venerdì, Ottobre 22

Conte a parte, ora tocca al PD. Patto di legislatura subito Il PD a muso duro al tavolo con gli stellini, che devono capire che ora si deve fare sul serio, da oggi, subito e senza Conte, per un programma comprensibile a tutti. Se si fa seriamente, si potrà avere in una settimana un programma, e su questa base si potrà sostituire, se si riterrà necessario, un Presidente del Consiglio che si è mostrato inadatto al compito

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Ciò che mi ha colpito di più ieri, il giorno dell’autodafè, il giorno dello show-down (per Giggino che ‘sa’ l’inglese), il giorno dello scontro finale, insomma il giorno in cui si celebra il rito trito e previsto della concessione, a sua volta trita e prevista, della ‘fiducia’ al ‘governo’ Conte, in questo giorno memorabile, ciò che mi colpisce di più è altro. Altro, ma assolutamente coerente con la volgarità e la grossolanità di ciò che vediamo ora, mentre scrivo, durante l’interminabile autoreferenziale ‘maratona’ di Enrico Mentana: inevitabile come l’influenza, noiosa come la pellagra, fastidiosa come la varicella, inutile come gli anticolesterolo.
Mi riferisco alla
volgare, violenta, burinica dichiarazione dellasignoraLetizia Moratti, subito depotenziata a malinteso, circa l’opportunità che i vaccini vengano distribuiti in maggioranza alle parti di Paese che hanno un PIL migliore: ai ricchi, insomma.

Messa in bocca a Renato Pozzetto, nelle vesti del povero ricco, forse farebbe anche sorridere. In quella bocca grossolana fa solo … beh lasciamo perdere. Ma ciò che colpisce più di tutto sono la violenza estrema di quella proposta e l’indifferenza verso la realtà. La realtà -si può dire?- di una Regione che ci ha impartito lezioni per un intero anno, mentre tutto dimostrava a iosa che era, purtroppo, quella che affrontava peggio di tutti la situazione.
Non si dovrebbe dire, e infatti mi dispiace di dirlo, ma si deve dire perché ciò che ci veniva sbattuto in faccia tutti i giorni nelle conferenze stampa del duo lescano (Attilio Fontana-Giulio Gallera) per la bellezza del loro sistema che, infatti, avendo privatizzato tutto il privatizzabile, affidava all’esercito il trasferimento dei morti. Ciò che colpiva allora, quando purtroppo continuava la lista dei morti, era l’incapacità di dire la verità, e cioè che il sistema falliva, mentre si continuava a difenderlo stolidamente, invece di cercare di tamponare, salvo la buffonata dell’ospedale di Guido Bertolaso. Quella incapacità, espressa si deve dire molto rozzamente da persone non certo lontane dalla rozzezza di tanti, oggi diventa la sfacciata affermazione nemmeno razzista, peggio, colonialista della ricca signora che consuma le ultime porzioni delle aragoste disponibili, lasciando aipoveri i carapaci.

Esagero? No, purtroppo, no. Senza nemmeno volerlo, anzi, peggio, senza nemmeno rendersene conto (la loro ‘cultura’ quella è, quella di Salvini & co: corone del rosario e morte agli sporchi negri) la signora Moratti ha espresso con sincerità e schiettezza ciò che ha nella mente. Questo è lei e chi con e per lei. Brecht avrebbe parlato di pescecani, Nanni Moretti di caimano: no, questa è solo lavanderia. E la chiudiamo qui. Si vergogni!

Nel giorno in cui muore Emanuele Macaluso, un uomo al quale tutti debbono inchinarsi, in Senato si ripete stancamente la scena tristemente rozza, volgare, superficiale che porterà alla mezza fiducia senza speranza (a meno che si svegli Zinga, ma mi pare dura!), e Conte, lo scialbo logorroico gigione di sempre, lo ricorda all’inizio del discorso replica di quello di ieri. Povero Macaluso, finire nel tritacarne di un assurdo bis-discorso, affogato nelle banalità e nella ridicola affermazione di avere, lui, modificato l’Europa.
Per il resto, dichiarazioni e chiacchiere a parte, la crisi, credo, si apre oggi, spero.
Si tratterà, da domani, di capire se e fino a che punto il PD intende davvero mettersi a fare politica, libero finalmente da Matteo Renzi, ma anche con gli stellini moltoabbacchiati’. E, lo dico subito, se anche non lo fossero, è il momento, finalmente si potrà fare faccia a faccia tra PD e stellini (M5S) senza interferenze arroganti, di dire chiaramente che ora si deve fare sul serio e si deve scrivere, non ri-scrivere, un programma di governo, un programma di investimenti e di soluzioni politiche a cominciare dalla riforma elettorale, sulla quale l’ex avvocato del popolo sig. Conte farà bene a tacere.
Anzi, attenzione: ha ragione la signora Alessandra Ghisleri che non è nata ieri, anzi, è nata domani e sottolinea che Conte ha sempre detto ‘io’ e si è rivolto agli altri come Renzi, ecc. Cioè, non ha mai parlato per ‘noi’: attento Zinga, attento anche sottile Bettini, attenti che non vi stiano fregando!

