lunedì, Settembre 20

Congo: criminali strategie di potere

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L’accentramento del potere è stato reso palese lo scorso 16 settembre, quando Kabila ha nominato dei ‘Consiglieri Speciali’ ai posti chiave del potere: Kikaya Bin Karubi per gli affari diplomatici, Théophile Mbayo per l’amministrazione e la Giustizia, Firmine Koto Eyolanga per gli affari economici e finanziari, Mukoko Aongo per le infrastrutture (dove girano ora affari di milioni di dollari e un spaventoso riciclo di denaro proveniente dalla criminalità organizzata internazionale), Odia Kalinga per le questioni parlamentari e istituzionali, Ongendanganda Tshenge Albert per la gestione dei minerali e delle risorse petrolifere (i primi gestiti in complicità con i terroristi ruandesi delle FDLR, e le seconde in mano a tre Paesi: Congo Brazzaville, Angola e Uganda).

Di fatto questi consiglieri speciali governeranno il Paese, rendendo il Parlamento e i vari Ministri privi di potere, semplici rappresentanti di facciata per offrire all’estero un simulacro di democrazia. In compenso il Presidente Kabila permette a parlamentari e ministri di accettare bustarelle. A Kinshasa è sorto un fiorente mercato di bustarelle che ha trasformato la corruzione in truffa. Ai tempi del dittatore Mobutu Sese Seko il Ministro corrotto rispettava gli accordi dopo aver intascato i soldi. Nel 2015 il rispetto degli accordi diventa una probabilità e non una certezza. Varie imprese straniere (anche cinesi) sono state letteralmente truffate dopo aver corrotto Ministri e parlamentari.

Le elezioni nelle province per i nuovi governatori non vengono svolte con l’obiettivo di defenestrare tutti i governatori ‘ribelli’ giunti alla fine del loro mandato, sostituendoli con ‘Commissari Provvisori’ fedeli al dittatore. Anche l’Esercito è stato soggetto a drastici cambiamenti.  Da tempo si lavora per creare una Guardia Pretoriana composta da circa 20.000 uomini addetta alla difesa del regime. L’Esercito regolare e la Polizia sono praticamente abbandonati, senza paga e disarmati proprio come negli ultimi anni del regime di Mobutu. I soldati della FARDC, che devono partecipare a campagne militari contro i gruppi ribelli all’est, vengono armati solo durante le operazioni sul terreno controllate dalla Guardia Pretoriana e immediatamente disarmati a fine operazioni.

La campagna militare, iniziata nel 2014, contro i 38 gruppi armati che occupano di fatto l’est del Paese -Nord Kivu e Sud Kivu- viene attuata secondo le alleanze militari ed economiche strette in segreto nei precedenti anni. Tutti i gruppi armati legati alla dittatura attraverso il commercio illegale dei minerali e che dimostrano un chiaro odio contro i tutsi, il Rwanda e l’Uganda non sono minimamente sfiorati. Al momento solo il gruppo terroristico islamico ugandese ADF è sottoposto a pressioni militari. Pressioni che risultano inefficaci visto che i terroristi ugandesi continuano a seminare morte e distruzione a Beni, Nord Kivu una importante città commerciale del est ormai abbandonata dal governo centrale e dalla missione di pace MONUSCO.

Un discorso a parte è la campagna militare contro i terroristi ruandesi delle FDLR. Il Governo afferma di aver quasi reso all’impotenza il gruppo terroristico autore del genocidio in Rwanda del 1994. La realtà è ben diversa. Forte di 12.000 uomini (mai riconosciuti dalle Nazioni Unite e dai Caschi Blu della MONUSCO che propongono ridicole cifre di 2.500 miliziani) le FDLR hanno traslocato 8.000 miliziani nel vicino Burundi, inizialmente in sostegno dell’ex Presidente Nkurunziza, ora alla guida occulta del Paese. I duemila miliziani rimasti in Congo continuano a controllare le miniere di coltan e oro, mentre  partecipano al teatrino di guerra allestito da Kinshasa per ragioni di propaganda. Gli attacchi delle FARDC sono concordati e spesso simulati. Nessun scontro di reale importanza tra FARDC e FDLR è avvenuto al est del Paese dal 2014. Gli scontri sono ricostruiti da esperti di comunicazioni e diramati alle agenzie di stampa internazionali.

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