mercoledì, novembre 14

Congo: ritorna Jean Pierre Bemba, il terribile rivale di Kabila Con l' uccisione di Luc Nkulula, uno tra i più popolari  leader del Movimento Cittadini di Lotta per il Cambiamento (LUCHA), inizia la stagione del terrore?

0

Condannato, nel giugno 2016, dalla Corte Penale Internazionale a 18 anni di reclusione per crimini di guerra e crimini contro l’umanità, commessi dalla sua milizia Movimento di Liberazione del Congo – MLC nella Repubblica Centrafricana, venerdì 8 giugno la Corte d’Appello della CPI ha annullato la sentenza. Ora Jean Pierre Bemba è un uomo libero. Secondo la maggioranza dei giudici, durante il processo d’appello (tre su cinque) durante il primo processo sono stati commessi degli errori che hanno fortemente influenzato il verdetto. Le accuse sono state formulate in maniera troppo vaga, sorrette da scarse prove, senza tener conto delle misure adottate da Jean-Pierre Bemba per limitare i crimini delle sue milizie in Centrafrica. Christine Van den Wyngaert, Presidente della Corte d’Appello, ha annunciato l’annullamento del verdetto di colpevolezza del leader congolese. Jean-Pierre Bemba sarà liberato immediatamente, dopo aver passato 10 anni in prigione, e ricompensato per il torto giudiziario subito.

Reazioni di sdegno per la decisione presa dalla Corte d’Appello della CPI sono state espresse da ex ambasciatori e associazioni in difesa dei diritti umani. «Per la lotta contro l’impunità, questo verdetto è devastante. Indebolisce la capacità della giustizia internazionale di condannare persone come Bemba. Con questa decisione la CPI, fondata nel 2002 per giudicare i crimini commessi nel mondo, si è messa in pericolo e rischia di non rendere credibile la sua missione», ha  dichiarato Stepen Rapp, ex Ambasciatore americano incaricato di crimini di guerra.

«La CPI sembra dire ai Signori della Guerra: fin quando non siete fisicamente presenti le vostre truppe possono commettere i peggiori crimini senza che voi subiate le conseguenze»,   ha detto Karine Bonneau della Federazione Internazionale delle Leghe dei Diritti Umani FIDH.  Dalle critiche i giudici della Corte d’Appello della CPI si difendono affermando che la CPI è chiamata ad applicare il diritto internazionale. Gli elementi della responsabilità dei Bemba nei crimini commessi in Centrafrica erano deboli, come le testimonianze presentate dall’accusa. Di conseguenza non era giurdicamente possibile confermare la sentenza di Primo Grado.

Jean-Pierre Bemba Gombo, nato il 4 novembre 1962 da una ricca famiglia di imprenditori congolesi, dal 1998 diventa una delle figure più potente sulla scena politica congolese, assieme a Joseph Désiré Kabila e l’attuale Presidente Jospeh Kabila, asceso al potere nel 2001, dopo l’assassinio di suo padre. Durante la Seconda Guerra Pan-Africana (1998 – 2004) Bemba fonda un movimento guerrigliero, il MLC, nella Provincia Orientale che presto prende il controllo anche della Provincia dell’Equatore dove Bemba stabilisce il suo Quartier Generale a  Gbadolite,  la famosa reggia del dittatore Mobutu Sese Seko eretta nel cuore della giungla. Il MLC è un alleato dell’Uganda durante tutta la guerra. Bemba un amico personale del Presidente ugandese Yoweri Kaguta Museveni.

Nel 2002, Bemba viene contattato dai servizi segreti francesi che gli offrono ingenti somme di denaro per mettere a disposizione le sue milizie per difendere il Presidente centrafricano Ange-Félix Patassé  da un tentativo di colpo di Stato, organizzato dal  General François Bozizé. Assieme ai miliziani del MLC, Parigi assolda anche dei mercenari libici, pagando profumatamente il Generale Gheddafi. Nonostante la dura resistenza dei mercenari congolesi e libici, il Generale Bozizé riesce a vincere la guerra civile. Il conflitto riesploderà nel 2004, quando alcuni generali si ribellano contro il Presidente. In un primo momento i francesi supportano Bozizé bombardando con i Mirage le postazioni ribelli nel nord del Paese.
Nel 2012, Parigi decide di rovesciare Bozizé, causa della sua politica anti-francese. Parigi appoggerà la coalizione ribelle  Séléka che riuscirà a prevalere nel marzo 2013, costringendo Bozizé a fuggire dal Paese. Michel Djotodia, leader dei Séléka, diverrà Presidente, mentre nel maggio 2013 la Francia convince la CPI a incriminare Bozizé per crimini contro l’umanità e tentato genocidio.
Il potere di Djotodia durerà poco.

Nell’agosto del 2013 Parigi lo considera un alleato non di fiducia e organizza una terza guerra civile utilizzando le milizie cristiane denominate anti-balaka. Le interferenze francesi sulla sua ex colonia africana, ricca di diamanti e idrocarburi, porteranno il Centrafrica ad una situazione di caos, alle quali le truppe francese direttamente tentarono di mettere fine e ristabilire l’ordine, ma furono sconfitte e costrette a ritirarsi. Oggi il Centrafrica rimane un Paese instabile, dove la guerra civile continua tra mussulmani e milizie cristiane. Approfittando del ritiro francese, il Presiente russo Vladimir Putin ha inviato i suoi soldati per prendere il controllo del Centrafrica.

