lunedì, Giugno 21

Congo, Kabila sta perdendo il Katanga?

0
1 2 3


Kampala – Dalle dimissioni da governatore e dal partito al potere, il Partito Popolare per la Ricostruzione e la Democrazia (PPRD), e la presa di distanza dal presidente Joseph Kabila del magnate Moïse Katumbi Chapwe, la famiglia presidenziale è terrorizzata di perdere il Katanga. La regione rappresenta il 21,20% del territorio nazionale e conta il 7% della popolazione congolese. Ma a rendere speciale la regione sono le sue miniere di cobalto, rame, coltan, radium, uranio, oro e diamanti capaci di produrre il 38% del PIL nazionale. Lubumbashi, il capoluogo di provincia è la secondo più grande città del Paese dopo la capitale Kinshasa. Moïse Katumbi è considerato nel Katanga un dio disceso in terra. Principale fornitore della miniera statale di rame Gecamines (anch’essa ubicata in Katanga), ha diverse attività commerciali, trasporti e catena di distribuzione alimentare sia in Katanga che in Zambia. Queste attività sono inglobate nella SPA Etablissement Katumbi creata nel 1987.

Nel 1998, agli inizi della seconda guerra Pan Africana Katumbi crea la MCK Mining Company Katanga riuscendo nel giro di dieci anni ad assorbire l’80% delle attività estrattive di rame e cobalto della Gecamines, che di fatto è sua. Dietro a questa operazione vi sono investitori angolani e belgi. Durante i suoi due mandati come governatore (dal 2006 al 2015) Katumbi avvia una complessa serie di opere pubbliche riuscendo a ricostruire la rete stradale collegando la provincia con la Zambia e l’Angola migliorando così il trasporto dei minerali destinati alla esportazione. Riesce ad elettrificare il 72% delle zone urbane e il 58% delle zone rurali, costruendo anche varie scuole ed ospedali.

Per realizzare queste opere Katumbi durante la carica di governatore riesce ad imporre una attenta amministrazione fiscale attirando anche investimenti stranieri. Non si conosce la percentuale ma considerevoli fondi vengono direttamente dai profitti delle sue attività. Le infrastrutture hanno reso il Katanga la provincia più moderna del Congo. Sul piano amministrativo Katumbi ha applicato una amministrazione stile ruandese (adattata alle circostanze del Congo) dove efficienza professionale ed onestà vengono premiate. A differenza del resto del Paese, in Katanga tutti i dipendenti pubblici, polizia, vigili urbani ricevono regolarmente il salario e i benefici previsti di legge. Katumbi paga personalmente le due divisioni dell’esercito nazionale stanziate nella provincia trasformandole così in un suo esercito personale.

Katumbi ha rappresentato un valido alleato per il presidente Kabila, visto gli ingenti finanziamenti della campagne presidenziali del 2006 e del 2011. Il Katanga una gallina dalle uova d’oro. A seguito della creazione della coalizione di alcuni partiti di opposizione e di ex membri del partito al potere, denominata G7 e la probabile candidatura di Moïse Katumbi alle presidenziali, il Katanga è divenuto il problema numero uno per il regime dittatoriale di Kinshasa. Con tutte le provincie al est del Paese tradizionalmente ostili a Kabila, la perdita di elettori del Katanga rappresenterebbe una sconfitta elettorale certa di proporzioni talmente evidenti che nessun broglio elettorale potrebbe essere minimamente credibile. Uno scontro militare è impensabile. Il Katanga è ben difeso e uno scontro con il governo centrale aprirebbe la porta a ribellioni estese sia nei due Kivu che nella provincia del Bas Congo dove si nutrono forti spinte indipendentistiche. L’avventura militare contro il Katanga è ancora viva nella storia del paese in quanto portò alla indipendenza e alla creazione della Repubblica del Kaganga (1960 – 1063). L’avventura indipendentistica terminò quando la ex potenza coloniale, il Belgio, decise di puntare sulla unità territoriale del grande Zaire guidato dal loro uomo, Joseph Mobutu Sese Seko, dopo l’uccisione del primo ministro e leader nazionalista Patrice Lumumba.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->