sabato, ottobre 20

Congo: Kabila cede per evitare la guerra e candida il Delfino Joseph Kabila, al potere dal 2001, rinuncia alla Presidenza. Al suo posto, Emmanuel Ramazani Shadary, fedelissimo del Rais

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Dopo un fallito tentativo di creare un governo di unità nazionale,  una lunga suspense e un infruttuoso viaggio in Angola nel vano tentativo di spezzare l’alleanza  con Uganda, Ruanda e Congo Brazzaville, dopo che le potenze regionali si sono preparate ad invadere il Congo con sostegno di Francia e Stati Uniti nel caso che il regime avesse bloccato il processo democratico, Joseph Kabila, al potere dal 2001, rinuncia alla Presidenza per evitare una guerra che non avrebbe mai potuto vincere. In una conferenza stampa di ieri tardo pomeriggio il portavoce del governo Lambert Mende ha annunciato che il Presidente Kabila non si presenterà alle elezioni del 23 dicembre per rispettare la Costituzione e nomina come candidato del Partito del Popolo per la Ricostruzione e la Democrazia (PPRD) e del Fronte Comune per il Congo (FCC), la coalizione di governo: Emmanuel Ramazani Shadary detto ‘Coup sur Coup’.

Una scelta oculata in quanto Ramazani è un fondatore del PPRD, un fedelissimo di Kabila e responsabile delle peggiori repressioni delle proteste popolari del 2016 e 2017 a causa del rinvio delle elezioni e della chiara intenzione del Rais di rimanere al potere.  Nato il 29 novembre 1960 Emmanuel Ramazani Shadary  inizia la sua carriera politica nel 1995, un anno dopo il genocidio in Ruanda, diventando Segretario Generale della Società Civile del Maniema, prevalentemente controllata dalla Chiesa Cattolica e lotta contro la dittatura di Mobutu Sese Seko. Dopo la caduta del dittatore e la scomparsa dello Zaire, Ramazani tradisce la Società Civile e la Chiesa Cattolica per diventare vice governatore sotto Laurent  Dèsirè Kabila (padre dell’attuale Presidente assassinato nel gennaio 2001 a seguito di un complotto in cui è coinvolto lo stesso figlio).

Nel 2002 partecipa alla fondazione del PPRD e nel 2005 assume le cariche di Segretario Nazionale incaricato del processo elettorale e Presidente della Commissione di disciplina. Cariche ricoperte con straordinario zelo. Organizzerà nei minimi dettagli la truffa elettorale che permise a Kabila di vincere nel 2006 su Jean-Pierre Bemba (vero vincitore di quelle elezioni) e eliminerà tramite provvedimenti disciplinari tutte le voci critiche e di dissenso all’interno del PPRD contrarie al Rais e al Clan dei Mobutisti che lo aveva messo al potere nel 2001.

Per i servizi resi, Ramazani nel 2006 viene nominato dal Rais Primo Vice Presidente della Commissione politica amministrativa e giuridica dall’Assemblea Nazionale, che corrisponde al nostro Parlamento. Carica che terrà fino al 2012 quando viene nominato Presidente del gruppo parlamentare PPRD e Coordinatore della maggioranza presidenziale. Nel 2015 il Rais si sta apprestando al colpo di Stato costituzionale basato sul rinvio delle elezioni previste per il dicembre 2016 con l’obiettivo di diventare Presidente a vita. In ballo ci sono milioni di dollari al mese provenienti dal commercio illegale di minerali preziosi e alleanze politiche ed economiche con politici, Generali e persino con i terroristi ruandesi del FDRL. Kabila necessita di un uomo forte, spietato ed astuto che riesca a contenere le prevedibili proteste popolari.

