mercoledì, Ottobre 20

Congo: passaporti biometrici, uno scandaloso business della famiglia Kabila

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Verso la metà d’ottobre 2014 il Direttore Generale Karaziwan ricevette dalla Presidenza a Kinshasa il dictact di inserire nell’affare la LRPS di Madame Wangoi, in caso contrario la trattativa sarebbe stata annullata. La Semlex doveva creare una joint venture con la LRPS per firmare il contratto sulla fornitura di passaporti biometrici al governo congolese riconoscendo a Madame Wangoi il 60% dei profitti. La ditta belga si trovò dinanzi ad un chiaro tentativo di estorsione in quanto era evidente che la LRPS rappresentava un partner parassitario.

Per non perdere il lucroso contratto la Semlex propose una serie di condizioni, suggerite dall’intermediario scelto dalla Semlex, un cittadino francese risiedente a Dubai: Cedric Feyre. Aumento del costo di acquisto del e-passport per il governo congolese da 120 a 185 dollari ad unità. Partecipazione della LRPS per un 60% dei costi di produzione reali (inferiori ai 30 dollari/unità). Vendita del nuovo passaporto ai cittadini con un prezzo fissato a 300 dollari di cui solo 65 andavano al governo per recupero spese e il resto suddiviso tra Semlex e LRPS rispettando le quote 60 – 40. Le condizioni poste dalla ditta belga furono accettate dal governo e dalla Presidenza in quanto favorevoli agli interessi della Famiglia Kabila.

Nel giugno 2015 il Direttore Generale Semlex Group: Karaziwan incontrò Raymond Tshibanda e Henry Yay Mulang (all’epoca Ministro degli Esteri e Ministro delle Finanze) per la firma dell’accordo commerciale che prevedeva un investimento di 222 milioni di dollari per la fornitura di passaporti biometrici con un contratto di 5 anni rinnovabile per altri 5. La Semlex richiese ed ottenne che il 60% dell’investimento fosse recuperato tramite la partecipazione ai costi della ditta di Madame Wangoi. Nell’affare fu escluso l’allora Primo Ministro  Mapon Matata Ponyo che per ripicca chiese ufficialmente precisi dettagli che dimostrassero la trasparenza della transizione finanziaria. Dettagli mai ricevuti.

«La fornitura di passaporti biometrici per entità di costo e motivi di sicurezza nazionale doveva necessariamente passare attraverso una gara d’appalto internazionale monitorata da Parlamento e società civile, come prevedono le procedure di acquisti dello Stato congolese. Questo non è avvenuto. L’affare è stato concluso scegliendo la trattativa diretta (possibile solo per le forniture inferiori ai 200 milioni di dollari e su approvazione del Parlamento) direttamente da emissari di fiducia del Presidente Kabila e firmata dai Ministri degli Esteri e Finanze senza il coinvolgimento di Parlamento e società civile. A tutt’oggi i termini precisi del contratto sono mantenuti segreti per ordine presidenziale nemmeno scritto» rivela al settimanale The East African un alto funzionario congolese del Autoritè de Regulation des Marchès Publique.

Una settimana dopo la firma del contratto a Dubai la Semlex effettuò un trasferimento bancario di 700.000 dollari sui conti bancari di due ditte con sede sempre nella città di Ras Al Khainah, la Berea International, e la Cedovane Ltd due aziende fantasma rispettivamente controllate dagli intermediari di Kabila. Ekanga ricevette 400.000 dollari trasferiti grazie alla banca danese: Juske Bank. La casuale specificata indicava: ‘Pagamento ufficio di rappresentanza Semlex a Kinshasa: 12 mesi, Anno 2014‘. Secondo quanto affermato dalla Semlex, la ditta Berea di Ekanga era la proprietaria dell’immobile preso in affitto nella capitale congolese dalla Semlex per ufficio nazionale di rappresentanza.

Adrupiako ricevette 300.000 dollari attraverso trasferimento bancario effettuato dalla banca canadese Royal Bank of Quebec. La casuale specificata era identica a quella utilizzata per il pagamento effettuato a favore della Berea International. Una evidente contraddizione in quanto i due sostanziali trasferimenti finanziari teoricamente sarebbero stati effettuati per pagare l’affitto del 2014 dello stesso immobile a due società diverse non formalmente collegate tra esse. Sia la Juske Bank che la Royal Bank hanno rifiutato interviste proposte da Reuters e The East African. Saldate le mazzette dovute agli intermediari di Kabila la ditta belga trasferisce 450.000 dollari su un conto intestato alla LRPS di Madame Wangoi come “rimborso spese amministrative sostenute per conto della Semlex Group”. Non si conosce l’entità delle mazzette ricevute dal ex Ministro Esteri Tshibanda e dal ex Ministro delle Finanze Mulang per aver apposto la loro firma al scellerato contratto.

Le indagini condotte dalla Reuters e dal The East African dimostrano una chiara connivenza tra la ditta belga, intermediari francesi e autorità congolesi a favore della Famiglia Kabila e ai danni della popolazione congolese costretta a pagare il passaporto biometrico più caro al mondo. Oltre agli evidenti danni allo Stato congolese sono stati commessi vari reati economici internazionali tra i quali: concorrenza sleale, corruzione in transazioni commerciali pubbliche. Reati aggravati dalla palese assenza delle regole minime internazionali per le forniture ad enti governativi.

Questo incredibile insieme di irregolarità basterebbe per annullare il contratto ed indire una gara pubblica internazionale, monitorata e trasparente, per aggiudicare la fornitura di e-passport ad altre ditte del settore. Procedura fattibile in quanto al momento i passaporti consegnati al governo sono solo 145.000. Al contrario il governo di Kinshasa ha ignorato le indagini giornalistiche, impedendo alla magistratura di aprire proprie indagini e al Parlamento di invalidare l’accordo commerciale. Inoltre l’articolo 14 del contratto firmato tra le parti prevede l’impegno del governo congolese di rispettare le clausole contrattuali senza possibilità di modifiche unilaterali indipendentemente da ‘cambiamenti istituzionali nel Paese’ che potrebbero verificarsi durante la durata del contratto. Vale a dire l’obbligo di rispettare questo contratto truffa anche per eventuali governi e presidenti eletti dopo Joseph Kabila. In caso contrario LRPS e Semlex possono tradurre il governo congolese in un tribunale commerciale internazionale per ‘mancanza di rispetto degli accordi’ pretendendo ingenti rimborsi finanziari per danni legati alla rottura del contratto e alla ‘immagine’ e ‘reputazione’ delle due società. Della seria: dopo il danno, la beffa.

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