mercoledì, Ottobre 20

Congo: Katompa guarda alle presidenziali 2016 Intervista con Bernard Katompa, candidato per il cambiamento del Congo

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Bruxelles Bernard Katompa è pronto a ritornare nel Paese dove è nato, il Congo, dopo aver lavorato in Canada, America del Nord e del Sud, Australia, Sudafrica e in altre parti del mondo come imprenditore e gestore di grandi imprese, e candidarsi alle presidenziali del prossimo anno.

Katompa ha studiato gestione aziendale e si è specializzato all’Università di Harvard a Boston Massachussets, ha lavorato come Amministratore Delegato e Presidente di Liberty Africa del gruppo Liberty Holdings Ltd da lui creato con lo scopo di mettere a disposizione degli africani i mezzi finanziari per migliorare le loro condizioni di vita e quelle delle loro comunità. E’ stato vice Presidente di BHP Billiton, una delle maggiori compagnie minerarie mondiali, nonchè vice Presidente di Samancor Manganese, dove ha lavorato a progetti minerari di bauxite e di raffinazione dell’alluminio. E’ membro del board di The Heritage Insurance Company Kenya Ltd. Ha fatto parte del Board di Liberty Kenya Holdings. Ha diretto operazioni minerarie in Africa, Nord America, America Latina, Australia e Europa.

Per affrontare il mondo della politica ha creato l’associazione La generazione determinata allo scopo di invitare la diaspora congolese a riprendere in mano le sorti del Paese dilaniato da continui conflitti e da violenze di ogni genere oltre che da una povertà endemica. I congolesi della diaspora si chiedono come mai Katompa abbia iniziato la sua campagna da un Paese al di fuori del Congo, dato che ora vive in Sudafrica, dove è il suo centro di interesse economico, dopo aver lavorato molto anche in Kenya, ma mai in Congo.

La sua ipotesi di candidatura vuole forse inviare il messaggio che per conquistare la popolazione congolese riesce meglio un outsider?  Il suo messaggio ad ogni modo è che il Paese ha bisogno di una leadership responsabile dopo 32 anni di dittatura di Mobutu Sese Seko e 17 di Governo dei Kabila, padre (Joseph) e figlio (Laurent-Désiré).

Nei suoi interventi alla stampa, Bernard Katompa  -che abbiamo intervistato in occasione di una sua visita al Circolo della Stampa di Bruxelles- si scaglia contro la debole leadership del Congo che induce il resto del mondo a trar profitto dalle ricchezze del Paese senza peraltro far partecipare la popolazione congolese a questa ricchezza. E preconizza la necessità di una leadership responsabile, ispirata all’onestà e dedita a difendere i diritti dei congolesi nel mondo, ma anche visionaria per poter ridare al Congo la dignità e il posto che spetta al Paese nel consesso mondiale. E invita i congolesi a smettere di lamentarsi per la sorte del loro Paese e a prendere il destino nelle loro mani decidendo di voltar pagina e cercare di trovare loro stessi le soluzioni ai loro numerosi problemi.

 

Katompa, i motivi di questa candidatura?

L’amore per il mio popolo, per il mio paese e per il mio continente.

 

Ma anche l’ambizione, no?

La vera grandezza per me è essere responsabili. E l’impegno in politica è il primo stadio dello sviluppo economico. E’ grazie alla politica che si potranno mettere le basi per creare posti di lavoro e migliorare le condizioni sociali di un paese sempre che l’economia sia ben strutturata e se c’è equilibrio tra il pubblico e il privato in una situazione in cui le regole del gioco siano ben chiare.

 

Lei vuole veder prevalere il pubblico o il privato?

Bisognerebbe che il partenariato tra pubblico e privato possa beneficiare tutti, anche gli investitori.

 

Cosa significa per lei una leadership responsabile?

L’amore per un Paese si esprime attraverso le azioni: questo è il valore aggiunto della mia candidatura. E già ho incontrato molte persone di buona volontà in Africa che desiderano un futuro migliore per il paese.

 

Lei è un imprenditore, ha fondato Liberty Africa ed è stato Amministratore Delegato di altre compagnie. Pensa sia compatibile combinare l’attività di imprenditore con l’impegno politico?

Mi sono dimesso dalla Liberty Africa per poter avere la libertà d’azione per impegnarmi in politica.

 

Cosa si aspetta da questo impegno politico?

Mi aspetto di vedere un miglioramento nelle condizioni del mio Paese. Purtroppo attualmente non vedo altro che dei politici interessati a fare i loro interessi e quelli dei loro familiari, dei parlamentari strapagati, e gente che soffre la povertà in un Paese ricchissimo di risorse naturali.

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