sabato, Luglio 24

Consiglio europeo: al centro migranti, sicurezza e Brexit

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Si apre oggi a Bruxelles la due giorni del Consiglio europeo. Al centro del dibattito, tra l’altro, immigrazione, difesa e sicurezza. In agenda anche la ricollocazione delle due agenzie dell’Ue dal Regno Unito in vista della prossima uscita di Londra dalla Ue.
L’incontro ha preso avvio con l’intervento dell’Europarlamento Antonio Tajani, secondo il quale «Tutta la politica migratoria deve puntare alla riforma dell’asilo: per questo il Parlamento europeo prima della fine dell’estate si impegna a votare una proposta di riforma» per tale diritto. Per Tajani l’obiettivo l’Unione deve assumere «una strategia globale», insistendo sul ruolo delle «diplomazie economiche». A tal fine, ha aggiunto il presidente, «il Parlamento europeo approverà la proposta di stanziare circa 4 miliardi di euro per lo sviluppo della regione» nordafricana, quindi ha aggiunto che gli eurodeputati sono «favorevoli al raddoppio dei finanziamenti Libia», con la clausola di verificare «che quei fondi siano usati bene».

Sulla stessa linea il premier italiano Paolo Gentiloni, ribadendo però la necessità di perseguire un approccio a livello comunitario. «Serve sia dal punto di vista economico che delle scelte politiche un impegno maggiore, bisogna riconoscere che la commissione e il presidente Jean-Claude Juncker sono consapevoli di questo impegno. Mi auguro che si traduca in un rifinanziamento dei fondi per l’Africa, di cui la commissione si farà promotrice», ha detto Gentiloni entrando al pre vertice del Pse, prima del Consiglio.
A margine del Consiglio la cancelliera tedesca Angela Merkel ha detto che il futuro dell’Unione europea ha la priorità rispetto ai negoziati per la Brexit, respingendo la richiesta della premier tedesca Theresa May di tenere i negoziati per l’uscita del Regno unito dall’Ue alti in agenda. «Il futuro dei 27 Stati membri – ha detto la cancelliera – viene prima dei negoziati per l’uscita della Gran Bretagna».
Nel pomeriggio si è saputo che «Tutti i capi di Stato sono stati d’accordo oggi con la proposta della Commissione europea di creare un fondo di Difesa dell’Unione europea». Lo ha annunciato in conferenza stampa Jean-Claude Juncker.

Ieri sera si è appreso che jihadisti dell’Isis hanno fatto saltare per aria la moschea Al-Nuri a Mosul, in Iraq, dove nel 2014 il loro leader Abu bakr al-Baghdadi aveva annunciato la creazione del Califfato. Lo riferisce l’esercito iracheno. Amaq, l’organo di propaganda dell’Isis, sostiene invece che la moschea sia stata distrutta da un raid aereo american.
A proposito di al-Baghdadi, secondo i russi è «altamente probabile» che il leader dello Stato Islamico sia morto in un bombardamento aereo come annunciato qualche giorno fa. Lo ha dichiarato il vice ministro degli Esteri russo, Oleg Syromolotov, citando dati forniti dal ministero della Difesa. Al-Baghdadi sarebbe stato ucciso in un raid aereo in un quartiere meridionale di Raqqa (Siria) alla fine di maggio. Tuttavia, ha precisato Syromolotov, le informazioni relative alla conferma della morte del Califfo sono in corso di verifica.

Rimanendo in tema terrorismo, quattro persone sono state arrestate in una serie di operazioni condotte la scorsa notte in relazione al fallito attentato nella stazione centrale di Bruxelles. Lo ha annunciato l’ufficio del procuratore federale, aggiungendo in un comunicato che le operazioni hanno avuto luogo in diversi quartieri della capitale, tra cui Molenbeek, dove ha vissuto Oussama Zariouh, il marocchino di 36 anni ucciso dalla polizia dopo aver tentato di esplodere una valigia all’interno della stazione.