A seguito degli accordi di pace di Pretoria, che posero fine alla seconda guerra pan african,a in Congo, Jean-Pierre Bemba viene nominato tra i quattro Vice Presidenti del Governo di transizione. Partecipa alle elezioni del 2006, ottenendo la vittoria sull’avversario Joseph Kabila. Solo grazie ad una immensa frode elettorale organizzata in concerto con la missione di Pace ONU in Congo, MONUSCO, e sostenuta dalle potenze occidentali, Kabila riesce a ribaltare il verdetto delle urne diventando il Presidente.

A Kishasa, nel gennaio 2007, le milizie di Bemba tentano di prendere il potere con le armi ingaggiando una feroce battaglia. Kabila fu salvato grazie all’intervento di mercenari sudafricani. Gli scontri tra Kabila e Bemba continuano fino al marzo 2007. Il leader del MLC decide di fuggire in Europa per riorganizzare la ribellione e trovare alleati stranieri. Nonostante la sua fuga, Bemba rimane in pericolo in quanto Kinshasa convince la Francia a far pressioni sulla CPI per incriminare Bemba. Viene arrestato a Bruxelles il 24 maggio 2008 accusato di crimini di guerra commessi in Centrafrica. Durante il processo la Francia, che ha una grossa influenza sulla CPI, essendo uno tra i più importanti finanziatori, domanda e ottiene dai giudici di evitare le indagini sulla complicità francese con le milizie di Bemba, assoldate da Parigi nel tentativo di salvare il Presidente marionetta Petassé.

Ora che la Francia è ai ferri corti con il regime di Kinshasa, e sta organizzando -assieme a Rwanda e Angola- un complicato passaggio di potere che potrebbe portare ad una terza guerra pan-africana in Congo, la liberazione di Jean-Pierre Bemba è considerata da molti esperti politici africani come l’ennesimo gioco sporco di Parigi per fare pressioni sul dittatore congolese Joseph Kabila e attuare un cambio di regime. Il ritorno in Patria del leader del MLC (divenuto dal 2004 un movimento politico) sarà destinato a movimentare il periodo elettorale, ammesso che il regime di Kabila mantenga la data (23 dicembre 2018) prevista per le elezioni, rinviate varie volte dal dicembre 2016.

«I veri giochi politici cominciano ora sulla scena politica congolese. Con Bemba riusciremo a destituire il regime di Kabila» dichaira il leader dlla Unione per la Nazione per il Congo (UNC) Vital Kamerhe. «La liberazione di Jean-Pierre Bemba rappresenta una data storica per il nostro Paese. La sua assoluzione dimostra che la verità finisce sempre per trionfare. La decisone presa dalla Corte d’Appello della CPI è un duro colpo per quelli che tentano di influenzare la giustizia con falsi processi e apre una nuova era per la Repubblica Democratica del Congo» dichiara il leader dell’opposizione  Moïse Katumbi, clandestino italiano candidato alla Presidenza.

Amico intimo di Silvio Berlusconi ed autoesiliato in Europa Katumbi sta cerando di organizzare un fronte unico dell’opposizione tramite una alleanza dei due leader Félix Tshisekedi e Vital Kamerhe. La liberazione di Jean-Pierre Bemba rovescia tutti i piani in quanto Bemba è l’unico leader dell’opposizione a godere di un prestigio su tutto il territorio nazionale e il suo partito, il MLC è considerato un partito nazionale e non regionale come quelli capitanati da Katumbi, Tshisekedi e Kamerhe. Il MLC ha già contattato gli altri leader dell’opposizione proponendo che Bemba diventi il candidato unico alla presidenza. Una proposta che ha grandi possibilità di venir accettata in quanto Francia, Angola, Ruanda e Uganda avrebbero già dato il loro parere positivo.

Non sono tardate le dichiarazioni di sudditanza verso Bemba. «Jean-Pierre Bemba è un nostro fratello. Il verdetto della CPI rafforza i ranghi dell’opposizione» dichiara Augustin Kabuya, vice presidente del partito di Félix Tshisekedi, il UDPS. Con la liberazione di Bemba voluta dalla Francia, si delinea la strategia delle potenze africane, Stati Uniti e Unione Europea contro il regime di Kabila, divenuto innafidabile e troppo amico di Russia e Cina. Si tenterà di costringere il Rais a indire le elezioni previste il prossimo 23 dicembre presentando un candidato popolare in grado di vincerle Jean-Pierre Bemba, già vincitore delle elezioni del 2006. In caso che il Rais rinvii nuovamente le elezioni o si presenti per un terzo mandato nella speranza di ottenere la vittoria tramite le ennesime frodi elettorali, la coalizione internazionale anti Kabila darà il via ad una presa del potere manus militaris. Le milizie del MLC sotto il comando di Bemba sono ancora intatte e rappresentano una temibile forza militare all’interno del Congo che possono agire in concerto con la milizia tutsi Movimento 23 Marzo (M23) e le truppe regolari dei soldati katanghesi rimasti fedeli all’ex governatore del Kaganga  Moïse Katumbi. Queste forze godrebbero del supporto e sostegno di Angola, Ruanda, Uganda, Francia, Stati Uniti, Gran Bretagna, Belgio e Unione Europea.

Mentre il futuro diventa sempre più incerto, il Rais sta cercando di contrastare i piani della coalizione internazionale creatasi per spodestarlo inaugurando una stagione di omicidi politici tesi ad eliminare fisicamente gli oppositori. Domenica 10 giugno Luc Nkulula, uno tra i più popolari  leader del Movimento Cittadini di Lotta per il Cambiamento (LUCHA) è stato assassinato dalla Guardia Presidenziale di Kabila. L’assassinio di Nkulula sembra aprire una stagione del terrore tesa ad impedire ogni cambiamento di regime nel ricchissimo ma martoriato Paese africano.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore