lunedì, Luglio 26

Consiglio d’Europa, sì alla ‘Dichiarazione di Bruxelles’

0

E’ stato il Ministro della giustizia del Belgio Koen Geens ad annunciare l’approvazione della ‘Dichiarazione di Bruxelles’, al termine dell’incontro dei Ministri della giustizia dei 47 Paesi membri del Consiglio d’Europa riuniti in sessione speciale a Bruxelles il 27 marzo, nell’ambito della presidenza semestrale dell’organizzazione internazionale da parte del Regno del Belgio. «La Dichiarazione di Bruxelles – ha detto Koen Geens – è stata decisa dai 47 membri del Consiglio d’Europa per migliorare la corretta applicazione dei giudizi resi dalla Corte di Giustizia Europea dei Diritti Umani. Essa si basa sulla responsabilità condivisa tra tre diversi attori: il Presidente della Corte, i capi di ogni delegazione della Corte che devono occuparsi della corretta applicazione delle sentenze rese nei confronti non solo del loro Paese ma anche degli altri Paesi e dal comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa che deve garantire il rispetto delle leggi in ogni Paese membro attraverso una opportuna supervisione per garantire anche l’eccessivo accumularsi dei casi».

Il Ministro ha quindi sottolineato l’importanza di questa «responsabilità condivisa» dato che i giudizi della Corte hanno un impatto non solo sul Paese a cui si riferiscono ma anche su tutti gli altri 47 Stati membri dell’organizzazione internazionale. «Gli elementi chiave della dichiarazione finale – ha detto il ministro – si possono dividere in tre parti: il preambolo, il piano d’azione e la dichiarazione attuativa». Nel preambolo è compresa una dichiarazione politica che sottolinea l’importanza del comitato dei Ministri e riafferma il valore di questo tema. Il preambolo, ha chiarito, fornisce i motivi delle decisioni che vanno fatte valere di fronte alle Corti nazionali. Il piano d’azione è stato suddiviso in tre sezioni per aiutare le Corti nazionali a prendere decisioni più informate in materia di diritti umani.

«Nella sezione attuativa chiediamo ai Paesi di mettere in atto una cultura dei diritti umani e di creare delle reti a questo scopo». Si tratta ha spiegato il Ministro di «una sezione molto importante» in cui si invitano i Paesi membri ad occuparsi dell’applicazione dei giudizi della Corte dei Diritti Umani ma anche a sviluppare una pratica di sussidiarietà avviando presso le autorità nazionali, governi, tribunali e parlamenti una cultura del rispetto e della protezione dei diritti umani volta all’applicazione delle sentenze in materia. «Dobbiamo creare una cultura nazionale del diritto in questo campo» ha aggiunto il Ministro belga. Nella sezione finale, ha precisato, «vengono poi invitati i ministri a far uso di tutti gli strumenti a loro disposizione per sviluppare più sinergie con le corti nazionali». C’è inoltre un forte incoraggiamento ai Governi nazionali ad incrementare le risorse per il Consiglio d’Europa. «Dal Belgio che attualmente assicura la Presidenza del Consiglio d’Europa – ha detto Geens – ci si aspetta una spinta in avanti su questo argomento con un’azione concreta». Un esempio di azione concreta potrà essere, ad esempio, un incontro nazionale tra tutti coloro che hanno la responsabilità di applicare le sentenze della Corte Europea e i rappresentanti della società civile per reiterare l’impegno del Belgio a creare una struttura apposita per la difesa dei diritti umani. Anche il giudice Philippe Boillac, Direttore generale della Corte Europea dei Diritti Umani, che ha partecipato alla conferenza stampa al termine della Conferenza ad Alto Livello sull’applicazione della Convenzione Europea sui Diritti Umani, ha sottolineato che la ‘Dichiarazione di Bruxelles’ è il risultato di un incontro dei rappresentanti della giustizia di tutti i Paesi membri ai più alti livelli. «Ringrazio il ministro belga della giustizia – ha detto – di aver indetto questo incontro per dibattere le questioni dell’attuazione della Convenzione dei diritti umani e in particolare la questione importante dell’esecuzione delle sentenze della Corte».

Tre sono i punti di rilievo nel preambolo:

1) Viene riaffermata la pertinenza dei diritti di ciascun Paese,

2) Si sottolinea la forza dei giudizi della Corte europea in materia di diritti umani e la responsabilità condivisa su questo punto,

3) Ci si impegna a dar seguito a queste sentenze.