In Francia sono stati invece rilasciati ieri, dopo due giorni in detenzione, i quattro membri della famiglia di Adam Djaziri, l’uomo ucciso sugli Champs-Elysees a Parigi dopo essersi lanciato alla guida di un’auto contro un furgone della polizia. Il padre, l’ex-moglie, il fratello e la cognata erano stati arrestati lunedì notte in una casa di periferia Le Plessis Pate, nel dipartimento dell’Essonne, dove la famiglia viveva da 28 anni. Nell’abitazione era stato trovato un arsenale e una lettera in cui giurava fedeltà allo Stato islamico.

E sempre per terrorismo, negli Stati Uniti, l’Fbi ha aperto un’inchiesta in relazione all’aggressione dell’agente di polizia Jeff Neville avvenuta ieri mattina all’aeroporto internazionale Bishop di Flint, nello Stato del Michigan.Il presunto assalitore è stato fermato ed è stato identificato come Amor M. Ftouhi, 50 anni, residente nel Quebec con doppia cittadinanza canadese e tunisina. Entrato legalmente negli Stati Uniti venerdì dal confine in corrispondenza del lago Champlain, nello stato di New York, l’uomo si è poi recato a Flint, dove ieri ha aggredito l’agente Neville con un coltello.

Passando alla diplomazia internazionale, gli Usa sollecitano Pechino a esercitare pressioni sulla Corea del Nord affinché interrompa le sue continue e ripetute provoazioni. Il segretario di stato americano Rex Tillerson, nel suo incontro ieri a Washington con la controparte cinese Yang Jiechi, a cui hanno preso parte anche il segretario della difesa Jim Mattis e il titolare della difesa cinese, il generale Fang Fenghui, ha ribadito che «la Cina comprende che gli Stati Uniti considerano la Corea del Nord come la principale minaccia della loro sicurezza».

Va meglio invece su un altro fronte caldo, quello israelo-palestinese. La Casa Bianca, in una nota, ha definito «produttivo» l’incontro avvenuto ieri sera a Ramallah, in Cisgiordania, tra il presidente dell’Autorità nazionale palestinese (Anp), Mahmoud Abbas e il consigliere del presidente americano, Jared Kushner. Le parti, è precisato nel comunicato, «hanno ribadito il loro impegno a promuovere l’obiettivo del presidente Trump di (raggiungere, ndr) una pace genuina e duratura tra gli israeliani e i palestinesi che rafforzi la stabilità nella regione» .

In Sudafrica il presidente Jacob Zuma rischia di terminare in anticipo il suo mandato. La Corte costituzionale ha autorizzato il voto segreto nel prossimo voto di fiducia che il Parlamento si appresta a calendarizzare. La decisione della Corte consente quindi ai membri del partito di Zuma, l’African National Congress (Anc), di poter votare in segreto contro il presidente, a capo dello Stato sudafricano dal 2009. Zuma è già sopravvissuto ad altri voti di fiducia, ma la lunga catena di scandali che ha segnato la sua presidenza ha creato notevoli malumori anche all’interno dell’Anc.

Volando in America Latina, i Paesi dell’Organizzazione degli stati americani (Oas) non sono riusciti a trovare un accordo su una dichiarazione comune sulla crisi nel Venezuela. Punto chiave doveva essere la richiesta rivolta al presidente Nicolas Maduro di rinunciare al suo proposito di revisione della costituzione,

Per chiudere, in Afghanistan è di almeno 26 morti e 59 feriti il bilancio provvisorio di un attentato messo a punto all’esterno di una filiale della Banca di Kabul a Lashkargah, la capitale della provincia di Helmand, nell’Afghanistan meridionale. Tra le vittime dell’esplosione ci sono molti insegnanti, militari e agenti della sicurezza, che erano in fila davanti alla banca per ritirare lo stipendio. L’attacco non è stato ancora non è stato rivendicato.

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