domenica, Settembre 26

Conte e il suo sfanculare, più che Renzi, noi Antonio Padellaro il 18 dicembre sogna Giuseppe Conte che manda a ‘sfanculare’ Matteo Renzi. Credo che uno come il ‘caro premier’ chi andrà a sfanculare saremo noi

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In una sorta di, devo dire meraviglioso, trance onirico, con irrefrenabili risvolti erotici, ho letto il bell’articolo di Antonio Padellaro del 18 dicembre suIl Fatto quotidiano, giornale per molti versi ormai illeggibile a autoreferenziale presentano continuamente libri loro, spettacoli loro … che noia e che arroganza, e poi è talmente di parte! L’orgasmo è stato seriamente sfiorato quando Padellaro ha parlato di Conte che manda asfanculareMatteo Renzi … non mi dite che uso parole volgari, il linguista è lui, Padellaro, io ho solo da imparare e imparo.
Confesso: meraviglioso, stupendo, fantastico, emozionante. Il massimo della goduria … sono arrivato fino ad immaginare lo scompiglio della frangetta della Boschi e uno svenimento, sì, uno svenimento clamoroso, della Bellanova.
Una cosa stupenda, irrefrenabile, irripetibile.
Poi, come Padellaro, ho cominciato a svegliarmi. E qui gli effetti del sogno tra Padellaro e me si sono divisi, bruscamente. Leggo, infatti, ancora nei fumi del sonno, il titolo di spalla di ‘
Huffingtonpost’: ‘Renzi a Conte «senza svolta il Governo va a casa»’ e, poco più sotto, un altro titolo: ‘Il Governo non decide per Natale, ma prevede spostamenti ingenti’. Nell’intervista sul Corriere’, ormai mi sono svegliato del tutto e quindi cerco di capire, Renzi, reduce dalla lunga lettera (noiosa e illeggibile, non leggetela), dice anche che non è un populista e quindi afferma stentoreo: «I populisti si preoccupano degli indici di consenso ma per noi il vero dramma è l’indice di disoccupazione. A me non interessa il numero dei sottosegretari, interessa il numero dei vaccinati». Lo shock è completato, ora sono sveglio. A parte che, visto che parla di sottosegretari vuol dire che vuole ministri? frasi fatte di questa banalità perfino da lui non me le aspettavo.
La sera prima ho ascoltato le solite interminabili allocuzioni acide e allusive di
Marco Travaglio da Lilli Gruber (ormai ci vive lì, insieme a Sallusti … e quando non c’è lui c’è Padellaro o Scanzi che gli tengono calda la sedia … alla faccia dell’equilibrio, che certo, ormai, non è garantito dal solito Massimo Giannini, con la barba sempre più lunga o dall’ineffabile Severgnini) sulle meraviglie di Conte & co. e sulle infamie di Renzi, che, però, fa parte del Governo di Conte, anzi, ha voluto fortemente quel Governo.

Sfanculare Renzi? Bene. Ma: chi, come, perché, quando?
Tra i due è in corso una diatriba irresponsabile
, nella quale Renzi tira da una parte per acquisire potere evisibilità’ e dall’altra Conte si barcamena, fregandosene degli interessi nazionali e non solo.

Per prendere Renzi in contropiede e non fare brillare troppo l’altro suo grande amico Giggino, si precipita in Libia da Khalifa Haftar, dove viene ricevuto con tutti gli onori, la fanfara militare, le truppe schierate (Haftar è un bandito dal punto di vista del diritto internazionale, e quindi le sue ‘truppe’ sono una banda di delinquenti) e … saluta, si inchina, alla Bandiera, la Bandiera di Haftar. Capite bene? L’Italia si inchina alla bandiera di un bandito! Haftar ha sequestrato dei cittadini italiani, gli chiede un riscatto, lui (Conte) va a prenderli e … paga il riscatto? Boh, quell’inchino già è un bel prezzo. Provate a cambiare i nomi, anzi un nome, e sostituite Haftar con Messina Denaro. Che direste se Conte, con Giggino che gli scodinzola accanto o magari la infetta (o no?) Luciana Lamorgese, andasse in pompa magna ad incontrarlo, salutasse le truppe di mafiosi con lupare schierati e rendesse omaggio alla bandiera della mafia?
Certamente, per carità, non è la stessa cosa, ma, in termini ‘globali’ è esattamente la stessa cosa, proprio tale e quale. Quei cittadini non andavano salvati? Ma certo che sì, e con ogni mezzo, riscatto incluso, ma con giudizio. Intanto quale è stato il riscatto? Si è parlato di suoi adepti in prigione in Italia. Non credo, questo è lo specchietto per le allodole; sai quanto gliene importa ad Haftar di quei quattro delinquenti, a lui interessava il boccone grosso, e lo ha avuto: due massimi rappresentanti italiani, in ginocchio da lui, senza mascherina lui, e con mascherina Conte e Giggino, il quale ultimo dice pure a cose fatte davanti ad una arazzo, che ‘avevo promesso di portarli a casa prima di Natale e lo ho fatto’: notate la persona dei verbi. Lui dice proprio così, quindi è tutto merito suo e ha fatto qualcosa: cosa? Quello, appunto, e poi chi sa. Incidentalmente, questo è per Giggino: quando i magistrati fra dieci anni indagheranno finalmente sul riscatto eccetera, non dimentichino, per favore, che Giggino ha detto che ha fatto tutto lui!
Basta così. Non voglio entrare in una discussione infinita. Voglio solo dire che uno che agisce così, non ha sufficiente senso di responsabilità per governare un condominio, ma specialmente ha meno affidabilità dell’amministratore del condominio di fronte.