Nel Consiglio d’Europa esistono due livelli decisionali: la Corte dei diritti di Strasburgo e il comitato dei ministri. Ma in base al principio della sussidiarietà ci sono anche i diritti dei Paesi singoli. Si tratta quindi di vedere se la giurisprudenza nazionale è in linea con la legislazione europea e attivarsi per promuovere e sorvegliare l’esecuzione delle sentenze della Corte attraverso:

1) Una migliore applicazione a livello interno,

2) Un maggior coinvolgimento dei parlamenti nazionali in base al principio della sussidiarietà,

3) Un ulteriore rafforzamento dei diritti e del processo di formazione a livello ministeriale.

Il giudice ha anche ribadito l’importanza dei ricorsi alla Corte in materia di diritti umani: «Non si tratta – ha spiegato – di annullare la legislazione nazionale ma di arricchire la giurisprudenza tra tutti gli attori direttamente legati alla difesa dei diritti umani». La Corte a sua volta «deve concentrarsi sulle richieste più importanti a livello nazionale e internazionale e rafforzare il coordinamento delle attività a livello nazionale e internazionale. E garantire l’esecuzione delle sentenze» anche con il supporto dei ministri nazionali responsabili.

Cosa pensate di aver ottenuto in questo incontro? E’ stato un successo secondo voi? O c’e’ stato annacquamento? Koen Geens ha detto che «Ci sono sempre due storie da raccontare. Indipendentemente dal fatto che nelle circostanze attuali politicamente e geopoliticamente sia in Europa sia al di fuori di essa il fatto che 47 Paesi con punti di vista divergenti e con interessi politici divergenti abbiano sottoscritto una dichiarazione comune è una grossa conquista». E ha aggiunto: «Non voglio sottostimare l’importanza di quanto abbiamo raggiunto oggi. Siamo riusciti a condividere una ideologia comune e sottolineo che numerosi punti della dichiarazione sono rimarchevoli. Non direi proprio che ci sia stato annacquamento.

Numerosi aspetti di questa dichiarazione sono di rilievo:

1) l’efficacia della Corte Europea dei Diritti Umani viene rafforzata

2) viene chiarito l’invito alla Corte di motivare in grande dettaglio una decisione di ricevibilità di una richiesta.

3) Il fatto che tutti i Paesi abbiano sottoscritto la richiesta di creare una istituzione preposta alla difesa dei diritti umani è per me un passo avanti molto importante.

Non ridurrei questa dichiarazione solo ad una facciata. Per me questo è un forte segno di speranza per il futuro. E’ una dichiarazione importante. Esito a dare troppo spessore politico alla dichiarazione. E’ una impresa importante che è stata realizzata». La conferenza di Bruxelles si iscrive nel processo iniziato a Interlaken nel 2010, poi a Smirne e poi a Brighton. Ognuna di queste conferenze ha portato a un rafforzamento della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo.

Oggi tutte le associazioni non governative ricordano il rispetto di tre punti in questa dichiarazione: il diritto di ricorso, il peso dei giudizi, l’obbligo degli Stati di applicare i giudizi. Sul primo punto va detto che viene rafforzato il diritto di ricorso individuale e sul secondo che sono necessarie risorse supplementari per facilitare il lavoro della Corte. Si tratta di una priorità. Il ricorso effettivo sul piano nazionale è l’espressione stessa della sussidiarietà nazionale. Questa è una nuova pietra nella costruzione. E’ stato sancito che i singoli cittadini continuano ad avere la possibilità di rivolgersi alla Corte e che le risorse messe a disposizione della Corte aumenteranno: si è parlato infatti di un bilancio che dovrebbe essere aumentato.

Voi avete anche sottolineato l’ importanza del sistema giudiziario nazionale. Ma come la mettiamo con un Paese come la Russia? Farete pressione sulla Russia per migliorare il suo rispetto dei diritti umani? Pensate di ottenere un miglioramento del rispetto dei diritti umani in questo paese dopo l’approvazione di questa Dichiarazione di Bruxelles?

Koens Geen ci ha detto che: «Il caso di ricorso individuale è ribadito. Per le risorse finanziarie supplementari si sottolinea che una richiesta in tal senso è avviata nei confronti degli Stati data la priorità dell’argomento. Per il caso della Russia appartiene alla Corte dire se il ricorso a livello nazionale è stato esaurito e si rende quindi necessario il ricorso alla Corte europea. E’ chiaro che vanno esauriti prima di tutto i ricorsi a livello nazionale in ogni Stato prima di adire la Corte europea. I ricorsi vanno applicati anche nel rispetto della sussidiarietà . Il problema di ricorsi effettivi ed efficaci non si riferisce ad un solo Paese ma a tutti e nel caso della Russia vale anche questo punto. Si tratta di una questione di sussidiarietà una volta esauriti tutti i ricorsi nazionali. Per la Russia come per tutti gli altri Paesi membri del Consiglio d’Europa».

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->