mercoledì, Agosto 4

Congo: Katompa guarda alle presidenziali 2016 Intervista con Bernard Katompa, candidato per il cambiamento del Congo

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Come vede la politica di violenza specialmente contro le donne in Congo? Gli stupri continuano da parte delle forze ribelli e le donne non riescono a far valere i loro diritti. Lei cosa pensa di fare per far fronte a questo flagello?

Innanzitutto io voglio dare alle donne un posto di rilievo, assolutamente centrale nella vita politica del Paese. Le donne sono quelle che tengono in piedi l’economia del Congo ma il Governo attualmente non offre loro nessuna tutela particolare specie contro le violenze dei ribelli. I ribelli se si volesse si potrebbero sgominare, annullare. Il popolo congolese potrebbe vivere in armonia: gli stupri, i massacri, i genocidi dovrebbero diventare un brutto ricordo del passato e sono invece ancora una tragica realtà.

 

Qual è secondo lei il posto del Congo nella regione?

Mi si stringe il cuore a pensarci. Il Congo è un Paese meraviglioso, con ricchezze naturali di ogni genere, uno dei Paesi più ricchi dell’Africa. Un vero paradiso. In Congo non ci sono solo le risorse minerarie ma c’è anche la possibilità di uno sviluppo agricolo sconfinato. Bisognerebbe aiutare gli agricoltori a vendere i loro prodotti con la creazione di infrastrutture. Un candidato valido potrebbe ridare al Congo il posto che merita in Africa, un posto privilegiato. Solo come risorse minerarie il Congo ha una ricchezza di $ 24.000 miliardi. Il nostro è un Paese ricco di acqua, ma la popolazione non ha acqua potabile. Il Congo potrebbe avere una rete elettrica tale da sostenere l’elettrificazione completa del Paese e rendere possibile quindi la nascita di piccole imprese industriali, ma potrebbe anche fornire elettricità a tutto il continente africano. E’ un Paese immenso ma abbiamo solo 2800 km di strade asfaltate. Anche le sue risorse ambientali sono sconfinate se il Congo riuscirà a trasformare il suo territorio in una grande risorsa agricola. E tutta l’Africa potrebbe trarne beneficio. Ma abbiamo ancora un sistema sanitario da terzo mondo, 8 letti di ospedale e un medico per 10.000 malati. Eppure ci sono medici congolesi in tutto il mondo molti dei quali formati in Congo!

 

Con tanta ricchezza a disposizione perché il livello della corruzione è così elevato?

Perché in un Paese così ricco c’è gente che vive con meno di un dollaro a testa al giorno. E la crescita economica non passa nell’economia del Paese, nell’economia del popolo congolese. Il tasso di crescita annua del PIL Paese supera l’8% ma questa ricchezza non passa agli abitanti o almeno non a tutti. I dirigenti politici non servono gli interessi dei congolesi. Hanno altre priorità. E la gente muore di fame. Un pasto al giorno e a volte nelle famiglie si devono fare i turni per nutrirsi. E così il Paese è diventato terra di conquista per gli affari di alcuni. E comunque la corruzione si può combattere. Esiste grazie all’impunità dei corrotti che si sentono al sicuro dalla legge e grazie alle difficoltà finanziarie degli abitanti. Basta introdurre sanzioni e alleggerire la pressione finanziaria sulla popolazione e la situazione migliorerà.

 

Lei ha mai lavorato in Congo?

Ho avuto per le mani progetti minerari vari che avrebbero potuto beneficiare il Congo ma che sono stati scartati per motivi di corruzione. Venivano richieste tangenti elevate per cominciare i lavori. In altre occasioni sono state vendute miniere a compagnie estere senza comprenderne il valore che sono state poi valorizzate con guadagni notevoli per gli acquirenti. La vendita ha fruttato ai corrotti ma il popolo congolese non ci ha guadagnato niente.

 

E come Presidente lei pensa di riuscire ad aiutare il Congo a uscire dalla povertà?

Io voglio elevare la gente congolese. Voglio elevare l’Africa, non voglio che l’Africa viva nella mediocrità. Il nostro ruolo è quello di creare una unità reale in tutta l’Africa e non solo formale. Anche con lingue diverse, perché l’unità linguistica non porta all’unità del continente.

 

Lei quante lingue parla ?

Io parlo swahili, lingala e tshiluba, oltre al francese che è la lingua ufficiale del Congo.

 

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