e non solo, io credo, non solo a cominciare dai vari Bettini della situazione) tengono il Governo sulla corda da mesi e sotto banco Renzi incassa. I ministri non gli servono per ora. E ora vota per il piano di Speranza, e non si opporrà allo scostamento di bilancio … mica scemo, ci sono i fondi di risarcimento (ristoro, secondo il linguaggio di pochette) mica è matto, lo azzannerebbero per strada! A parte che così tira un’altra settimana, e infatti Conte, che quanto a cinismo altro che Andreotti, fa balenare il timore che quei soldi non si tirino fuori, sapendo che su quello Renzi non può rischiare. Se la soluzione alla fine sarà una sorta di abbraccio generalizzato, avremo comunque un governo debole e sfiduciato, a spese di noi italiani, e non avremo da stare allegri.

Tutto ciò con una pandemia in corso?
No, miei cari, lo ripeto, il problema non è questo, purtroppo: il problema è la crisi economica e su questo nessuno vuole fare nulla, perché non sanno e hanno paura. Conte vuole solo far vedere che tira fuori tanti soldi, Renzi vuole fare lo stesso. Ma si fermano lì.
La butto lì: in verità Conte non vede l’ora di filarsela e Renzi pure … qui tra un paio di mesi si balla!
Perché la cosa da fare sul serio è riformare l’economia del nostro Paese, e farlo in fretta, subito e bene. Tra due mesi avremo centinaia di migliaia di disoccupati in più in strada, forse (anzi, certamente) milioni, e si devono trovare i soldi, perché se no ci saranno le barricate. E i soldi li hanno gli italiani, e molti pure. Ma li devono dare, attraverso le tasse; e da noi le tasse non le paga nessuno. Certo, gli stipendiati avranno un salasso che non dimenticheranno mai (altro che Amato), quelli sono indifesi, ma non basterà: occorrerebbe una riforma fiscale immediata e vera, la deducibilità di ogni spesa, la soppressione del contante e incrociare le dita, la patrimoniale è lo specchietto per le allodole.
E chi lo farebbe: pochette o Meb?

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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