E quindi ilpatto di legislaturasi deve fare subito, domani, Giovedì. Da Giovedì ci si devono rimboccare le maniche per scrivere (non ri-scrivere, purtroppo) il cosiddetto piano di rilancio o ripresa o chiamatelo come volete ma non recovery plan.
Caro Zinga, ora si mettono le carte in tavola, si debbono mettercele. E gli stellini devono capire che ora si deve fare sul serio. Non vogliono il MES? Bene, si stacca la spina al governo. A muso duro. Non vogliono togliere quella schifezza di mezze proposte in materia di giustizia dal piano? Bene, si stacca la spina, e così via. Senza astio, senza ricatti, senza trucchi. Con chiarezza.
Occorre che si capisca che ora bisogna che gli italiani, arrabbiati, disperati, confusi da questi pasticci e dalla confusione del Governo fino ad ora, vedano che si prende una strada nuova, dritta e chiara.
Se si fa così, la gente capirà e capirà anche che, in caso di elezioni, non sarà la destra a poter fare quelle cose. Mi colpisce, e lo cito, Pierferdinando Casini, che è quello che è, che dice, però, la cosa più importante: ‘il problema sono i sentimenti degli italiani’. Appunto: questo è il problema, del quale non si occupa nessuno! Mi colpisce, invece, Nencini, il puro socialista (non so se petroliere) che non piace alla figlia di Craxi, che dice: oggi no, ma domani trattiamo e magari sì! Questa è politica? Sì, è la ‘politica’ di Renzi e di Conte: ecco perché con Conte il PD deve parlare chiaro e duro, durissimo! Se no ha chiuso.

Perchè Conte ha una forza tremenda: la forza dell’addormentamento, della mediazione, del rinvio, dell’azzeccagarbuglismo. E non ci si deve fare irretire nella sua tela. Quelpatto di legislaturava fatto subito, da oggi, senza Conte, che deve fare altro. Se si fa seriamente una cosa del genere, si potrà avere, ora, subito, in una settimana al massimo, un programma comprensibile a tutti, e su questa base si potrà senza traumi eccessivi sostituire, se si riterrà ancora necessario, un Presidente del Consiglio che si è mostrato inadatto al compito, non all’altezza. Se si adegua, se accetta di seguire il programma dei partiti, cui del resto compete di farlo, può anche restare lì, visto che gli piace. Ma non più di tanto, a cominciare dalle modifiche costituzionali, sulle quali Conte è tornato anche al Senato. Se non vogliamo un secondo Renzi e un secondo Berlusconi, queste cose non sono compito del Governo e va ripetuto e difeso.

E, va detto chiaro, proprio Renzi ha fatto, salva la strizzatina d’occhi agli evasori fiscali, un ottimo discorso, ‘alto’, attento, competente, ‘ideale’, rivolto a chi non sa cosa sia una idea altro che un ideale … se solo una sola di quelle parole corrispondesse alla realtà della sua prassi, del suo agire, del suo concreto! Peccato.
Ora non resta che ricostruire, e ridimensionare a dovere Conte, altrimenti si continuerà a vivacchiare, ma sappiamo tutti che il risultato sarebbe lo scardinamento del futuro di questo Paese.
Ma, lo dico al PD che tanto se ne frega, la cosa più terribile è che, molti rilevano, che alla fine comunque ‘vince Conte’, nel senso che ha l’arma per ricattare tutti: quella delle elezioni, in cui può presentarsi come vittima e togliere voti sia al PD (in gran parte) che agli stellini. Ebbene, questa è la Realpolitik, la politica dei politicanti. Tocca al PD (dovrei dire anche agli stellini, ma quelli nemmeno sanno perché esistono, purtroppo), a Zingaretti (quindi assolutamente senza Bettini) rovesciarla con la forza della lealtà, delle idee, dei progetti seri, della sua storia, di Macaluso, di Berlinguer, mai di Renzi o di Conte, ma sì di Macaluso: ‘non abbiate paura del popolo’, il contrario esatto del volgare populismo di Conte. Se ha (avesse?) il coraggio delle proprie idee e della propria storia.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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