venerdì, Settembre 17

Congo: la lunga mano dell’Esercito ruandese sul petrolio del Lago Kivu Il Rwanda inizierà a breve le attività di esplorazione di giacimenti petroliferi nel lago con la collaborazione della britannica ABI Holdings, tutte le attività sono coperte dal segreto di Stato

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Tempistica e modalità delle esplorazioni, che saranno eseguite dalla Ngali Mining e da ABI Holdings, sono un segreto di Stato.
Francis Gatare, Direttore Esecutivo del Rwanda Mines, Petroleum e Gas Board, la scorsa settimana ha dichiarato ai media regionali che non è possibile fornire dettagli sull’imminente esplorazione. Addirittura il Parlamento ruandese ignora i dettaglio dell’operazione. «Il Parlamento non è stato informato sulle imminenti esplorazioni petrolifere nel Lago Kivu. Speriamo di ricevere informazioni al più presto», ha dichiarato Adolphe Bazatoha, responsabile del Comitato Parlamentare dell’Economia e del Commercio. Contattata dai media regionali, ABI Holdings si é rifiutata di rivelare i dettagli degli accordi di partenariato con la Ngali Mining, in quanto tenuta a rispettare la clausola di confidenzialità inserita nel contratto già firmato.

La spiegazione di questo segreto di Stato potrebbe risiedere negli accordi segreti stipulati tra i Presidenti Joseph Kabila, Yoweri Kaguta Museveni e Paul Kagame, che prevedono un appoggio politico da parte di Uganda e Rwanda al dittatore Kabila in cambio di una nuova gestione tripartitica delle risorse naturali all’est del Congo. Gestione che assicura il monopolio dell’oro congolese all’Uganda e del coltan al Rwanda. Nel settore idrocarburi, Kampala sfrutterà i giacimenti di petrolio presenti nelle acque territoriali congolesi del Lago Alberto, mentre Kigali i giacimenti di gas e petrolio nel Lago Kivu. Lo sfruttamento del petrolio congolese del Lago Kivu è stato di fatto ufficializzato nell’aprile 2017, con l’accordo bilaterale Kigali-Kinshasa per l’esplorazione petrolifera della durata di cinque anni. Accordo nel contesto del quale il Rwanda gestisce ogni operazione e il Presidente Kabila attende i futuri profitti, che verranno versati su conti personali in sicuri paradisi fiscali.

Il Presidente Kabila nello stringere questi accordi politici con i nemici storici del Congo ha di fatto tutelato i propri interessi politici ed economici, privando la popolazione di ogni possibilità di sviluppo economico e benessere. La nuova gestione ha scatenato nell’est del Congo un nuovo conflitto per ridurre il controllo sulle risorse naturali di un vecchio socio in affari della Famiglia Kabila, il gruppo terroristico ruandese FDLR, ora combattuto dall’Esercito congolese e ugandese. Un conflitto che sta generando nuove distruzioni, morti e migliaia di profughi.

Con la scoperta di petrolio e gas nei bacini frontalieri dei laghi Alberto e Kivu, la regione dei Grandi Laghi diventa un centro nevralgico dello sfruttamento di idrocarburi, con un potenziale di 4 miliardi di barili di petrolio e 65 milioni di metri cubici di gas metano.  

Lo sfruttamento di petrolio e gas metano nel Lago Kivu porta con se un rischio importante. Potrebbe, infatti, causare una catastrofe naturale che metterebbe a rischio la vita di 2 milioni di persone (tra congolesi e ruandesi). Secondo gli  studi eseguiti da Robert Hecky, professore del Dipartimento Biologico e Direttore del Giornale di Ricerca dei Grandi Laghi presso l’Università del Minnesota, lo sfruttamento degli idrocarburi nel Lago Kivu (con una superficie di 2.370 km2 e collegato alla catena di vulcani attivi del Virunga confine con Congo e Ruanda) potrebbero causare una eplosione gigantesca delle riserve di gas del lago con conseguenze inimmaginabili per gli abitanti la flora e la fauna dell’intera regione. Gli studi di Hecky sono stati ignorati da entrambi i governi africani, il business, sporco o pulito che sia, deve continuare.

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