mercoledì, Settembre 22

Congo: Kabila, terzo mandato presidenziale a tutti i costi field_506ffbaa4a8d4

0
1 2 3 4


Kampala – La situazione politica nella Repubblica Democratica del Congo si fa sempre più pericolosa, causa la determinazione di Joseph Kabila di ottenere il terzo mandato presidenziale. Da maggio scorso gli Stati Uniti hanno aumentato le pressioni politiche contro il presidente congolese chiedendo il rispetto della Costituzione e del calendario elettorale. Il 23 giugno gli Stati Uniti hanno imposto delle sanzioni ad personam al Comandante della Polizia congolese, il Generale Celestin Kanyama. L’Amministrazione Obama accusa il Generale Kanyama di aver creato un clima di terrore in Congo per schiacciare l’opposizione e permettere a Joseph Kabila di accedere al terzo mandato presidenziale evitando la prova elettorale.

Il Generale Kanyama, chiamato ‘spirito della morte’, ordinò nel gennaio 2015 l’orrenda repressione delle manifestazioni a Kinshasa contro il terzo mandato di Kabila dove furono trucidati 40 civili. É inoltre responsabile delle dure repressioni delle recenti proteste popolari e di aver ordinato decine di esecuzioni extra giudiziarie contro leader dell’opposizione. «Le sanzioni contro il Generale Celestin Kanyama vogliono essere un chiaro messaggio che gli Stati Uniti condannano le violenze e le azioni repressive del regime di Kinshasa che mettono a rischio la democrazia e il popolo della Repubblica Democratica del Congo» afferma su ‘Voice of America‘ il responsabile del Tesoro americano John Smith.

Le pressioni americane hanno costretto il presidente Kabila a rivedere i suoi piani. Venerdì 1 luglio durante un discorso presso la città di Kalemie (est del Paese) il presidente congolese ha dichiarato che verrà rispettato il calendario elettorale che prevede lo svolgimento delle elezioni nel novembre 2016. Una dichiarazione a sorpresa visto che nel novembre 2015 Kabila aveva annunciato il rinvio delle elezioni. Le operazioni di registrazione dei votanti dovrebbero iniziare tra una settimana, con un ritardo di otto mesi. Secondo il parere di molti osservatori regionali il clima di repressione interna e il ritardo nella organizzazione del voto impediranno che nel Paese si possano tenere elezioni democratiche, libere e trasparenti.

Nonostante questa concezione Kabila è determinato ad ottenere il terzo mandato presidenziale e sta orientando tutte le sue mosse politiche per ottenerlo. Un primo obiettivo sembra raggiunto: indebolire l’opposizione. Il 22 giugno scorso si è assistita alla eliminazione del candidato alla presidenza Moise Katumbi, ex governatore della ricca provincia del Katanga che da mesi sfida Kabila. Il tribunale di Kinshasa ha condannato Katumbi a tre anni di prigione per aver ottenuto con la forza una importante proprietà terriera durante il suo governatorato. La condanna fa seguito alla denuncia di un espatriato greco residente da trent’anni nel Katanga, Alexander Stoupis, che afferma di essere stato vittima degli abusi di potere del ex governatore nel 2000 e di aver perso la proprietà di famiglia.

Una seconda inchiesta è stata aperta con l’accusa di alto tradimento. Secondo la magistratura congolese Katumbi avrebbe arruolato dei mercenari americani per attuare un colpo di Stato e deporre il presidente Kabila. Al momento la magistratura e i servizi segreti congolesi faticano a trovare prove convincenti delle interferenze americane nel Katanga. Nonostante la debolezza giuridica degli attacchi contro Katumbi, il governo di Kinshasa è riuscito a renderlo illeggibile per le elezioni di novembre. L’attacco della magistratura contro Katumbi è avvenuto dopo la firma del decreto presidenziale n. 16/011 del 01 marzo 2016 dove il presidente Kabila ha destituito 107 magistrati della Alta Corte d’Appello, 55 Procuratori Generali e 188 Assistente al Procuratore Generale. Il decreto aveva l’obiettivo di assumere il pieno controllo della magistratura sostituendo gli elementi più fedeli alla Costituzione con elementi fedeli alla Famiglia Kabila. L’ex governatore si trova attualmente a Parigi per ragioni di salute. In realtà è stato costretto a scappare dopo aver ricevuto precise informazioni del suo imminente arresto e di un piano per eliminarlo fisicamente creando un falso tentativo di fuga durante il trasporto in prigione.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->