domenica, Settembre 19

Congo: sulle elezioni presidenziali Chiesa Cattolica in allarme CLC, braccio politico di vescovi congolesi e Vaticano, pronto alla mobilitazione se le elezioni fossero nuovamente rimandate o a rischio democratico; Kabila pare non preoccuparsene

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La crociata intrapresa dal Vaticano contro la dittatura di Joseph Kabila sembra non avere molte speranze di vittoria a causa della mancanza di leader d’opposizione in grado di contrastare il rais.
Felix Tshisekedi, figlio dell’oppositore storico Étienne Tshisekedi, deceduto nel 2017 e leader della Unione per la Democrazia e il Progresso Sociale (UDPS), è stato di fatto comprato dal regime. La piattaforma dell’opposizione che era sorta nel 2017, con l’obiettivo di presentare un candidato unico alle presidenziali, si è disciolta come neve al sole a causa di profonde divergenze interne ruotanti su poltrone e ministeri da dividersi in una futura quanto improbabile vittoria.

Anche il leader più quotato a contrastare il rais, Moïse Katumbi, ex governatore del Katanga, è fuori gioco a causa della nazionalità italiana acquisita e tenuta nascosta alle autorità congolesi. Lo scorso febbraio il Governo di Kinshasa ha rifiutato di rinnovare a Katumbi il passaporto congolese scadutogli, sentenziando cosi la privazione della cittadinanza.

Katumbi ha dichiarato alla TV tedesca ‘Dahlmann-Waitz’ (DW) la sua intenzione di rientrare in Congo entro il prossimo luglio e candidarsi alle presidenziali. Una promessa difficile da mantenere, visto che è stato private della cittadinanza e su di lui grava l’accusa di aver tentato di arruolare dei mercenari per rovesciare con la forza il Presidente Kabila. Accusa non del tutto infondata, fanno notare alcuni osservatori politici regionali. La piattaforma politica da lui creata, Ensemble, ha lanciato una campagna di sensibilizzazione a favore del suo leader in esilio. Campagna ignorata dagli altri leader dell’opposizione che, coerenti alla nota stoltezza dei politici congolesi, sono tutti contenti che Katumbi sia stato messo fuori gioco, convinti di poter aumentare le change di vittoria.

Ora Katumbi sta tentando la carta ruandese. Lo scorso 27 marzo, l’ex Governatore del Katanga si è incontrato con il Presidente ruandese Paul Kagame, chiedendo un supporto attivo alla sua causa. La richiesta sembra non essere stata scartata a priori dal potente leader regionale, ora Presidente della Unione Africana. «I problemi del Congo sono anche i problemi dei suoi vicini. Possiamo aiutare la transizione democratica in Congo affinché sia pacifica per il bene della stabilità e pace regionale», ha dichiarato Kagame alla TV di Stato ruandese.

La visita di Katumbi in Rwanda apre un capitolo ben più pericoloso per il rais che le sfide lanciate dal Vaticano. Storicamente i cambiamenti di regime in Congo sono avvenuti solo tramite l’opzione militare e con il sostegno di potenze regionali quali Rwanda e Uganda. Secondo alcune informazioni che ci sono giunte, Moïse Katumbi sta tentando di convincere il Presidente Kagame e il suo omonimo ugandese, Yoweri Kaguta Museveni, a sostenerlo con ogni mezzo in cambio di una equa spartizione delle risorse naturali non solo nelle province est del Congo -Sud e Nord Kivu- ma anche in Katanga, la provincia più ricca di minerali e idrocarburi.

Una simile offerta tanto allettante potrebbe convincere i due strateghi Hima a interrompere la recente alleanza segreta con il rais Kabila. I giochi sul Congo e sulle sue immense risorse naturali potrebbero riservare inaspettate sorpresa. Gli scontri di frontiera dello scorso febbraio tra gli eserciti congolese e ruandese potrebbero essere il preludio di un piano più ampio per un cambiamento di regime a Kinshasa.  
Ma la prima preoccupazione di Paul Kagame è il Burundi, ora sotto controllo dei terroristi Forze Democratiche di Liberazione del Rwanda (FDLR), responsabili del genocidio avvenuto nel 1994. Le FDLR, con sostegno attivo della Francia (ai ferri corti con il Governo di Kigali), stanno pianificando l’invasione del Rwanda per terminare il ‘lavoro’ rimasto in sospeso da 24 anni…

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