Poi, si deve decidere sulle chiusure di Natale e lui … esita, rinvia, ritarda, prende tempo. Siamo quasi a Natale: prendere tempo vuol dire o aumentare il danno o doversi piegare all’idea di non chiudere nulla. Ma lui tranquillo traccheggia: rossa a Natale e arancione a Santo Stefano, ma giallo a capodanno, o no, però la Domenica facciamo tutto verde, oppure cambiamo i colori, perché non ci mettiamo un bel blu, che fa chic! Bel modo di governare: chiaro, limpido, certo, affidabile. E infatti ne viene fuori un pasticcio assurdo, riempito dalle pignolesche parole di Conte & co., sul numero di persone, disabili e bambini esclusi che si possono portare a cena e buffonate del genere.
Tanto più che in quegli stessi giorni parte la campagna dei vaccini. Benissimo perfetto, non è merito suo, ma tant’è: evviva. Ma … noi in realtà partiamo, cioè al solito partiamo ma non partiamo, anzi, partiremo un po’ in ritardo rispetto, ad esempio alla Germania. Perché? Poco importa che anche altri partiranno dopo: la domanda è perché noi no e la Germania sì. Loro, i tedeschi, si sono organizzati prima, e perché noi no? Il solito perché: chiacchiere, rinvii, esitazioni, discussioni feroci e insulse, litigi e, beninteso, arretratezza e incapacità. Non so se sia vero, ma in Germania già hanno gli elenchi nominativi dei primi centinaia di migliaia da vaccinare. E noi? Chi lo deciderà, chi lo comunicherà, come si dovrà fare, dove si dovrà andare, era proprio indispensabile comprare i baracconi con le primule? E poi perché i lombardi, più produttivi dei campani secondo i leghisti (e non solo!), hanno più dosi degli altri? Proposta di Toti o di Salvini? Mistero: certo ci pensa Arcuri. L’unica cosa certa è che non sarà obbligatorio. Ma se non è obbligatorio non può esserci un elenco, insomma è tutto da vedere e decidere, tanto non c’è fretta. Si vedrà, si discuterà, si negozierà … all’italiana. Poi, magari, arriva Renzi e dice che siccome è tutta gialla la prima a dovere essere vaccinata è la Bellanova insieme a Scalfarotto.

Ecco, qui è il punto. Uno cosìsfanculaRenzi? Suvvia, non diciamo sciocchezze: ci si mette d’accordo. Del resto, sbaglierò, ma Renzi lo ha già detto quello che vuole, al di là della propaganda sui disoccupati e i vaccinati: i servizi segreti e il controllo sulla sicurezza della rete internet, per la quale è già pronto un suo amico e naturalmente qualche ‘esperto’, ne ha tanti lui, disoccupati!
Insomma potere o meglio sottogoverno e basta. Direte, ma alla domanda sul che succede se si tira troppo la corda visto che Mattarella farebbe sapere che se cade il Governo si va al voto, Renzi risponde cinico che sia lui che Mattarella conoscono la Costituzione e quindi le elezioni non sono l’unica soluzione. Risiamo al poker: questo si chiama bluff. Lo sanno entrambi i giocatori, ma vogliono fare ‘uscire’ gli altri e poi dividersi la posta.
Caro Padellaro, se è così, il tuo sogno è solo un incubo, e alla fine, chi andrà a sfanculare saremo noi, magari, per soprammercato con un libro di Scanzi fra le mani!

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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