domenica, Ottobre 24

Conte & Co., governate, cazzo, governate! Conte-Brancaleone abbarbicato alla poltrona sembra disposto a tutto, con alle spalle una banda di illetterati e dilettanti allo sbaraglio, incolti, inconsapevoli, ma attaccati alle, forse ultime, poltrone

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649, 260.000. Alle ore 09.00 del giorno dell’Epifania: il primo numero, i morti Covid-19, morti di un solo giorno, quando leggerete ce ne saranno stati altrettanti; il secondo è il numero dei vaccinati, meno di un quarto del totale dei vaccini ricevuti, di questo passo, le vaccinazioni finiranno tra 230 settimane, 1.610 giorni, 5 anni. Se si arrivasse ai ritmi del colera di Napoli (parola di Burioni) si farebbero oltre un milione di vaccinazioni alla settimana solo in Campania, ma con la Moratti a Milano … figuriamoci: cioè in pochi mesi sarebbe finito l’incubo.
Questa è la realtà. Quella che segue è la vita delPalazzo’. Fate voi il confronto.

Lo stridente contrasto che in due giorni ha colpito in pieno viso tutti gli italiani è, credo, l’immagine più cruda e più disarmante, avvilente, del nostro Paese.
Mi riferisco ai due interventi di fine d’anno di Giuseppe Conte e di Sergio Mattarella.

Il primo, Conte, al solito, ofano, con pochette, nel quadro rutilante di Palazzo Chigi a non dire praticamente nulla, ma a minacciare oscuramente e con la consueta arroganza: se una forza di maggioranza si sfila, io vado in Parlamento, una sorta dimuoia Sansone …’, ma, almeno, sarebbe una prova di lealtà. E lo dice dopo l’ennesima figuraccia della legge di bilancio … sbagliata, a proposito della quale non sembra avere capito il senso: è la Pubblica Amministrazione che ha fatto il piccolo sgambetto (profittando della superficialità e della sciatteria dei governanti) per fare capire che se si vuole tagliarla fuori, poi ci penseranno loro a fargli cambiare registro. Questo è tutto ciò che resta deldiscorsodi Conte: la minaccia a Matteo Renzi, a un Renzi aggressivo e violento, arrogante e sprezzante, un bullo di provincia che grida alla luna senza avere non dico l’astronave, un aliante. Ma che grida disperato perché capisce di essere sull’orlo della fine, ma si (cioè ci) gioca tutto pur di dare un ministero a Meb. E l’altro che lo sfida, forte … già di che? Forte del terrore degli altri di dovere andare ad elezioni che temono di perdere (e, secondo me si sbagliano … la nostra destra è troppo ridicola e Berlusconi non credo che voglia morire stritolato dal duo Salvini-Meloni: gli italiani al momento di votare pensano) e che rischiano di perdere perché ‘gli altri’ hanno dimostrato e dimostrano ogni giorno di non avere idee, non avere coraggio, non avere forza.

Non è un caso che questo Governo imbelle e incapace sia stato voluto proprio da Renzi, proprio perché pensava e pensa, Renzi, di poterci fare quello che sta facendo: mestare, inciuciare, strillare. E, bisogna riconoscerlo, ha misurato bene la sua mossa, valutando l’inconsistenza di Nicola Zingaretti, aiutato da Goffredo Bettini, che, a sua volta, diventa titolare del solito ‘lodo’ (ormai le parole si usano a caso … meglio con la ‘z’), cioè un pasticcio miope di pura spartizione del potere a favore di Renzi.
Ma ora il passaggio si è fatto delicato, si è accorto che ha tirato troppo la corda ad un altro uomo senza qualità, che difende, come lui, il posto mentre ha alle spalle (ma ormai, pare, un po’ più giù!) una banda di illetterati e di dilettanti allo sbaraglio, incolti, inconsapevoli, ma attaccati alle, forse ultime, poltrone: che sanno solo strillare pregiudizi sul MES sul TAV, sui vaccini, su qualunque cosa, per non parlare dell’ILVA, il grande successo di Giggino. C’è un numero che misura questo quadro: noi il 31 Dicembre, abbiamo fatto 17.000 vaccini, la Germania 170.000; oggi il rapporto non cambia. Chiunque in qualunque altro Paese del mondo, si sarebbe dimesso (in Giappone, qualcosa di più) da noi non si dimette nessuno, proprio nessuno, anzi, si dicono addosso come sono bravi e sotto sotto danno colpi bassi come con i due DPCM del 4 gennaio, che mettono sul piatto un altro bel po’ di poteri da gestire. Ma intanto, ancora non sappiamo, noi comuni piccoli mortali, come fare per essere vaccinati: una app? che dio ci scampi; i medici di base? E che sono, chi sono, come fanno? Mistero, ma infuria la guerra per bande, ormai: bande armate benché stracciate.

