sabato, Maggio 8

Congo: elezioni confermate per dicembre Mercoledì 8 marzo il Primo Ministro Bruno Tshibala ha annunciato che le elezioni presidenziali e amministrative si terranno il 23 dicembre 2018. 

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Mercoledì 8 marzo il Primo Ministro Bruno Tshibala ha annunciato che le elezioni presidenziali e amministrative si terranno il 23 dicembre 2018. «Quando lo scorso maggio ricevetti l’incarico di organizzare le elezioni mi sono impegnato per permettere ai cittadini di poter votare entro quest’anno. Gli sforzi hanno prodotto risultati. Le elezioni si terranno il 23 dicembre 2018». dichiara Thilaba alla Reuters.

Le elezioni sono state rinviate dal dicembre 2016 aprendo una lunga crisi politica in cui il Rais,  Joseph Kabila, ha dimostrato grande abilità nel dividere e indebolire  l’opposizione per controllare a suo favore la crisi. Per neutralizzare le popolazioni ostili di lingua swahili ha sprofondato le province est in uno stato perenne di guerra.

Per neutralizzare la minaccia di Uganda e Ruanda ha stretto un patto segreto per dividersi le risorse naturali. Un patto che non porterà ricchezza alla popolazione ma impedirà che i due nemici storici invadino il Congo ponendo fine al suo regime come fecero nel 1996 con il dittatore Mobutu. Il bottino offerto a Kampala e Kigali è grosso e comprende il petrolio e il gas metano presenti in grandi quantità nei laghi Alberto e Kivu.

Dopo aver ingannato il Vaticano con l’accordo di San Silvestro nel dicembre 2016, Kabila ha risposto alle varie marce di protesta organizzate dalla Chiesa Cattolica usando la violenza, arrivando ad uccidere i fedeli sulle gradinate delle chiese quando uscivano a messa domenicale terminata. Una brutale ma astuta mossa che ha posto il Vaticano dinnanzi a tre sole alternative : continuare la protesta costellata di vittime, organizzare una rivolta armata o dedistere accettando i piani del Rais.

Le pressioni americane ed europee e le sanzioni ad personam non sono state efficaci come nel vicino Burundi. Il Congo è un paese ricchissimo e i partner non mancano mai: Cina, Russia, India, Turchia, Sud Corea. La lista di nuovi partner è talmente lunga da ridicolizzare le minacce economiche occidentali.

Le elezioni sono state rinviate per due anni per offrire al Rais il tempo necessario per mettere in pratica i suoi piani con l’obiettivo di mantenere il potere. Quasi 10 milioni di dollari al mese di profitti provenienti dal traffico illegale di oro, diamanti, coltan e altri minerali rari del est è una valida ragione per arroccarsi alla Presidenza.

Su questo colossale affare troppi generali, politici, potenze regionali e straniere  stanno letteralmente nuotando nell’oro. Tutti i suoi alleati e soci non permetteranno a Kabila di rinunciare al potere compromettendo i loro affari. Le manovre per mantenere il potere si basano su un concetto primitivo dove al Re è permesso tutto e i cittadini sono dei semplici sudditi senza voce ne diritti.

Bruno Tshibala nel giustificare un ritardo elettorale di due anni ha utilizzato la famosa ironia grottesca congolese per alterare l’evidenza sostituendola con una realtà artificiale con tanto di colonna sonora offerta dalle coinvolgenti note della Rumba congolese. «Ci sono stati vari problemi tecnici nel passato ma ora siamo pronti per le elezioni a dicembre». Alla domanda sulla natura di questi problemi tecnici Tshibala offre una risposta sorniona: «le macchine sono importanti per organizzare elezioni ma qualche volta fanno i capricci».

La macchina elettorale non è pronta. Le registrazioni al voto sono parziali. Molti cittadini non potranno votare perché esclusi dalle liste elettorali o sostituiti da stranieri con in mano la scheda con già la croce sulla faccia sorridente del Rais.

Le elezioni sono state finalmente fissate ma è il Rais a condurre il gioco a scapito della popolazione,  partiti di opposizione, società civile, Santa Sede, Washington e Bruxelles.

Non è ancora chiaro se il Rais non si presenterà alle elezioni come ha promesso lo scorso 8 febbraio. Dietro alla inattesa dichiarazione si nasconde un piano astuto. Diminuire la tensione internazionale sul suo terzo mandato non previsto dalla Costituzione proponendo una testa di legno che scaldi la sedia presidenziale per 5 anni curando gli interessi della Famiglia Kabila e associati. Si parla di Lambert Membe, il portavoce del governo, l’uomo politico meno ambizioso e facilmente manipolabile per qualche milione di dollari che esista in Congo. Una garanzia perfetta!

Nel 2023 il Rais potrà legalmente ricandidarsi alla presidenza. Questo piano per essere attuato deve offrire a priori valide garanzie : mantenere il PPRD primo partito nazionale, una gestione della presidenza totalmente passiva e subordinata agli interessi della Famiglia Kabila, il controllo su esercito e traffico illegale al est.

Se queste garanzie non saranno chiare il Rais si presenterà a dicembre.  Non è un caso che né Thilaba né la Commissione Elettorale non desiderano toccare l’argomento,  preferendo restare in attesa di ordini dal Boss.

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