mercoledì, Maggio 12

Conte o Peron? Le leggi elettorali sono roba che riguarda solo il Parlamento. Il Governo deve tacere, specialmente un personaggio ambiguo e polivalente per di più mai eletto da nessuno. Completa l’opera quel rivolgersi direttamente ai cittadini ... orrendo, roba da destituzione

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Da questo momento si volta pagina’; ‘riformeremo la legge elettorale in senso proporzionale e interverremo su strutture costituzionali per migliorare l’efficienza del Governo’; ‘mi rivolgo a voi cittadini per superare questo momento difficile per il governo’.
Parafrasate, per carità non testuali, sono le tre frasi delle comunicazioni di Giuseppe Conte alla Camera dei Deputati di ieri, le sole, che mi hanno colpito e che meritano di essere commentate, in un discorso lungo, farraginoso, astioso ma non definitivo o concludente, e autoreferenziale: ha parlato solo di sé, di quello che ha fatto, di come si sia rapportato agli altri.
Non una parola di contenuti su ciò che farà, salva una dichiarazione di resa, perché aprirà un largo confronto, eccetera, cioè il piano sarà riscritto, forse. Due colpi a favore di Zinga e uno a favore dei renziani (non di Renzi che ha sbattuto fuori, giustamente) quando ha detto che cederà i servizi segreti, speriamo non a Minniti come vorrebbe Renzi. Il terzo agli europeisti’, invitati a sedersi alla mensa del Governo. Insomma, bassa diplomazia partitocratica: “moglie piena e botte ubriaca”, se mi si permette l’ironia.
Ma le tre frasi meritano una parola in più.

Volta pagina. Frase ovviamente necessaria, anzi, indispensabile, chiesta a gran voce dal PD al quale finalmente risponde: da ciò l’entusiasmo di Renzi che si è considerato spinto, ma, come direbbe Bersani, ha … fatto il guaio, non ha ‘trattenuto l’orgasmo’. Vedremo se avrà un seguito serio. Mi permetto di dubitarne, Conte a promettere è bravo, a fare molto meno, anche se forse comincia a capire che quel piano, che oggi ha portato al Parlamento invitandolo (bontà sua) a dire la sua, fa schifo, sostanzialmente. Ma quella frase è un errore innanzitutto per la sua ‘ingenuità’. Conte è tutto fuorche ingenuo e ha alle spalle un furbastro innominabile superpagato che sapeva benissimo che quella frase avrebbe suscitato il coro ‘Mastella-Mastella’: ma la doveva dire.
Perché, dicendola, dichiarava che quel piano è pessimo e, al tempo stesso, indicava aglieuropeisti che sul piano c’era ancora da trattare. Chi siano costoro è un mistero, pare in gran parte cattolici stretti, ma vedremo … avremo la signora Binetti con cilicio alla ‘famiglia’? Insomma, vuol dire che c’è ancora trippa per gatti. Lo so, è una frase brutta, ma questa crisi a me sembra proprio la crisi della trippa! Ma ciò apre specialmente al PD la strada per cercare di metterci in quel piano (dove, casualmente di sfuggita, ci casca una mezza riforma della giustizia da fare paura!) un po’ di pepe e sale. Quindi, rimpolpamento e prebende. Vedremo, ma c’è poco da stare allegri, anche se ci sarà grande trattativa, negoziati e quant’altro … e forse, chi sa, nella corsa, se si trovano abbastanza ‘europeisti’ un cambio di cavallo: io ci spero ancora, dai Zinga, lascia a casa i consiglieri.

Secondo, la legge elettorale ecc. Eh no, caro Conte, eh no, proprio no. Lungi da me l’idea di concordare con le accuse di Renzi circa il ‘vulnus’ portato da Conte alla democrazia perché non si consultava abbastanza con lui … quello è rimasto nella carne viva di Renzi, che oltre tutto non sapendo l’inglese, si attacca al vulnus che gli riesce più facile da pronunciare. E poi brucia ancora nella sua carne. Lo ricordate l’impavido Zagrebelski inveire col dito alzato, che sembrava Giordano Bruno, contro il vulnus che voleva fare Renzi? Eh, ora Renzi lo rivolta contro Conte, accusato di protagonismo e autoritarismo. Detto da lui! Che poi, non si tratta di nulla del genere, ma di molto peggio: di narcisismo, che è anche il perché i due si odiano. Ma comunque qui il vulnus c’è, perché un governo (esecutivo) non può, letteralmente non può (è vietato da quelle regole non scritte della democrazia che Renzi ha stracciato accusando ora Conte di farlo), non si deve permettere di occuparsi né di leggi elettorali, né di modifiche alla Costituzione. Personalmente, lo dico chiaro, questo da parte di Conte è un vero e proprio gravissimo attentato alla Costituzione.
La Costituzione, le leggi elettorali, i poteri del Governo, sono roba che riguarda il Parlamento e solo il Parlamento. Il Governo deve tacere, e specialmente deve tacere un personaggio ambiguo e polivalente per di più mai eletto da nessuno.

Specie, e ciò completa la triade, specie quando completa l’opera con qualcosa di veramente inaccettabile. Quel rivolgersi direttamente ai cittadini, quel chiedere aiuto direttamente ai cittadini … orrendo, altro che vulnus, altro che attentato alla Costituzione, questa è roba da destituzione.

Naturalmente nessuno ne parlerà, non certo i vari Travaglio e (purtroppo, che dispiacere … era un così bravo giornalista e intellettuale) Padellaro, ma questo è davvero grave. Ma pensate solo per un momento se una frase del genere la dicesse Melini (Meloni-Salvini)… verrebbero giù i palazzi! Perfino gli stellini, dopo averglielo spiegato bene, parola per parola, facendo anche i disegnini, griderebbero in piazza Ro-dotà-o-ne-stà-Ro-dotà-o-ne-stà e co sì via.
E invece, la dice Conte, protetto dalla mascherina, e tutto va bene.

Perché lo sottolineo? Perché in tutto il suo lavoro finora, in tutte le cose che ha fatto, in tutte le cose che fa, in tutte le cose che dice, in tutte le sue corse tra i corridoi di Palazzo Chigi, Conte è il peggior populista che abbiamo mai avuto in Italia, peggio perfino di Grillo. Solo che, diversamente da Grillo, è in grado di influire sulla scelta dei parlamentari, cioè sulla democrazia.
Non abbiamo in lui un Peron, non esageriamo -anche se Renzi si sta mangiando le mani, ne sono certo- ma abbiamo in lui uno che può, scientemente, prepararlo, e dispone degli strumenti, anche comunicativi, per farlo.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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