mercoledì, dicembre 19

Congo, regalo di Natale ugandese: invasione militare nel Nord Kivu Operazione militare preventiva concordata per bloccare imminente invasione dei terroristi islamici ADF, secondo l'Uganda, ma il Congo tace. Molti i dubbi

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Venerdì 22 dicembre, la Seconda Divisione di Fanteria  e una divisione carrozzata dell’Uganda People Defence Forces (UPDF), hanno oltrepassato il confine che divide il distretto ugandese di Bundibugyo con la Repubblica Democratica del Congo, senza trovare resistenza da parte delle forze di difesa congolesi.
Le truppe di invasione hanno scatenato l’inferno nel distretto di Kasinkdi-Lubiriha, nell’est della città di Beni, Nord Kivu, contro una base dei ribelli islamici ugandesi Forze Alleate Democratiche (ADF), presunti autori del massacro avvenuto lo scorso 7 dicembre presso la base militare di Semuliki,   dove hanno trovato la morte 15 Caschi Blu della Tanzania.

L’attacco terrestre è stato preceduto da intensi bombardamenti effettuati con i caccia russi Mig-29M e Su-30MK2. È la prima volta che questi moderni caccia sono utilizzati dal UPDF in operazioni militari dal loro acquisto avvenuto nel 2012. I bombardamenti sono stati effettuati da piloti ugandesi recentemente ritornati dalla Russia dopo due anni di intensivo addestramento. In contemporanea, la Divisione di artiglieria UPDF ha bombardato intensivamente il distretto di Kasindi, utilizzando batterie di cannoni a lunga gittata  ATMOS 2000 e Soltam M-71  venduti all’Uganda dall’industria bellica israeliana Soltam Systems e con una gittata rispettivamente di 41 e 23,5 km.

Il comando dell’invasione è stato affidato al Generale Leopold Kyanda, mentre il Generale Muhanga Kayanja è stato posto al comando delle forze ugandesi in Congo. Questo a soli due giorni dalla nomina di Muhanga a Capo delle forze terrestri UPDF e di Kayanja come Comandante della Seconda Divisione di Fanteria dopo il suo ritorno dal fronte somalo.  La Seconda Divisione di Fanteria, costituitasi nel 1989, è composta da 15.000 uomini dotati di blindati e carri armati leggeri. Questo è un corpo d’élite che ha annientato, tra il 2000 e il 2004, i ribelli islamici ADF e i ribelli del Lord Resistence Army comandati da Joseph Kony. Reparti della Seconda divisione sono stati utilizzati nella Seconda Guerra Panafricana in Congo (1998 – 2004).

L’invasione è stata preparata nei minimi dettagli in una riunione avvenuta il 18 dicembre e presieduta dal Comandante Supremo del UPDF il Brigadiere Generale Muhoozi Kainerugaba e da suo padre, il Presidente Yoweri Kaguta Museveni. Mercoledì 20 dicembre i reparti della Seconda Divisione di Fanteria sono stati concentrati presso la città di Fort Portal nel distretto di Bundibugyo. Giovedì 21 a Fort Portal sono giunti reparti corazzati composti  da carri armati T-90S (comprati dalla Russia nel 2011), T-55 AM-2 (comprati dalla Bielorussia nel 2009) e T85-IIM (comprati dalla Cina nel 2008). Nelle prime ore del mattino del 22 sono giunte le batterie di cannoni a lunga gittata.

Presso la scuola elementare di Busunga, ubicata a sette km dalla frontiera congolese, sono state sospese le lezioni e mandati a casa gli studenti, mentre gli edifici venivano trasformati nel quartiere generale delle operazioni militari in Congo. L’intero distretto di Bundibugyo è stato posto in stato d’allerta e reparti di altre divisioni di fanteria sono stati inviati con il compito di respingere eventuali infiltrazioni di forze ostili in suolo ugandese.

Verso le 15:00, ora locale, di venerdì 22 dicembre l’aviazione militare ugandese ha violato lo spazio areo congolese ed ha bombardato presunte posizioni dei ribelli ADF per due ore, preparando il terreno per la prima ondata di invasione. La seconda ondata è stata ordinata sabato 23 dicembre. Le batterie di cannoni a lunga gittata sono ripetutamente entrate in azione il 22 e il 23 dicembre con una intensità di fuoco impressionante, normalmente utilizzata contro forze nemiche di preoccupante entità numerica. Al momento attuale non si conoscono gli esiti dell’operazione nè il bilancio delle vittime. Il 24 dicembre le operazioni militari erano ancora in corso, ma coperte da segreto di Stato.

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