mercoledì, Maggio 25

Conte: avvocato, primadonna o guitto? Avvocato del popolo, a che le serve questa buffonata di partito diretto da un comico e gestito da un ragazzaccio? Dica chiaro cosa è successo, se ne vada, e lasci agli avvocati napoletani la vittoria 'sul cerasiello'. Se continua a lottare contro il comico e i suoi amici, non è la primadonna che cercava di essere, ma un guitto

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Chiunque abbia letto qualcuno dei miei interventi (in terza colonna ne trovate una selezione, ma moltissimi altri sarebbero), ha sicuramente capito bene che, fin dall’inizio, fin da quando fu ‘scoperto’ e portato ‘a sua insaputa’ a Palazzo Chigi, e chiedeva a Luigi Di Maio cosa poteva dire e cosa no, fin dall’inizio a me Giuseppe Conte non è mai piaciuto.
Un avvocato d’affari, collegato o afferente a ungrande studio romano‘, che abbandona la professione e la cattedra, presenta agli stellini innanzitutto il proprio monumentale curriculum, ma con talune esagerazioni (e già, questo mi apparve inaccettabile, una mancanza di dignità, ma … affari suoi), e solo dopo lo rende noto nonché alla stampa e al Presidente della Repubblica, appena rimesso in sella dal tentativo di ‘impeachment’ di Di Maio. Già solo questo mi ha reso diffidente verso Conte, verso la sua mentalità deltutto è possibile‘.

Una mentalità, tanto per chiarire, da avvocato che difende le cause che gli portano e che quindi non perché difenda Tizio significa che ne condivida le idee, ma quandoscende in politicaè disposto a tutto, come se la politica fosse la stessa cosa dell’avvocatura. Convengo che oggi le ideologie non sono di moda, ma avere idee e progetti, specie in politica, è indispensabile.
Anzi, fa di peggio: accetta didirigereil Governo di destra, con la Lega, e difende e tutela Matteo Salvini nella sua stupida (se non fosse tale, avrei detto infame) lotta contro i migranti in quanto tali, e lascia a Di Maio ben due Ministeri importanti, per poi doverne constatare i danni, non tanto a lui quanto a noi italiani.
E per di più, si prende come spalla un tale esperto in comunicazione che cerca di rivestirlo di idee e atti che non ha e che sono di natura strettamente propagandistica, anzi, prettamente pubblicitaria. Ma, fatto questo, attacca violentissimamente Salvini quando Salvini lancia il suo attacco al Governo per prendere il posto di Conte, e lo accusa di aver fatto tutte le cose delle quali è accusato, come se fossero delle iniziative di Salvini da solo, al solo scopo di tirarsi fuori, avvocatescamente, dall’accusa di razzismo, ma, diciamocela la verità, mostrando una assoluta mancanza di lealtà.
Ripeto, parliamoci chiaro. Che tutto, ma proprio tutto ciò che fece Salvini, tra cui la criminogena legge sulla legittima difesa, sì, votata dal Parlamento, ma coperta e voluta dal Governo; tutto ciò che fece Di Maio ‘salvando’ l’ILVA, o Danilo Toninelli, appoggiando entusiasticamente Salvini; la stessa proclamazione ridicola di avere abolito la povertà, ebbene tutto ciò da lui è stato approvato. Potrà dire che era contrario, che la pensava diversamente, ma in realtà ha approvato e condiviso, se non altro perché il Presidente del Consiglio era lui, e quindi ne porta piena la responsabilità.
Parliamoci chiaro ancora: quel discorso in Parlamento pieno di contumelie contro Salvini, ha sì ‘soddisfatto’ le ‘opposizioni’ del tempo, gli ha permesso di cercare di rifarsi una verginità, ma quel discorso è una delle più grosse porcherie che io abbia mai visto. Porcherie etiche e avvocatesche, ma per un essere umano, semplicemente vergognose. Beninteso, non sto difendendo Salvini, sto solo dicendo che se ne permetti gli atti, ne sei corresponsabile, e sparargli addosso quando vedi che ti vuole togliere la sedia di sotto al sedere, è prova di meschinità e doppiezza.

Ma non basta, perché, auspice lo stesso Di Maio (da questo punto di vista anche peggio di lui, anzi, da questo unico punto di vista, perché con riferimento a Di Maio non so quale altro punto di vista si possa avere), che ridiventa Ministro lasciando a terra alcuni dei suoi più entusiastici supporter (e va bene, così imparano!), fa un altro Governo con la … sinistra: cioè opposto al precedente. Fino al ridicolo di consegnarsi da solo la campanella! E in questo nuovo Governo smantella (in parte) lapoliticasui migranti di Salvini, ma specialmente si fa portatore di tutt’altre idee e programmi. Sempre col fedele e suadente suggeritore Di Maio accanto, che però comincia a rosicchiargli i piedi della poltrona. Il tutto sotto lo sguardo protettore di quell’altro personaggio inqualificabile che è il comico Bepe Grillo. Che poi cercherà di cancellare con la folle vicenda del nuovo statuto, l’abbandono della Casaleggio e compagni, e lacreazione di una nuovapiattaformaper portare avanti le sue mene e specialmente la sua elezione, da parte di una minoranza, silenti gli altri, la sua elezione, dico, a capo del partito.

Dopo di che, cerca di rifondare il partito, attaccato continuamente da Di Maio, e sbeffeggiato da Grillo, e conduce una politica ondivaga, inconcludente e, tanto per cambiare, ambigua per la elezione del Presidente della Repubblica, culminata in quella sciocca dichiarazione in piena notte con cui annuncia di avere scelto una donna (anche se evita di dire che è in gamba, ma che è una donna lo dice), che viene immediatamente silurata con due siluri da Di Maio, e successivamente da Matteo Renzi, che gli spara addosso con il Parisgescchütz! Certo ci sarebbe da dire di Di Maio, che dopo averla uccisa, la invita a un pranzo … riparatore, ma lasciamo correre.
Come dico, questa è la persona. E quelli che ho citato, tra gli altri, sono i suoiamici‘.

Dati, appunto, gli amici, il meno che si potesse aspettare Conte era di essere alla prima occasione tradito e messo a tacere. Ha invece continuato, arrabattandosi in maniera confusa e insulsa in vari passaggi e tentativi, volti a creare un partito vero a tutto gli effetti, magari senza Di Maio. Già solo questo, alla fine sarebbe un merito, se riuscisse, ma non è facile: Di Maio è un’ameba che conosce tutti i meandri e fa questo per mestiere, che è anche l’unico mestiere che conosce. Idee, progetti sono parole, per lui, prive di significato e certo non è tipo da usare il vocabolario.
E, a questo punto, un gruppetto di stellini scontenti, gli sparano addosso giudiziariamente, per di più, a quanto pare, prendendolo pure in contropiede: cioè accusandolo proprio di avere violato le regole, insomma di avere imbrogliato le carte, anzi, le sue stesse carte. Sia o meno vero, lo giudicano i Magistrati e quindi non approfondisco, ma certo la sua posizione è, a dir poco, strana, debole, scivolosa anche, anzi, specialmente, per la sua professione (se mai tornerà a farla): farsi fregare in maniera avvocatesca per cavilli avvocateschi non è esattamente la migliore pubblicità per un avvocato!
Tanto più che l’avvocato del popolo sembra avere dimenticato il suo proprio statuto, per cui, nel caos scende in campo, a modo suo, cioè violento e sprezzante, quello che lui, Conte, ha cercato (a mio parere giustamente) di allontanare, che afferma che la sospensione di Conte & co. è un atto definitivo che cancella gli organi del partito e, mentre incarica alcuni avvocati per sbrogliare la matassa, dice che ora l’unico capo è lui e praticamente caccia Conte, mentre Di Maio gongola.

Tutto ciò, vista la premessa, dovrebbe divertirmi: la fine di un uomo del quale penso tutto il male possibile. E invece no.
Forse si è addirittura giocato sulla sua buona fede e lo si è attaccato proprio sul suo terreno. Al solo scopo di toglierlo di mezzo e di riportare il partito nelle mani di Grillo e Di Maio, magari (e io credo che questo sia l’obiettivo finale) con l’intento di ri-allearlo con Salvini. Oppure, a vedere le cose al meglio, di staccarne una parte per allearsi con la sinistra. Questi giochetti sono l’unica cosa che sanno fare gli stellini o almeno i loro capi ufficiali e non.

E dunque avvocato del popolo, ma davvero col cuore, perché deve rischiare di danneggiare irreversibilmente la sua professionalità di avvocato e di docente universitario, a che le serve questa buffonata di partito diretto da un comico e gestito da un ragazzaccio?
Molli tutto, avvocato, li mandi tutti a quel paese; riprenda in mano la sua vita e la sua onestà (che forse c’è ancora), dica chiaro cosa è successo e che ne è disgustato e lasci a quegli avvocati napoletani che smentiscono di essere stati sollecitati da Di Maio (ma vi pare?) la vittoria, diciamo noi a Napoli, ‘sul cerasiello‘.
Però, se continua così, se continua a lottare contro il comico e i suoi amici, allora, caro avvocato Conte, lei è quello che abbiamo visto: non la primadonna che cercava di essere, ma un guitto.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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