domenica, Settembre 19

Congo: venti di ribellione nella Guardia Repubblicana Rinviata la parata militare del 30 giugno, febbre tra i militari corteggiati dall’opposizione

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Come la Guardia Repubblicana è in grado di sostenere l’onda d’urto di una invasione, è altrettanto in grado di destituire un regime. Se si attivasse per un colpo di Stato non vi sarebbe nessun reparto dell’Esercito capace di contrastarla. Dinnanzi ad una invasione militare il mancato intervento della Guardia Repubblicana significherebbe una rapida sconfitta per il regime di Kabila. Il malcontento del corpo d’elite è iniziato nel dicembre 2016 ,quando si notarono i primi segnali di defezione.  L’elemento scatenante è avvenuto il 18 dicembre 2016 quando un ufficiale della Guardia Repubblicana si è suicidato gettandosi dalla finestra del quartiere generale di questo corpo d’elite ubicato nel quartiere di Gombe a Kinshasa, dopo aver espresso tutto il suo risentimento contro il Presidente Kabila. Fino ad ora il malcontento è stato contenuto tramite l’offerta di soldi. Nel 2016 e 2017 gli alti ufficiali della Guardia Repubblicana hanno ricevuto un premio di motivazione di fine anno pari a 10.000 dollari, gli ufficiali semplici fino al grado di comandante 7.000 dollari e 200 dollari per sottufficiali e soldati semplici.

Lo Stato Maggiore della Guardia Repubblicana è composto dal Generale di Brigata Gaston Hughes Ilunga Kampete, nominato comandante supremo il 16 novembre 2014, il Generale di Brigata Crispin Tshiwewe Songesa, incaricato dei servizi segreti, il Colonello Waliuzi Kilandi Albati, incaricato dell’amministrazione e logistica, il Colonnello Ngoy Ndombe Ignace e il Colonnello Waliuzi Kilandi Albati. Il Generale Kampete ha inglobato nella Guardia Repubblicana il 313simo battaglione e il 31simo battaglione dei Paracadutisti per avere un forza di rapido intervento su eventuali fronti interni.

Il Generale Kampete è stato fino ad ora un uomo di fiducia di Kabila e molto apprezzato all’interno dell’Esercito FARDC. Nell’agosto 2014 Kampete è riuscito a impedire un ammutinamento di alcuni reparti della Guardia Repubblicana impedendo un golpe a Kinshasa. Per ringraziarlo il rais lo ha posto al comando del corpo d’elite. Nel 2017 è stato il principale ideatore della repressione militare contro l’etnia Banande a Beni, Bunia, Lubero e Butembo in associazione con i terroristi ruandesi FDLR. Un massacro costante di civili per reprimere il malcontento popolare all’est del Paese. La responsabilità di questi crimini di guerra è stata addossata ad un gruppo fantasma ugandese, Alleanza delle Forze Democratiche ADF, annientato in Congo nel 2014 ma miracolosamente risuscitato nel 2016. Il Generale Kampete è stato anche il fattore determinante negli scontri contro la ribellione Banyarwanda M23 sconfitto  nel 2013.

Durante la seconda guerra pan Africana (1998 – 2004) Kampete applicò con successo la tattica di rallentamento, consistente nel distruggere strade, ponti e ingaggiare combattimenti contro le truppe ugandesi e ruandesi al fine di permettere l’arrivo delle truppe zimbabwane e angolane per fermare l’avanzata dei tutsi verso Kinshasa.  Questa strategia era associata alla strategia di ritirata strategica consistente nell’abbandono delle posizioni non vitali per concentrare le forze su posizioni chiavi e alla strategia di usura consistente nel infliggere perdite consistenti al nemico senza ingaggiare vere e proprie battaglie campali. Di fatto, nel 1998 la caduta del Congo è stata impedita proprio dal Generale Kampete che ha fermato l’avanzata ruandese ugandese, permettendo di creare una linea di fronte grazie all’arrivo dei soldati dallo Zimbabwe e dall’Angola.

Dopo la sua nomina a Comandante Supremo Kampete ha riorganizzato le unità della Guardia Presidenziale di stanza a Kinshasa e Lumumbashi creando dei reparti di pronto intervento affiancati ai due battaglioni di paracadutisti incorporati. La difesa del Katanga è ora affidata al 41simo e al 43simo battaglione della Guardia Repubblicana mentre il battaglione di Ndala si occupa della difesa dell’est del Paese. Nel 2017 ha rafforzato la Prima zona di difesa. L’ultimo baluardo per evitare la conquista della capitale in caso di invasione dall’est che comprende le provincie dell’Equatore e Bandundu. Ha inoltre rafforzato le difesa presso la capitale e, tramite il 14simo battaglione controlla i reparti dell’esercito FARDC stazionati a Kinshasa evitando ammutinamenti e ribellioni.

Secondo fonti indipendenti il Generale Kampete sarebbe stato avvicinato dall’ex governatore del Katanga, Moise, e dai servizi segreti ruandesi e angolani nel tentativo di convincerlo a negare la difesa al regime di Kabila in caso di invasione militare. Pur non conoscendo gli esiti di queste trattative la parata militare prevista per lo scorso 30 giugno è un segnale che tra il Rais e la Guardia Repubblicana non corre più buon sangue.

Un segnale esterno giunge a confermare la tattica di accerchiamento del regime di Kinshasa. Il 21 giugno il Dipartimento di Stato americano ha annunciato nuove sanzioni contro gli alti ufficiali dell’Esercito congolese rei di crimini contro l’umanità perpetuati contro manifestanti inermi, mentre il Presidente Emmanuel Macron ha salutato tutte le iniziative regionali che possono essere prese per restaurare la democrazia in Congo. Fonti indipendenti affermano che la strategia ideata da Washington Parigi, Kigali, Kampala e Luanda è quella di costringere Kabila ad abdicare prima delle elezioni del 23 dicembre. In caso contrario la decisione sarebbe lanciare l’offensiva militare che prevederebbe azioni attuate dai miliziani Banyarwanda M23, reparti dell’esercito del Katanga, i miliziani di Jean-Pierre Bemba  e l’invasione del Congo da parte di Angola, Rwanda e Uganda. In questa strategia militare di riserva la Guardia Repubblicana potrebbe giocare un ruolo decisivo rifiutandosi di combattere o, addirittura, prendendo in mano la capitale e spodestando il rais dalla poltrona presidenziale. Secondo rumori circolanti presso la capitale il rais si appresterebbe ad offrire al Generale Kampete e alla Guardia Repubblicana un consistente pacchetto finanziario per assicurarsi la loro lealtà e starebbe cercando di convincere il Governo di Pechino ad inviare reparti del suo Esercito per difendere il Congo in caso di aggressione esterna. Quest’ultima notizia merita un accurato approfondimento, che al momento non siamo stati in grado di condurre.

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