Ramazani viene nominato in tutta fretta Vice Primo Ministro e Ministro degli Interni e della Sicurezza , ricevendo l’incarico di contenere le proteste popolari. Sotto di lui vengono posti la polizia e i servizi segreti. Ramazani sopprimerà le proteste senza pietà tramite arresti arbitrari dei militanti e di vari membri dell’opposizione. Non esiterà di ordinare alla polizia di sparare sulla folla e ad organizzare varie esecuzioni extra giudiziarie. Sarà responsabile della violentissima repressione del movimento religioso Bundu dia Kongo a Kinshasa e farà sterminare oltre trenta leader della protesta popolare nella provincia del Kasai, prelevandoli uno a uno dalle loro case per abbatterli in luoghi sicuri.

LUnione Europea lo inserisce nella lista delle sanzioni il 29 maggio 2017 considerandolo come uno tra i massimi responsabili delle inaudite violazioni dei diritti umani ordinate dal Presidente Kabila. Le sanzioni includono il divieto di entrare in territorio europeo e il congelamento dei beni immobiliari e finanziari posseduti in Europa. Ramazani viene scelto tra una rosa di candidati alla Presidenza attentamente analizzata dal Rais: l’ex Primo Ministro Augustin Matata Ponyo, il Capo dello staff presidenziale Niehemie Mwilanya Wilondja, il Presidente dell’Assemblea Nazionale, Aubin Minaku.

Il Rais considera Ramazani la persona più adatta a gestire la Presidenza. Il suo compito è quello di curare i miliardari interessi della Famiglia Kabila, mantenere saldo al potere il PPRD e permettere nel 2023 la candidatura di Joseph Kabila. Al momento non si conoscono ancora le reazione ufficiali di Stati Uniti, Francia, Belgio, Angola, Congo Brazzaville, Uganda e Ruanda. Fonti diplomatiche affermano che si considera la scelta di Kabila di abdicare come un gesto saggio per evitare una guerra Pan Africana. Gli eserciti delle potenze africane si stavano già organizzando per l’invasione e vari combattimenti minori si stavano consumando presso la frontiera con l’Uganda e all’interno del territorio del Ruanda.

Coup Sur Coup Ramazani dovrà affrontare Jean-Pierre Bemba ex Vice Presidente e Signore della Guerra, Felix Tshisekedi leader dell’Unione per la Democrazia e il Progresso Sociale (UDPS) e Tryphon Kin-Kiey Mulumba, ex portavoce del dittatore Mobutu e due volte ministro sotto il Rais. Nominando Ramazani come suo Delfino, il Presidente Kabila si è assicurato che l’ex governatore del Katanga ed ex cittadino italiano Moise Katumbi non partecipasse alle elezioni, impedendogli di entrare nel Paese per iscriversi in tempo come candidato presso la Commissione Elettorale CENI, nonostante le vive proteste della Chiesa Cattolica.

L’Unione Africana, presieduta dal nemico numero uno di Kabila, il Presidente ruandese Paul Kagame, non ha al momento commentato la decisione del Rais, limitandosi ad esigere elezioni trasparenti, condizione cruciale per garantire uno scrupoloso rispetto dei diritti civili, della libertà di tutti i congolesi e della democrazia.

Ieri sera milioni di congolesi hanno festeggiato l’abdicazione dell’odiato dittatore e ora si sentono più fiduciosi verso il futuro. Attenzione però. Il Rais ha abdicato, costretto dalla minaccia di intervento militare di potenze africane sostenute dalla potenze occidentali, ma è intenzionato attraverso il Delfino a mantenere lo status quo fatto di saccheggio delle risorse naturali, caos all’est del Paese e nel Kasai, violazione dei diritti umani e povertà assoluta della popolazione. E chi meglio può assolvere a questo compito se non il feroce e spregiudicato Emmauel Ramazani Shadary? Il Delfino odia qualsiasi dissenso, difende con i denti i suoi privilegi ed è nemico giurato della Chiesa Cattolica, Ruanda e Uganda. Il suo primo incarico? Organizzare truffe elettorali per assicurarsi la vittoria nelle elezioni del prossimo dicembre. Un compito non facile. È ora prevedibile che la Chiesa Cattolica aumenti le sue pressioni sul regime, galvanizzando la popolazione. Parola d’ordine: farla finita con Kabila e i suoi complici.

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