In questo disastro, che continua da mesi, Conte-Brancaleone abbarbicato alla poltrona sembra disposto a tutto, mal guidato da un Travaglio in confusione che ora strilla di andare in Parlamento … a cercare la signora Lonardo e Cesa o la Carfagna, che reagisce facendo la ‘zita contegnosa’? Ben altro, invero il discorso di Occhetto strumentalizzato ad hoc, perché allora ad andare in Parlamento fu Prodi, che, sconfitto lì, vinse le elezioni. Solo pensare un confronto tra i due fa ridere a crepapelle … o piangere.

Il secondo, Mattarella. Colpisce il viso serio, senza un sorriso mai, la cravatta un po’ storta (come dire non è il momento di mostrare cravatte, altro che pochette!) in piedi, davanti ad un leggio su cui c’è la mascherina (mai visto così, pensateci, mai) niente dorature, quadri, orpelli, niente albero di Natale, presepe: il cortile del Quirinale. E poi, quattordici minuti secchi e mai una volta ha citato il Governo: non sono bravo in statistiche e dietrologie, ma ditemi voi quante volte il messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica non cita nemmeno una volta il Governo. Ma dice di cercare le convergenze di fondo per «superare momenti storici di drammatiche difficoltà». Vogliamo tradurla questa frasetta in un linguaggiofamiliare? ci provo: ‘governate, cazzo, governate!’. Ma mentre lo dice, non ci crede. E aggiunge, tra il mesto e il disperato, che lavorerà intensamente nel prossimo anno per accompagnare laripartenza’, laricostruzione’, la chiama proprio così senza vezzose parolette anglofone -io, nel mio piccolo, parlo sempre di rinascita forse non ero troppo lontano dalla realtà. Invita, Mattarella, a fare ciascuno la sua parte, nel proprio ruolo: qui siamo alla ritualità di tutti i messaggi, ma, forse, qui c’è più incisività, quasi rabbia, che letta con la promessa (che è una minaccia durissima, caro signor Conte) di impegnarsi in prima persona, è come dire ora basta giochi e giochetti e interessi personali, e lo ripete con l’invito a «non seguire illusori vantaggi di parte». Ah, Mattarella, quanto ti sbagli: illusori per il popolo, non per quei due e i loro tirapiedi e consigliori!

È il suo penultimo discorso e lo dice forte e chiaro, non per mestizia, ma, se mi si permette questa interpretazione, per minaccia. Ha detto, in pratica: attenti, fino a Giugno posso sciogliere le camere, fate qualcosa di utile, se no lo faccio io. E la ‘minaccia’ è terribile, perché se si andasse ora ad elezioni questa gente verrebbe spazzata via … se l’alternativa non fosse anche peggiore, ne varrebbe la pena.
Insomma, forse esagero, ma mai così chiara mi è parsa la parola di Mattarella: ha licenziato il Governo, con la mestizia di chi sa che da questo ceto di politicanti da sottoscala non c’è da attendersi l’atto di coraggio e di lealtà verso la popolazione italiana, della quale Mattarella, il solo a farlo, ha ricordato le migliaia di morti, l’atto di coraggio, dico, di sostituire questi quattro dilettanti affamati allo sbaraglio con un Governo serio di persone serie intese a fare gli interessi del Paese. Serio … ma se, come pare, l’ipotesi è Franceschini a Palazzo Chigi (come volevasi dimostrare … da quanto lo sto ripetendo?) e Di Maio (sì, proprio lui, Giggino!) vice … roba da incubo.
Che tristezza, poi, leggere sui giornali di un Conte che immagina(va) di rieleggere Mattarella per un paio di anni, per poi andare lui al Quirinale!

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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