lunedì, Agosto 15

Congo: Corea del Sud denuncia possibili frodi nel voto elettronico Seul ha rifiutato la richiesta di Kinshasa di finanziare l’acquisto del sistema di voto elettronico, troppo a rischio frodi

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In un speciale della ‘CBSNews’ dell’agosto 2016 dedicato alle TVS, l’azienda leader nella sicurezza informatica Symantec Security Response ha dimostrato come le TVS possono essere facilmente manipolabili da hacker tramite software e devices che si trovano in vendita online.  «Per 15 dollari si può comprare un software o una scheda in grado di resettare i dati immagazzinati dalla TVS e rimodellarli a piacimento. La manipolazione può avvenire anche nella banca centrale che collega le varie TVS raccogliendone i risultati elettorali in quanto questa banca centrale non usa il sistema di crittografia quindi potenzialmente vulnerabile», spiega Kevin Haley direttore della Symantec Security Response. L’uso del voto elettronico nelle ultime elezioni presidenziali ha fatto scattare sospetti di hackeraggio da parte del Governo russo. Sospetti non ancora chiariti.

Se la vasta letteratura sulla materia disponibile in rete non bastasse per contraddire le rassicurazioni del Governo congolese, la presa di posizione del Governo della Corea del Sud e del sua Commissione Elettorale eliminano qualsiasi dubbio. Sia il Governo che la South Korea’s National Election Commission (NEC) hanno rifiutato di approvare l’affidabilità delle TVS fornite dalla ditta sud coreana Miru System Co. Ltd per le elezioni in Congo del prossimo dicembre.

Lo scorso 3 aprile, in un comunicato ufficiale redatto in lingua francese, il Governo sudcoreano ha preso le distanze dalla ditta che fornisce le TVS alla CENI. Il comunicato è stato emesso dall’Ambasciata della Corea del Sud a Kinshasa non ha mancato di sottolineare l’alto rischio che la Miru System abbia venduto TVS non sicure o, addirittura, possa partecipare alle frodi elettroniche nelle prossime elezioni. «L’uso delle TVS della Miru System Co. Ltd, può fornire al Governo congolese il pretesto per manipolare i risultati elettorali senza che il pubblico se ne accorga», conclude il comunicato.

Martedì 10 aprile anche la NEC è intervenuta sul controverso argomento. «Il sistema di voto elettronico fornito dalla ditta sud coreana Miru System Co. Ltd non è adeguato alle necessità elettorali della Repubblica Democratica del Congo. Il contratto stipulato tra le parti è stato seriamente monitorato dai nostri esperti in collaborazione con il Governo della Corea del Sud, giungendo alla conclusione di un netto rifiuto nel appoggiare o garantire l’assenza di frodi tramite l’utilizzo delle TVS», afferma la NEC in un secco comunicato. Il Governo di Seul ha rifiutato la richiesta di Kinshasa di finanziare l’acquisto del sistema di voto elettronico.

Esperti indipendenti fanno notare che anche in assenza di accordi segreti tra Governo e la Miru o l’eventuale ricorso ad hacker, le TVS possono presentare ‘bug’ o malfunzioni a causa della instabile erogazione elettrica del Congo e delle pessime condizioni delle strade che possono danneggiare le macchine durante il trasporto. Una interruzione di energia elettrica di pochi secondi può cancellare tutti i dati di voto immagazzinati fino a quel momento dalla TVS. Inoltre, il sistema operativo delle TVS vendute dalla ditta sudcoreana è in lingua francese, lingua ufficiale e franca in Congo ma non ben conosciuta da tutti i votanti a causa del deterioramento della qualità di istruzione scolastica registrato in questi ultimi vent’anni. Molti elettori sanno esprimersi e leggere solo in Lingala o Swahili.

Nonostante le prove fornite e il secco rifiuto del Governo sud coreano di appoggiare il sistema di voto elettronico, la CENI ha argomentato che è impensabile tenere le elezioni del prossimo dicembre senza l’utilizzo delle TVS  causa le difficoltà logistiche di fornire schede elettorali prestampate a tutti i seggi. «Le TVS non sono macchine truffaldine ma un sistema che semplifica il voto, riduce i costi delle elezioni e le frodi»,  dichiara Jean-Pierre Kalamba della CENI. La Direttrice della Commissione Elettorale Nazionale Indipendente (CENI) Corneille Nangaa è ancora più drastica: «Senza il sistema di voto elettronico non vi saranno elezioni il 23 dicembre 2018».

Il Governo congolese ha acquistato 60.000 TVS dalla ditta sud coreana al costo complessivo di 22,8 milioni di euro a cui si devono aggiungere altri 800 mila euro per la formazione degli agenti elettorali all’uso delle TVS. Un ottimo affare per la Miru System Co. Ltd e un modesto prezzo per permettere alla Famiglia Kabila di mantenere il potere e il controllo sulle immense risorse minerarie e di idrocarburi del Paese.

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